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Nel clasico a Rosario la sconfitta non conosce pace. Sono capaci di venirti a cercare anche sotto il letto per prenderti per il culo.” Bielsa

‘El loco’ Bielsa ne ha vissuti di clasicos e sa bene il peso che ha questa partita nelle vita di entrambe le tifoserie. Rosario è una città dove il fútbol si respira a pieni polmoni e dove el fútbol assomiglia a una religione. O sei un Canalla o un Leproso. La neutralità calcistica viene considerata come peccato mortale, non è preferibile nè conveniente.

Newells Old Boys contro Central (e viceversa) è probabilmente ‘el clasico más caliente de Argentina’ per l’accesa rivalità tra los canalles e los leprosos. A giudicare anche dai tifosi eccellenti di un certo livello.. è scontro tra pezzi da novanta. Che ci crediate o no il Che Guevara era un cuore azul y amarillo, del Central, numerosi sono i murales all’esterno dell’Arroyito che ne testimoniano la fede calcistica del Comandante. Dall’altra parte tra i tifosi più illustri e famosi annoveriamo el loco Bielsa appunto e Leo Messi, tifosisissimo e juvenil dei rojinigro. E proprio Leo ci ‘mette il carico’ sull’importanza di questa partita: “Non ti conviene uscire di casa se perdi il Clasico a Rosario. È una locura”.

Apertura 2008. Si gioca al Coloso, fortino rossonero ma c’è anche la massiccia presenza dei tifosi del Central che occupano un’intera curva. La previa alla partita è spettacolare, i papelitos e le strisce di carta igienica in gran quantità danno la classica immagine del tifo argentino.

Alla guida del Central troviamo ‘el flamante’ allenatore Gustavo ‘Lechuga’ Alfaro fresco di conquista della Copa Sudamericana l’anno prima con l’Arsenal de Sarandi del Papu Gomez, dall’altra ‘el Negro’ Gamboa alla prima e vera esperienza da allenatore dopo aver diretto la squadra Reserve del Boca l’anno prima. Il clima a Rosario è torrido e non solo per il tifo, ma per la calura dei 30 gradi e oltre, dato che si gioca di pomeriggio.

Gamboa appare nervoso appena mette piede in campo, cerca con lo sguardo chissà chi, cercando forse di tranquillizzare prima se stesso che i suoi giocatori. Quando arriva vicino alla sua panchina ecco che la sua superstizione arriva ai massimi livelli. In ordine: Segno di croce su di se, segno di croce sul prato e successivo segno di croce di nuovo su se stesso. Sembra già entrato in trance in quella che sarà una delle partite più importanti della sua vita.

In porta nel Central c’è el ‘Fatura’ Broun, all’inizio della carriera (oggi arquero del Gimnasia di Maradona) e c’è la stella, el capitan trentaquatrenne Kily Gonzalez, tornato in Argentina dopo l’avventura europea. Nel Newells troviamo il funambolo Torres, un giovane Vangioni, el flaco Schiavi e lui.. l’ogro Fabbiani.

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el Lechuga Alfaro

L’Orco (ogro) Fabbiani è davvero un personaggio strano. Gli è stato affibbiato questo soprannome perchè, oltre ad esultare un gol con la maschera di Shrek, Fabbiani ha la tendenza di ‘dilatarsi‘ e non poco, per cui di conseguenza il secondo apodo è ‘gordo’. Donnaiolo, dalle mille avventure, rischia a volte l’incolumità fisica, si muove bene anche nel campo come attaccante e nel primo tempo la dimostra: gran caño su Braghetti e incursione pericolosa in area dove alla fine crossa male, ma tanto basta per far ribollire lo stadio. Il Newells ci crede di più e al 22’ passa in vantaggio grazie al rigore di Schiavi: 1-0. Il Coloso explota. Per il Negro Gamboa mano al cielo e gran sospiro di sollievo.

Ante la dificultad para contratar a Soso, la Lepra va por Gamboa ...
el Negro Gamboa

Nella ripresa, dopo il consueto rituale dell’entranador leproso (i consueti tre segni di croce) il Central comincia a premere di più in cerca del pareggio, ma la difesa rossonera regge. El Lechuga si sbilancia tatticamente: pareggiare qui equivarrebbe a una mezza vittoria. Ma il tempo passa e le speranze mano a mano diminuiscono.

