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E’ Santiago del Estero il nuovo feudo del giocatore. Giornate indimenticabili per Pavón: dal record al Boca, all’affetto ..dei bambini.

Ultimamente non si può lamentare. Cristian Pavón attaccante laterale del Boca Juniors. Dopo un lungo periodo difficile costellato da infortuni e da ‘mal di pancia’, sotto la gestione Battaglia sta ritrovando quella continuità a livello di presenze e di risultati che fa ben sperare a dirigenza e tifosi per il resto del semestre. E’ tornato alla base dopo il prestito -non esercitato- dal Los Angeles Galaxy, col muso lungo e controvoglia. Infortuni, polemiche e dichiarazioni fuori luogo del suo entourage hanno poi caratterizzato negativamente il suo ritorno nel 2020 a la Republica de la Boca, per un giocatore esploso due anni prima, ma sparito troppo presto dai taccuini degli osservatori europei.

A Santiago dell’Estero c’è grande attesa. In programma il giorno dopo c’è nientemeno che il quarto di finale di Copa Argentina contro il Patronato e Cristian arriva come protagonista assoluto, dopo la preziosa vittoria contro il Tucuman di qualche giorno prima, grazie ad una prestazione superlativa con assist incluso. La folla assiepata dietro le transenne esplode di entusiasmo quando intravede il pullman della squadra. Un boato clamoroso, quando i giocatori scendono dal mezzo e salutano i tifosi. Il clima è quello giusto per provare a far bene ed andare in semifinale.

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Televisioni e media, naturalmente presenti all’appuntamento, iniziano a intervistare il gran pubblico presente. In particolare c’è un bimbo, a cui chiedono quale sia il suo giocatore preferito. Quando risponde candidamente “Pavón”, i tifosi Boca, quelli un pò attempati, iniziano a storcere il naso. ‘Ma come può essere un idolo della squadra colui sta cercando di scappare?’, pensano.

Poco male. E’ un bimbo, caso isolato. Solo quando un altro fanciullo si piazza davanti al ritiro della squadra, con addosso un cartello con sopra scritto: ‘Pavón , quiero tu camiseta’, allora la faccenda inizia a ‘farsi seria’. Due bimbi così tanto affezionati al giocatore ancora ci mancavano, almeno nell’ultimo periodo, e la cosa non può far altro far che sorridere.

Poche ore più tardi inizia la sfida decisiva e subito ci si accorge che non sarà una passeggiata, anzi. Il Boca cerca di tenere palla attraverso il possesso, ma il Patronato non si pone remore reverenziali e va vicino al vantaggio dopo un’uscita avventata del portiere Rossi. Esauriti i 90 minuti, si va direttamente ai calci di rigori secondo la traumatica regola della Copa. Vanno a segno i primi tre giocatori Boca dagli undici metri, mentre il Patronato sbaglia con Sosa Sanchez e Marin. Ora il tiro dal dischetto decisivo sarà …proprio quello di Pavón, l’idolo dei giovani tifosi, che si avvia all’appuntamento tenendo la pelota in mano.

Riquelme osserva nervoso in tribuna, sorseggiando e ‘arricchendo’ di continuo il suo mate, pensando, che sarà proprio Cristian a decidere le sorti del club, quello delle grandi polemiche di qualche mese prima. ‘El Kitcha’ prende la ricorsa, tira e… segna la rete decisiva per l’ingresso alle semifinali. Grandi feste in campo e in tribuna, pensando mentalmente ai bimbi del giorno prima. Addirittura nell’occasione, Cristian diventa il giocatore nella storia del Boca con più rigori consecutivi segnati, senza alcun errore (6/6). E’ clamoroso ciò che il destino ha riservato per ‘el Kitcha‘ nel ‘Madres de Ciudades’ di Santiago del Estero.

E così, alla fine di tutto, Cristian Pavón diventerà: determinante per il gol decisivo e per il record personale, fondamentale per i bimbi tifosi, ed essenziale per il Boca, grazie alla semifinale di Copa Argentina raggiunta.

Più idolo di così!


calcioargentino.it

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