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Calcio e politica in Argentina, come in tutto il Sud America sono complementari e si fondono un’unica entità, appartengono allo stesso Sistema e non da oggi.

Essere a capo di club prestigiosi, negli anni, è divenuto il trampolino di lancio per ambire in seguito a poltrone ben più importanti, di altra natura, a livello nazionale. I casi di Mauricio Macrì, di Sebastian Pinera (PDR del CILE ed ex proprietario del COLO COLO), Tabarè Vazquez (PDR URUGUAY in più mandati, ex presidente Progreso) come di Cartès (PDR PARAGUAY 2013-18, ex proprietario del Libertad) ne sono gli esempi più fulgidi.

I MOYANO, al comando attuale dell’Independiente, non si discostano affatto da tale usanza, anzi. Hugo il patriarca della casada, è a capo del sindacato dei camioneros, il maggiore nel paese dal 1987, mentre Pablo, figlio primogenito è segretario aggiunto nella stessa organizzazione. Le connessioni con il potere politico, da allora, sono ai massimi livelli secondo il classico sistema del ‘do ut des’ (io dò affinché tu dia) e quando il des è minore del dò, partono gli huelgas (scioperi, di cui 5 negli ultimi 4 anni) che paralizzano completamente il paese.

Ora, anche per i figli minori Facundo (deputato) e Huguito (avvocato del gremio camionero) potrebbero aprirsi ruoli di prestigio con l’avvento del nuovo presidente della Repubblica Argentina Fernandez (benedetto e sponsorizzato contro Macrì in campagna elettorale dal sindacato), per alcuni dicasteri: Deporte (il primo) e del Trabajo (il secondo), si raggiungerebbero livelli di connessioni con la politica tali da non poter più, hic et nunc, tornare indietro.

Per queste ragioni le dinamiche dell’Independiente, sportive ed economiche sono state poste conseguentemente come penultima o ultima nella lista delle priorità della casada. L’aver delegato, quando non regalato, ad Holan prima e Beccacece poi, anche il ruolo di manager a 360 gradi, ne è stata la prova incontrovertibile e contestualmente anche la causa principale dei disastrosi risultati economici e sportivi ottenuti dal Rojo in questo 2019. E se per quel che concerne il campo la situazione è migliorata nell’ultimo mese, grazie anche all’avvento di Beròn, altrettanto non si può dire per le finanze del club.

La ‘tranquillità politica’ dei Moyano.

Proprio in questi giorni infatti, sono stati presentati alla FIFA una mezza dozzina di ricorsi da parte di società (tra le quali America MX, Belgrano, Cruz Azul, etc) ancora creditrici di pagamenti dei cartellini di diversi giocatori. E’ logico pertanto che l’ambiente della hinchada roja sia andato, e sia tuttora, in ebollizione per lo scenario descritto.

  • L’aver mandato all’aria (eufemismo) le partite decisive del semestre, come la vuelta a Quito con l’Independiente del Valle (Copa Sudamericana) e il “mano a mano” di Rosario contro il Lanùs (Copa Argentina) ha esasperato ulteriormente l’ambiente.
  • Il venire eliminati più per causa delle scellerate scelte dell’ex delfino di Sampaoli (Beccacece) che per meriti degli avversari è un qualcosa che nessuno avrebbe voluto vedere.
  • Dulcis in fundo il continuo tergiversare sulla costituzione della Secreteria tecnica ha fatto esplodere letteralmente gli aficionados.

Per quanto riguarda il calcio giocato, in merito alla Superliga in corso, ritengo sia ancora prematuro per quasi tutti i clubs (esclusi forse solo gallinas e bosteros e non solo per l’Independiente) ipotizzare una buona tabla finale per diverse motivazioni:

Pausa Natalizia, il mercato altas/bajas, l’oscillazione tra peso e dollaro (che comporterà una rimodulazione al 90% dei contratti di tutti i calciatori della Superliga) e in ultimo, ma non meno importante, le elezioni imminenti in diversi clubs, potrebbero incidere molto pesantemente e ribaltare in alcuni casi forze e posizioni attuali.

