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La cavalcata trionfale di una delle stagioni più importanti della storia del San Lorenzo de Almagro, raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona. Un racconto entusiasmante per rivivere le gesta eroiche di una squadra che salì sul tetto del Continente.

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San Lorenzo, Libertadores 2014: Una obsesión – 2^ puntata

Dopo aver superato la prima fase a gironi con il cuore in gola, si cerca di pensare con più tranquillità alla fase a eliminazione diretta. Mera illusione. Il tabellone della fase finale non promette niente di buono, con le brasiliane che iniziano a incutere paura.

Nella Libertadores 2014, a differenza di quanto avviene ora nel sub Continente e in Europa in Champions, gli accoppiamenti non sono frutto del sorteggio ma si utilizza un criterio più meritocratico basato sul ranking delle prime classificate (a cui vengono assegnati i numeri da 1 a 8), e delle seconde (da 9 a 16). A questo punto si accoppia la miglior prima (n°1) con la peggior seconda (n°16) e così via (2-15, 3-14, 4-13, 5-12, 6-11, 7-10 e 8-9).

È bene ricordare che in questa Libertadores non vi partecipano nè RiverBoca. I due club vivono un periodo di ricostruzione dopo le delusioni degli anni precedenti. Da segnalare il poderoso Vélez del Dt Gareca e il Lanús del bomber Sand. Di seguito la situazione che si viene a creare è la seguente:

Il San Lorenzo è tra gli ultimi club del ranking, ma grazie alla famosa differenza reti supera il Nacional de Paraguay e si evita così il 16° posto, che significherebbe “clásico” argentino con il Vélez, la migliore di tutte. Ma col 15° posto si passa dall’altra parte del tabellone e si ‘pescano’ i temibili brasiliani del Gremio che schierano tra gli altri il centrocampista ex Bayern Monaco Zé Roberto e l’attaccante giramondo Hernan Barcos.

L’andata al Nuevo Gasometro è molto combattuta e viene decisa ancora una volta dal giovane predestinato Angel Correa. Angelito entra In area, raccoglie una sponda di Matos e lascia partire un tiro centrale molto forte che non lascia scampo al portiere brasiliano. Sbloccato il risultato il Ciclón si chiude in difesa a tripla mandata, resistendo per i restanti 38 minuti e riuscendo a garantirsi un vantaggio importantissimo nella doppia sfida.

Ottavi di finale

Il ritorno a Porto Alegre è probabilmente la partita più insidiosa e difficoltosa di tutta la fase a eliminazione diretta e viene vissuta con molta tensione dai tifosi azulgrana. Lo spauracchio è “il pirata” Hernan Barcos che con la sua fisicità mette a dura prova i due centrali (Carlos Valdés e Santi Gentiletti) della squadra di Boedo. Il Gremio, come da previsione, parte all’attacco e dopo dieci minuti proprio Barcos scavalca Torrico con un pallonetto: sembra l’inesorabile gol del vantaggio per i locali, ma all’improvviso appare Buffarini che salva tutto con un miracoloso intervento sulla linea. Grande spavento, ed è solo l’inizio.

Un gol subìto a inizio gara avrebbe scombussolato e non poco i piani del Patón Bauza che ovviamente si basano su uno strenuo catenaccio, a difesa del gol segnato all’andata. Il resto della partita scorre troppo lentamente per i tifosi del San Lorenzo, che soffrono le lente fiamme dell’agonia… fino agli ultimi minuti, quando si vive la vera e propria beffa.

Dudú

A sette dal termine ingenuità di Piatti che perde palla in uscita, azione rapida del Gremio che in pochi tocchi trova il gol di Dudú che manda in estasi la torcida e costringe le squadre a decidere la qualificazione ai calci di rigore.

Un finale così, in trasferta e in Brasile sembra già segnato. Si inizia a pregare allora tutti santi del Paradiso, iniziando dal patrono San Lorenzo e arrivando ai suoi ‘colleghi’ e conoscenti beati. La qualificazione è di nuovo appesa a un sottile filo.

A sorpresa il Patón Bauza dopo aver scelto i rigoristi abbandona il campo da gioco e si dirige negli spogliatoi. Nel tunnel viene intercettato da un giornalista che gli chiede se veramente non rimarrà a guardare i rigori. La risposta entrerà nella storia della Copa, almeno per noi tifosi sanlorencistas: “Para qué? Si ya ganamos…” ossia “Perché dovrei? Abbiamo già vinto…”. Il tutto accompagnato da una scrollata di spalle molto divertente. Una scena clamorosa che riassume in pochi istanti tutta l’essenza dell’esperto allenatore rosarino, che inietta la giusta dose di speranza ai tifosi che realizzano che non è del tutto perduto. Non non si capirà mai se si trattasse di scaramanzia, spavalderia o di qualcos’altro, ma la scena diventa clamorosa ed inedita.

Tutto è pronto nello stadio di Porto Alegre. Gremio e San Lorenzo sono pronte a giocarsi un’intera stagione dagli undici metri. Cala il silenzio nell’Arena. La monetina dell’arbitro uruguayo Silvera dice Gremio: sarà l’idolo di casa Barcos il primo incaricato a tirare dal dischetto. Con la tachicardia, ormai costante dei cuervos, che ormai raggiunge livelli esasperati.

3 – continua


calcioargentino.it

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