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La diciannovesima giornata di Primera sarà ricordata essenzialmente per la tragedia del Monumental. Partita sospesa tra River e Defensa a causa della morte di un tifoso avvenuta in circostanze accidentali, si gioca però il resto del turno. Il San Lorenzo viene fermato in casa dal Colón e il terzetto formato da Talleres, Estudiantes e Rosario Central continua la scalata verso le parti alte della classifica. Il Boca cade dopo dieci anni con il fanalino di coda Arsenal mentre si registra il ritorno al successo del Racing Club. Male l’Independiente che inciampa a Mendoza mentre il Vélez perde la bussola (e il ‘Tigre‘) a Cordoba. Questo e molto altro nel nuovo episodio de le ‘Cronache dalla Primera’.

River Plate-Defensa y Justicia: SOSPESA

L’attesa River-Defensa y Justicia dura solo 25 minuti. Poi lo sgomento e il dramma inducono l’arbitro Mastrangelo a sospendere la partita. Impossibile continuare, un tifoso è precipitato dalla curva Sivori Alta ed è morto nell’impatto in quella sottostante. Si tratta di Marcelo Pablo Serrano, un tifoso 53 enne, arrivato allo stadio con la figlia ma poi divisi negli spalti con i rispettivi gruppi di amici. Ancora incerte le cause dell’incidente. Il dolore dei familiari viene però messo a repentaglio dai media che cercano lo scoop, parlando ininterrottamente di suicidio. ‘Non riesco a credere che le persone siano così cattive’ scrive nel suo account Mía Serrano, la figlia. ‘Ho 16 anni e ho perso l’unico uomo che ha dato tutto per me. Me lo ripeteva sempre, ero la luce nei suoi occhi e mio padre avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di vedermi felice. Io rispetto’. Risponde anche ad una ragazza che scrive di suicidio sotto il suo post:Mio padre non si è buttato, Gabriela. È stato un incidente ed è caduto, non è stato un suicidio. Vi chiedo il favore di smettere di scrivere sciocchezze quando non sapete assolutamente nulla di quello che è successo’.


‘L’unica cosa che so è che mio padre non ha mai avuto intenzione di saltare come molti di voi dicono. Se non sai niente, non pensare. Voglio ripulire l’immagine di mio padre perché non è come dicono tutti. Mio padre era tutto per me e le persone non riescono avere un minimo di empatia, né con me né con la mia famiglia. Perdo mio padre a 16 anni e a loro importa solo se è stato un suicidio o no’. Parla anche il fratello della vittima, Adrián, anch’egli scosso per i fatti delle ultime ore, ma ben lucido nel suo pensiero. “Mio fratello ha insegnato a sua figlia, mia nipote, che il River è una famiglia. E in questa grave situazione è arrivata la conferma. I gesti della dirigenza ci hanno dimostrato ancora una volta che siamo davvero una famiglia. Hanno messo a disposizione lo psicologo del club, Ignacio Villarroel, per aiutare mia nipote. Perché non c’è modo di di consolarla e confortarla in questa delicato momento della sua vita”.

Comprensibilmente. Grande abrazo a tutti i familiari ed amici di Marcelo Pablo in questo drammatico presente.

Arsenal-Boca Juniors 1-0

Il ‘premio simpatia de la fecha‘ va al social manager dell’Arsenal. A fronte della storica e clamorosa vittoria dell’Arse sul ‘poderoso’ Boca, l’account della piccola squadra di Sarandì è andato letteralmente in tilt. Troppo grande l’impresa di battere una corazzata del calibro del Xeneize, gli appassionati argentini hanno celebrato il successo prendendo d’assalto i profili social del club.

ST 52′ – ¡¡¡GANÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓÓ AAAAAARRRRRSEEEEENAAAAAAALLLL!!!’ Così recitava il post a vittoria acquisita. Giustamente. Entusiasmo sì, ma abbastanza contenuto per il successo aspettato dieci anni. Almeno questo si pensava, fino a che il responsabile social del club pochi minuti più tardi alzava l’asticella schernendo un protagonista mancato (xeneize) per conosciuti motivi giudiziari. ‘Prigioniero della tua illusione vai a ballare. Balliamo, balliamo… Buon inizio di fine settimana!’, citando il testo di una famosa canzone ma riferito alla vicenda di Sebastián Villa, il giocatore del Boca, con il ballo come esultanza, condannato nei giorni scorsi per abusi sessuali. Boom. Con 40k di like e 2,5 milioni di visualizzazioni il post è diventato virale ed è entrato in tendenza nei social argentini. L’ombelico di Argentina diventa improvvisamente l’impianto del Viaducto. Ma un altro aneddoto però è doveroso raccontare di questa sfida, questa volta riferito al calcio giocato. Prima della partita l’intero mondo Arsenal ha ricordato l’ex giocatore del club Javier Yacuzzi, deceduto in settimana in Messico all’età di 43 anni per un virus killer. Cartelli per tutto lo stadio in segno di omaggio con sopra il suo cognome e il suo numero di camiseta, il 24. Medesimo numero (in minuti) nel quale il difensore Joaquin Pombo mette in rete il gol decisivo, il suo primo in Primera e di tacco, nella vittoria aspettata 10 anni! E naturalmente, è pura coincidenza…

