20 4 minuti 5 anni

“La paura, per te, è un esercizio intellettuale. Uno strumento di auto conservazione legato all’istinto di sopravvivenza della tua specie.

E’ un insegnamento arduo quello che Hal Jordan deve apprendere della penna di Keith Giffen.

In questo momento l’Independiente si trova nella stessa condizione del supereroe; nella difficoltà estrema di mettere alla prova i propri limiti (tecnici ed extracancha) ma con il dovere e l’urgenza (per la storia e per la sua gente) di farlo a stretto giro di posta.

Ma ha paura, appunto. di se stesso, dei propri limiti caratteriali prima ancora che degli avversari o degli avversi episodi, tecnici o arbitrali che siano. Paura di affrontare la mediocrità alla quale si è affrancato, permettendo alla stessa di divenire abitudine e non l’eccezione del momento, dovuta a diversi fattori, tecnici e non.

Un primo, piccolo passo in avanti per cercare di invertire questa rotta è stato fatto con l’insediamento di Fernando Beron (responsabile della cantera del Rojo) al posto di BECCACECE (per il quale il ruolo di entrenador del diablo si è dimostrato essere un compito troppo grande) alla guida tecnica della prima squadra, ma per far tornare la barca in porto definitivamente, servirà tanto altro, iniziando magari dalla costituzione di una SECRETARIA TECNICA ad hoc.

Nel frattempo però c’è anche da scendere in campo. Non è un caso quindi che l’andamento della partita giocata in Superliga (mercoledì 30) e pareggiata 2-2 in quel di Santa Fe contro l’Union sublimi tutti i concetti gia descritti.

Perchè nonostante una squadra impostata con un sistema logico (4-2-3-1), ogni giocatore è posizionato finalmente nel proprio ruolo. Con questo banale accorgimento il primo tempo è giocato in modo magistrale (secondo goal realizzato con un uomo in meno, expulsado il tractor Bustos per doble amarilla) con una ripresa di relativa sofferenza nel contenere gli attacchi Tatengue.

L’Independiente in doppio vantaggio (DOPPIO, 2-0!!!) al 90mo riesce incredibilmente a frantumarsi su se stesso. Come?

• Prima incorrendo in un rigore inventato dal juez de partido ECHEVARRIA per l’UNION (realizzatoda Walter Ariel Bou, si, l’hermano, quello che giocava con gli strisciati del Racing),

• Poi incassando il pareggio atiempo cumplido (l’ultimo dei cinque di recupero) permettendo al conjunto santafesino un azione comprensiva di tre passaggi di prima, iniziata all’altezza dell’area piccola e finalizzata con la stoccata di MAZZOLA (canterano del Rojo) un’altra volta nella stessa zona…

• A fine gara, dulcis in fundo, andando in conferenza de prensa a lagnarsi della SAF (l’AIA versione AFA, pessima peraltro, rivedere le prodezze di LAMOLINA in River-Colòn per esempio).

Questo NON è il giusto atteggiamento per provare a ricostruirsi un futuro degno. A partire magari da domenica prossima, quando arriverà al Libertadores de America un equipo parimenti afflitto dal nostro stesso male.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Libertadores