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Doveva essere il giorno più riuscito della storia della Argentina ma si è trasformato in mezzo flop. Le accuse del presidente del futbol Claudio Tapia.

L’indomani della festa della tercera riuscita a metà è gelo tra il presidente della Federazione futbol argentino Claudio ‘Chiqui’ Tapia e gli organi del governo argentino. L’oggetto della polemica è naturalmente il mancato adempimento al già programmato percorso della carovana nelle strade centrali della capital. Obelisco e Casa Rosada, infatti erano le mete principali dei festeggiamenti, abbandonate poche ore dopo la partenza del pullman per la quantità non preventivata di una moltitudine che aveva già preso possesso di ogni centimetro quadro delle piazze principali.

Si decideva allora di modificare il percorso ‘in tempo reale’ per ottemperare al meglio le condizioni di sicurezza già precarie, ma la caduta di un giovane da un cavalcavia induceva il Governo a interrompere ogni sorta di festeggiamenti, facendo evacuare l’intero plantel della Selección tramite sette elicotteri messi a disposizione da Policia de la Ciudad, Prefectura e Presidencia de la Republica.

Chiqui Tapia, già infuriato dopo il fallimento del programma di sicurezza preventivamente concordato, polemizzava via social verso i responsabili politici della sicurezza dopo la sospensione del corteo ‘mundial‘. “Gli organi di sicurezza ci impediscono di salutare la gente all’Obelisco’ si legge dal tweet ‘picado‘ di Tapia, “gli stessi che ci hanno scortato, non ci permettono di andare avanti. Mille scuse a nome di tutti i giocatori campioni. Una pena”.

Parole dure, che non hanno trovato repliche da parte di personalità politiche, iniziando dal Presidente della Republica, Alberto Fernandez, ‘assente ingiustificato’ nella finalissima di Doha e per l’occasione ritirato nella residenza fuori Buenos Aires, nella ‘Quinta de Olivos‘.

Disorganizzazione? Sottovalutazione dell’evento straordinario? Probabile, ma mai nella storia della’Argentina si era vista una tale massiva partecipazione popolare. Di fatto, era quasi impossibile prevedere più di cinque milioni di persone nelle strade, ma certamente, si potevano studiare ‘blindature straordinarie ad hoc’ mai pensate e attuate prima per poter garantire un corteo in totale sicurezza per giocatori e tifosi, nel giorno, senza dubbio, più clamoroso dell’intera storia della nazione albiceleste.

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