Racing Club-Banfield 2-0

Ci vuole la presenza sugli spalti dell’ex Carlos Alcaraz, ora al Southampton, per far trionfare l’Academia dopo un periodo horror durato ben otto partite. L’ex centrocampista di Fernando Gago spezza la mala suerte e fa tornare il sorriso ai tifosi. “Sono molto felice di tornare, mi batteva forte il cuore per essere qui. Mi manca molto il ‘rumore ‘casino’ del Cilindro, la gente che canta. Oggi poter tornare qui e sentirsi parte di tutto questo è molto bello. Il mio cuore è racinguista”, termina Charly. Sul campo si registrano il record di fischi sul nome di Falcioni e la quasi indifferenza sul nome di Gago. Hauche e Rojas faranno cambiare l’atteggiamento ai pochi tifosi arrivati al Cilindro con due gol che ‘piegano la punta’ al Taladro. Il ‘padre’ ‘Pintita’ Gago si può ritenere soddisfatto a fine partita: “Quello che ci piace di più di questa sera è il risultato. Vincere rende sempre più facile quello che si propone. Abbiamo avuto più pazienza nei passaggi con i gol che sono puntualmente arrivati. Dobbiamo continuare su questa strada”. Nel frattempo la dirigenza sta pensando di trattenere Alcaraz almeno fino alla fine del campionato. Bisognerà solo avvertire il Southampton che Carlos non è stato rapito, perchè solo così il Racing riesce a vincere.

San Lorenzo-Colón 0-0

I momenti più entusiasmanti della gara sono essenzialmente due: il saluto e l’abbraccio tra i due idoli Ruben Insua ed ‘el Pipo’ Gorosito e il rigore non concesso al Ciclón dopo soli quattordici minuti. Per il resto è noia mortale. Gorosito trattiene le lacrime nel calpestare il suolo sacro del Nuevo Gasometro, e praticamente gli capita tutte le volte che torna a Bojo Flores. Bandiera assoluta del River e protagonista nell’anno straordinario 1986, el Pipo ha avuto una sorta di conversione spirituale ‘futbolera‘ nel suo percorso da calciatore arrivando proprio nel club di Boedo. Qui la tifoseria e la bontà del popolo cuervo lo conquistano talmente, che si dichiarerà da quel momento ‘tifoso del San Lorenzo’. Lo dimostrerà con parole e fatti tutte le volte che rimette piede da queste parti, ultimo fine settimana compreso, elogiando, in questa situazione, l’amico e collega Insua. “Il San Lorenzo sta vivendo una ciclo straordinario da quando Rubén è arrivato e questo mi rende molto felice per lui. Complimenti all’allenatore del San Lorenzo e ai suoi tifosi”, dichiarerà a fine gara Gorosito.

E il rigore? Naturalmente c’era.

Godoy Cruz-Independiente 2-1

Non c’è pace all’Independiente. Oltre al danno, la beffa. Succede che nella partita di Mendoza, aperta per l’occasione anche alla trasferta dei tifosi del Rojo, accadano spiacevoli incidenti sugli spalti. Tra i tifosi del Rojo. Le cronache del luogo narrano che tutto ha inizio quando un certo ‘Luquitas‘ chieda di spostare uno striscione a un tipo, per affiggere quello di più grosse dimensioni della barra dei ‘Los Dueños de Avellaneda’. Il personaggio in questione non accetta la richiesta e subito si passa alle mani, alle testate e alle cinghiate, creando l’incandescente contesto che le forze dell’ordine cercano di raffreddare con gli idranti. Si saprà poi, che in realtà, colui che non troppo gentilmente ha declinato l’invito di spostare il drappo de ‘Las Torres de Wilde‘ è Yair Hendler, uno dei dirigenti della ditta Audifarm, nientemeno che sponsor del Club (manica camiseta). Hendler ha infatti rapporti ben più stretti con lo storico oficialismo della curva, il famoso ‘barraBebote Alvarez, uno dei capi degli antagonisti dei Somos Nosotros. Ad Avellaneda non ci sono troppi problemi, lo stadio Bochini è diviso in eque parti: la nord è territorio dei ‘Dueños de Avellaneda’ mentre la sud è sotto il controllo del ‘Somos Nosotros’. Il problema di convivenza avviene nelle sporadiche trasferte di stagione. Inconveniente, che da partire da domenica non avverrà più per ordine della Fiscalia. La partita? Meglio non parlarne.

Le altre

Stende con autorità il Tigre in trasferta e supera al secondo posto il San Lorenzo. Il Talleres non ferma la sua marcia spedita ora mette nel mirino nientemeno che il River solitario. Equipo dalla qualità tecnica impressionante ma anche vantaggio di non giocare le Copas, la ‘T‘ di Cordoba può rendere ancor più straordinario questo primo semestre.

La cura del ‘Barba’ Dominguez sta per ora dando abbondanti frutti. Dopo una rincorsa incredibile il Pincha ora si ritrova a ridosso delle primissime posizioni in Liga. Stato di forma confermato anche dall’ottimo cammino in Sudamericana. Quali sono i reali limiti di questa squadra?

Terza vittoria consecutiva in casa e il Rosario Central si scopre grande. Torna in squadra il bomber Véliz e subito si fa notare con un gol …e mezzo. Per il resto, doppietta di Giaccone e del solito, bailador, Campaz. Ad maiora Canallas!

La sconfitta contro il Belgrano decreta la fine della seconda avventura personale da allenatore di Ricardo Gareca. ‘El Tigre‘ si dimette dal Vélez con il cuore gonfio di amarezza. Ecco le sue ultime parole, senza alcun tipo di rancore.

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