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Agustín Rossi non parerà più i rigori con la maglia del Boca. Nuova temporada e nuove ‘ilusiones’ per il club di Riquelme.

Ogni semestre è unico nel futbol argentino. Esigenze di bilancio, mancati rinnovi, scommesse giovanili e offerte irrinunciabili sono all’ordine del giorno, e fanno sì che ogni temporada riesca a essere profondamente differente rispetto alla precedente.

In questi giorni si è assistito alla resa dei conti nel Boca. Un’offerta di rinnovo non congrua alle aspettative ha indotto il portiere Agustin Rossi a svuotare l’armadietto e salutare i compagni. Per per il 27enne nativo di Baires è pronta infatti una nuova avventura nell’arco dei campeónes de America del Flamengo.

ROSSI. Da ‘capro espiatorio’ a ‘salvatore della patria’ il passo è stato breve per Agustín, amato e odiato dagli stessi tifosi. Motivo stesso di contraddizione, che però ha permesso al club di conquistare 6 stelle in più nel già glorioso palmares, tre delle quali ottenute per diretto contributo personale. Formato nel vivaio del funembreros del Chacarita, Rossi ha ‘bruciato le tappe trionfando nel Torneo Sudamericano con la Selección sub-20 ed esordendo in Primera con le camisetas di Estudiantes e Defensa y Justicia. Nel 2017 la chiamata del Boca di Schelotto e la conquistata titolarità in prima squadra.

Nel 2018 arrivano le prime perplessità dopo le prestazioni in Libertadores a dir poco sconcertanti, che inducono la dirigenza a ‘coprirsi’ con l’arquero del Lanús, Esteban ‘Sabandija’ Andrada. Da lì, la defenestrazione e il prestito all’Antofagasta (Cile), che però non si svolge come sperato: dopo appena cinque partite Agustin rifà le valigie per ‘divergenze di pensiero’ con l’allenatore Azconzábal e ritorna alla Bombonera, anche se, dovrà accasarsi al Lanús. Tornerà rigenerato dopo la fruttuosa esperienza granate, ‘sbarazzandosi’ di Andrada (Monterrey, Mexico) e della concorrenza, prendendosi definitivamente le chiavi dell’arco e trionfando finalmente da titolare (Primera Division, Copa de la Liga, Copa Argentina), ed esercitando appieno l’appellativo di pararigori. Su 55 penales calciati contro solo 34 hanno gonfiato la sua rete. Un fenomeno che ha risolto in molti casi situazioni a dir poco complicate e che ha permesso al club di avanzare nelle competizioni e continuare ad alzare trofei.

ROMERO. Se il passato chiamato Rossi ha generato qualche malumore ai tifosi per l’epilogo amaro della storia, il presente è già alle porte e porta il nome di Sergio ‘Chiquito’ Romero. L’ex portiere di Racing, Manchester United e Venezia (tra le altre) è pronto a prendere la pesante eredità 313 giorni dopo la sua ultima gara con i lagunari in A (4-1 vs. Sassuolo). A 36 anni ci si aspetta dal ‘chiqui‘ esperienza e una continuità di prestazioni che permettano al Boca di ‘ilusionarse otra vez‘, nel difendere il titolo di Campeon de Argentina e nell’avventura sempre ossesionante della Copa Libertadores, oggetto del desiderio dal lontano 2007.

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