Che l’ Independiente pur giocando male (o bene a intermittenza visto ultimamente) sia potenzialmente a meno due dalla vetta vuol dire che forse non tutto è ancora compromesso, almeno per il semestre a venire. Per il futuro chissà…

Lo mejor esta por venir? Ce lo auguriamo tutti, qui e ad Avellaneda.

Aguante el Rojo siempre.

Di reydecopas_mn


calcioargentino.it

2 commenti su “DIASPORA ROSSA (ma non solo…)

  1. Ciao reydecopas_mn complimenti per l’articolo è veramente molto bello e interessante. Spiega molto bene le dinamiche e le situazioni che accadono dietro le quinte nel calcio argentino e sudamericano in generale. Sarebbe bello(solo se vuoi e hai tempo) che più avanti parlassi anche della barra bravas del Rojo. Mi ha sempre incuriosito il fenomeno barra bravas nel calcio argentino. Mi pare di capire che quella dell’Independiente di Avellaneda sia una delle più grandi e potenti, capeggiata dal ormai famoso Pablo “Bebote” Alvarez. Su TyC Sports hanno intervistato poco tempo fa Javier Cantero e ne ha parlato parecchio. So che sono stati chiamati in causa anche i Moyano come persone che avevano rapporti con la barra. Un saluto

    1. Risponde reydecopas_mn:
      Ciao Marco.
      Anzitutto grazie per i complimenti. In futuro non mancherà sicuramente una chiosa approfondita in merito al fenomeno delle barras bravas. Per il momento cerco di sintetizzare qualche concetto chiave, essenziale per capire la rilevanza di questi movimenti.
      Essere “integrantes” di una barra è qualcosa che va oltre la mera passione futbolera, è quasi un lavoro. E’ lo scegliere d’ essere “liberi professionisti” (o qualcosa di simile) della malavita piuttosto che di un’altra categoria, nell’accezione peggiore del termine (di cui il Bebote Alvarèz ma anche il Loquillo Rodriguèz o lo Sting Olivera sono maestri in tal senso, in riferimento alla hinchada che ci riguarda, quella del Rojo). Una condizione resa possibile dall’ordinamento dei clubs, che sono più simili ad associazioni senza scopo di lucro che a società calcistiche di stampo europeo, di cui i tifosi stessi fanno parte, componenti delle barras inclusi. Soci, quindi protagonisti (e molto spesso ago della bilancia) delle dinamiche più importanti interne agli stessi club, elezioni presidenziali su tutte. A tutto questo si aggiunge un’ampia connivenza con istituzioni, partiti, e anche sindacati (perché pure i MOYANO, come i loro predecessori, hanno pretoriani interni alla hinchada). In cambio di impunità per le bravate consumate dentro le canchas (e nei dintorni) e soprattutto per quelle commesse al di fuori dell’ambito sportivo, gli affiliati alle barras offrono i loro servigi a amministratori (politici e non) corrotti, che ne sfruttano i servizi (anche a mano armata), per stroncare concorrenti, assicurarsi voti, presenze. Tutto stipendiato s’intende. Anche la Polizia in questo contesto fa il suo. Una moltitudine gli agenti corrotti, quando non sono affiliati loro stessi alle barras, che sorvolano sui vari e redditizi business delle stesse, bagarinaggio, racket dei parcheggi adiacenti gli stadi, spaccio di droga, Legami, simbiosi che non hanno eguali in nessun’altra parte nel mondo,tranne che nel contesto argentino e sudamericano, proprio come il post precedente concernente uomini di club e politica locale.Interessante infine anche il fatto che il fenomeno dei “professionisti” interni alle barras non sia pertinenza del solo sesso maschile. Perché anche le “senoritas” si danno da fare, eccome. Su tutte le hermanas Molina, Angelica e Ana, jefas di fazioni diverse della barras del Chacarita Juniors, che per accaparrarsi il “liderazgo” della stessa non esitano a sfidarsi a “muerte” con metodi criminali.
      Questo è quanto, per ora. Stay tuned sul sito e..
      aguante siempre el Rojo.

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