La tattica del Superclasico

La tattica del Superclasico

Maggio 17, 2021 0 Di Redazione

Il Superclasico tra Boca e River analizzato tatticamente. Sorprese e conferme di quanto visto ieri notte.

Ieri sera si è giocato il terzo SuperClasico del 2021 (il primo si è giocato il 3 gennaio ed è terminato 2-2, il secondo il 14 marzo 1-1) che ha visto, dopo un 1-1 nei regolamentari, il Boca Juniors avere la meglio nella tanda de penales contro un River Plate in piena emergenza Covid (15 defezioni, tra le quali tutto il corpo portieri), autore però di una prova importante.

La gara si è giocata con un livello di precisione tecnica non eccelso (71.2 % pass conclusi per il Boca e 71.7% di pass completati per il River) anche come conseguenza di un’importante aggressività messa in campo da entrambe le squadre, come normale che sia in gare speciali come questa (18 falli per gli Xeneizes e 15 per il Millonario).

La mappa dei falli commessi dalle due squadre, insieme alle heatmap, aiuta a capire l’atteggiamento adottato dall’XI di Russo, più accorto e pronto ad attaccare con transizioni rapide e precise; e i ragazzi di Gallardo che, conformi al loro pensiero calcistico, hanno mantenuto un atteggiamento propositivo, cercando di aggredire il rivale nella sua metà campo.

Falli commessi dal Boca Juniors
Falli commessi dal River Plate
Heatmap del Boca Juniors
Heatmap del River Plate

Lo sviluppo del gioco da parte di entrambe le squadre è avvenuto principalmente sulle corsie esterne, con una preferenza maggiore, per entrambe, per quella di destra.

Medina e Buffarini attaccano dall’out di dx e il #36, sfruttando anche l’arrivo del #4, riesce a mettere un eccellente cross che Tevez riesce a deviare in rete. Il River, in fase di transizione negativa, compre bene ma manca di aggressività sia nel contrastare Medina che Tevez
(scaltro il #10 xeneize a liberarsi del difensore con una leggera spinta)

Il Boca, in particolare, ha sfruttato con più frequenza l’out di destra, zona di competenza di Buffarini e Medina, tanto che da quella zona del campo, e da un cross del #36, è nato il goal del vantaggio siglato dall’Apache Carlos Tevez.

Lo schema che spiega lo sviluppo della giocata che ha portato al vantaggio del Boca, manovra iniziata dalla fascia sx e conclusa dalla fascia dx con la spinta di Medina (#36)

Il River Plate, come detto, nonostante le assenze (ha giocato con il portiere di riserva della squadra riserve) è rimasto conforme al suo stile di gioco cercando di imporre il proprio gioco (dominio territoriale pari a 1.76), attitudine che non è cambiata neanche dopo aver subito il goal di Tevez, segno di una maturità calcistica importante del Millonario

Mappa dei tocchi effettuati dal River Plate dopo il vantaggio del Boca Juniors

Come si nota dalla mappa alla squadra di Gallardo è mancata efficacia in zona goal (solo 18% di precisione al tiro con 2 in porta su 11 a fronte del 31% di precisione del Boca con 5 in porta su 16)

Giocata sviluppata dal River Plate che occupa benissimo in ampiezza il campo e attacca bene l’area di rigore. In questa circostanza il portiere del Boca, Rossi, uscirà a buscar mariposas e concedendo a Montiel la possibilità di segnare a porta vuota, occasione annullata dall’ottima lettura di Fabra che devierà in angolo il tiro del #29 millonario

La qualità della manovra del River Plate è evidente nella giocata che ha portato al pareggio di Alvarez su cross di Angileri e nata da un movimento palla rapido e preciso figlio anche di un gioco posizionale che ha permesso alla squadra di Gallardo di poter essere estremamente efficace una volta recuperata la palla.

L’inizio della giocata che porterà al pareggio del River- Alvarez recupera palla a centrocampo, riconquista che, grazie ad un ottimo gioco posizionale, consente alla squadra di Gallardo di dare vita ad una rapida transizione che culminerà con il cross di Agileri per lo stesso Alvarez che andrà ad insaccare di testa
Lo schema riportante lo sviluppo della giocata del River Plate valsa il pareggio

Il Boca, prima e dopo il pari del River, ha avuto opportunità di poter chiudere la gara ma, nonostante un 36% di precisione al tiro, non è stato sempre bravo nella scelta della soluzione offensiva da adottare.

In questa giocata il Boca, da una rimessa laterale, riesce con Pavon e Tevez a dar vita ad un’importante transizione positiva che però poi non sfrutta – L’Apache va al tiro sfruttando l’attacco della profondità del #31 e #22 ma poteva anche, visto l’accentramento della difesa del River, servire l’ex LA Galaxy sulla corsa.
In questa giocata il Boca, da una rimessa laterale, riesce con Pavon e Tevez a dar vita ad un’importante transizione positiva che però poi non sfrutta – L’Apache va al tiro sfruttando l’attacco della profondità del #31 e #22 ma poteva anche, visto l’accentramento della difesa del River, servire l’ex LA Galaxy sulla corsa.

E’ terminato 1-1 dopo i minuti regolamentari un SuperClasico che, alla vigilia, vedeva il Boca Juniors super favorito. Xeneizes che, per imprecisione offensiva e disattenzioni difensive, hanno dovuto conquistarsi le semifinali della Copa de La Liga Profesional solo grazie ai calci di rigori, anche grazie a Rossi, autore di due parate che hanno annullato l’errore di Cardona (cucchiaio bloccato dal Diaz).

Il River Plate, di contro, ha giocato una gara rimanendo fedele alla sua filosofia e cercando di imporre il gioco nonostante le numerose assenze. Una Banda che ha espresso idee e ne è uscito sconfitto, nel risultato, ma vincente per come ha affrontato la gara.

Dal Boca Juniors, che arrivava al match con un netto vantaggio viste le condizioni di emergenza degli avversari, ci si poteva aspettare di più sia in qualità delle giocate (troppe volte ha fallito il colpo del ko, cosa che poteva costargli molto cara dagli 11 metri), che nel tipo di gara impostata, pensando ad una squadra di Russo più aggressiva e vogliosa di andare a giocare nella metà campo rivale, cosa non avvenuta.

Il Boca ottiene quindi il pass alla semi dove, come detto, affronterà l’Academia. Dall’altra parte il River Plate saluta la competizione perdendo il SuperClasico, ma restano comunque buonissime le sensazioni per quanto visto in campo. Impressioni sulle quali Gallardo saprà costruire di nuovo il futuro del Millonario, come del resto ha sempre fatto.

di Roberto Nizzotti


calcioargentino.it