Siamo al 90’ e il compagno in attacco dell’ogro, Sperduti, recupera palla al limite della propria area, avanza verso il centrocampo, vede lontano il Fabbiani e spara la palla in avanti con il tentativo di servirlo. In vantaggio c’è il difensore del Central, Nuñez.. che però perde clamorosamente palla dopo un contrasto deciso ma pulito dell’Ogro stesso.

Ora la situazione è questa: siamo nei minuti di recupero, l’orco ha la palla del 2-0 e ha davanti solo il portiere. 30 metri. 25 metri. 20 metri. ‘Fatura’ esce alla disperata fino al limite dell’area ma l’attaccante lo scarta con una magia. Nel frattempo però riescono a recuperare due difensori, el ‘Chiqui’ Danelón che viene a sua volta saltato come un birillo e ‘Tino’ Ribonetto, che si posiziona alla disperata davanti alla porta. Fabbiani sta facendo l’azione del secolo, in un clasico poi.. altezza del dischetto, area piccola, manca solo un piccolo tocco per buttarla dentro e per diventare l’eroe immortale del Coloso ..ma qui incredibilmente l’ogro esagera tirando un puntone che finisce clamorosamente in curva.

Tutti sono esterrefatti da quanto visto ma soprattutto non ci si può credere dell’esito dell’azione dopo le meraviglie e le pisaditas a ripetizione che l’Orco ha fatto vedere. Non ci può credere neanche ‘el negro’ che, invasato, prima si dispera, poi si gira improvvisamente schiantandosi contro la telecamera a bordo campo per poi discutere animatamente contro qualcuno negli spalti.

Ma è finita, l’arbitro fischia tre volte e il Newells fa suo el clasico, con l’orco che a suo malgrado, diventerà figura immortale. Può partire così la ‘presa per i fondelli’ da parte dei tifosi Newells che durerà almeno un semestre.

Fabbiani avisó que puede volver a Newells y se retirará en Lanús
el Ogro Fabbiani

calcioargentino.it

0 commenti su “L’Orco nel Clásico rosarino del 2008

  1. Mi dispiace molto per la fidanzata di Centurion. Grazie per questo articolo visto che per me questo classico supera anche Boca-River come sfottò e modo in cui lo si vive. Lo avevo anche scritto in un articolo precedente. Rosario è una città divisa in due, dove conta solo vincere questa partita. Mi ricorda molto Roma-Lazio e Genoa-Sampdoria. Sono del Rojo ma il “clasico rosarino” è il migliore dell’Argentina. Saluti

      1. Lo so ragazzi che siete più presenti su Twitter però io non sono iscritto. Non ho Facebook e neanche Instagram, non ho un bel rapporto coi social visto che sono parecchio riservato. Leggo sempre tutto quello che scrivete e postate in ogni caso. A proposito di classici argentini mi manca tanto Velez-Ferro “El Clásico del Oeste”. A metà anni 90 era un gran classico, ora il Velez non lotta più per nessun titolo ed il Ferro è in Primera Nacional a fare numero. Ad inizio anno il Ferro rischiava addirittura la retrocessione nella B Metropolitana, ora lotta per i play-off ed io spero che salga. E’ il terzo classico più importante della Città di Buenos Aires ed è un peccato che non si giochi da 20 anni. Ragazzi voi per caso siente in contatto con qualche dirigente dello Sportivo Italiano di Ciudad Evita? Essendo un club fondato da italiani mi sono sempre immaginato che qualcuno di loro leggesse il vostro blog. Semplice curiosità. Altra domanda: il classico dell’All Boys qual è? Nueva Chicago(Superclásico del Ascenso), Argentinos Juniors o Atlanta? Mai capito! Meno male che ci siete voi ragazzi. Saluti

        1. Eh el clasico del Oeste era tanta roba, vediamo se riusciamo a riesumarlo in qualche speciale. No, purtroppo per quanto riguarda il Sportivo Italiano non abbiamo attualmente nessun contatto, se poi ci leggano, a noi fa piacere. Su Twitter li seguiamo e spesso li ritwittiamo. I dintorni di Baires sono pieni di squadre e rivalità antiche, ma forse per l’All Boys il clasico più sentito è con il Nueva Chicago.

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