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E’ in sostanza la ‘Terra di mezzo’ quella che stiamo vivendo in questi giorni. La sconfitta ha messo in discussione la Scaloneta dopo quasi tre anni di imbattibilità e la prossima sarà la gara della verità. La situazione nell’antivigilia.

Continua il mondiale ‘non preventivato’ per l’Albiceleste. Nel ritiro argentino sembra quasi digerita l’umiliazione historica contro l’Arabia nel secondo giorno dopo il papelón. Si pensa già alla prossima contro il Messico, una finale mondiale anticipata.

C’è la consapevolezza generale da parte del plantel di aver giocato uno dei debutti più umilianti della storia della Selección. Un gol a favore, tre gol in fuorigioco millimetrico e l’Arabia che segna al momento giusto, indicano che non è tutto da buttare. E’ mancata, soprattutto la reazione, l’aspetto mentale nonostante gli oltri 50 minuti a disposizione.

Sfortuna, sottovalutazione dell’avversario e formazione, pensando alle prossime più ‘complicate’, sono gli elementi chiave delle dinamiche che hanno portato l’inaspettata sconfitta. L’aspetto principale imputabile a Scaloni è l’aver confidato su giocatori fisicamente ancora non pronti. Romero, Papu Gomez e Paredes su tutti. Per questi motivi sono attese modifiche contro il Messico. Dovrebbero debuttare dall’inizio Licha Martinez in difesa (Romero), Enzo Fernandez (Paredes) e Julian Alvarez (Papu Gomez), oltre al probabile avvicendamento di Montiel per Molina. Un 4-3-3 con il destino di Di Maria ancora misterioso. Sarà 4-3-3, 4-4-2, o il Fideo finirà in panchina, come arma letale nel secondo tempo? Dubbi legittimi da parte di tifosi e addetti ai lavori, che troveranno risposta solo nelle prossime ore.

Oggi il programma vede l’allenamento a porte chiuse. Sarà in sostanza la giornata delle scelte tecniche che defineranno la prossima partita mondiale. Non ci sono più margini di errore, inizia da ora una nuova storia.

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