15 finali in 5 anni

15 finali in 5 anni

Novembre 16, 2019 1 Di Magdi Sadalla

Questi sono i numeri spaventosi del Muñeco di Merlo che ha riscritto la storia del River Plate e del futbol argentino. Napoleon sente il profumo delle grandi sfide e vuole che tutto sia perfetto, secondo i suoi diktat. Per questo forse, la squadra ritrova la concentrazione non sottovalutando la partita di Copa Argentina, a soli 7 giorni dalla finalissima di Lima.

Gioie

La serata era iniziata con la grande sorpresa dalla Rioja, dove sotto un caldo soffocante (40° gradi di temperatura !!!) il Central Cordoba aveva eliminato clamorosamente il Lanus, dato per gran favorito alla finale di Coppa Argentina. E pensare che solo 12 mesi fa, il « Ferroviario » santiagueño era ancora in seconda divisione. È la magia di questa competizione, ripristinata nel 2011 con una formula vicina alla ben più famosa FA CUP inglese.

Il River scendeva in campo con lo stessa formazione di domenica scorsa contro il Canalla, tranne che per Suarez. Matias infatti avvertiva un piccolo risentimento agli aduttori. Lo staff medico non lo rischiava, salvaguardandolo pel la finalissima contro il Flamengo. Al suo posto giocava Pratto.

‘Il River scendeva in campo con la concentrazione giusta’, si diceva, ma senza pungere. Nei 42 minuti trascorsi aveva regnato l’equilibrio assoluto: nemmeno uno straccio di occasione e l’unico brivido degno di nota era stata la capocciata tra Martinez Quarta e Campana. Il Chino aveva avuto la peggio ed era costretto a terminare l’incontro con una cuffia da piscina. Negli ultimi tre minuti del primo tempo, poi si accendeva la partita. Prima Pratto non riusciva a concludere su un lancio illuminante di De La Cruz, poi due minuti dopo, lo stesso De La Cruz sfoderava un potente tiro dai venti metri che veniva respinto in angolo da Altamirano. Il ritmo cresceva con la Banda che cercava di affrettare i tempi. Anche il pubblico, numerosissimo al Kempes, spingeva la squadra verso la rete.

E difatti dall’angolo scaturiva il gol: colpo di testa sul primo palo di Martinez Quarta, la palla arrivava a Pinola che insaccava potentemente a tu per tu col portiere. River in vantaggio al 47′ e Martinez (allenatore Estudiantes) furibondo per la rete subìta all’ultimo secondo.

Javier Pinola

Nonostante l’Estudiantes nel primo tempo non avesse creato alcun tipo di pericolo alla porta di Armani, nella ripresa il Pincha si faceva più intraprendente nel palleggio e nella costruzione del gioco, cercando di reagire allo svantaggio. Ma era il River che si faceva più volte pericoloso dopo l’entrata di Scocco al posto dell’altro Nacho, Ignacio Fernandez.

La musica cambiava. L’arbitro si prendeva la scena e, dapprima sorvolava su un presunto fallo da rigore su Scocco, poi annullava un gol di Santos Borré al 77’ per fuorigioco inesistente. Poteva costare caro alla squadra di Gallardo, considerando gli assalti finali del Caseros. (In Argentina il VAR non esiste, si va ancora in modalità ‘umana’).

In pieno recupero (venivano concessi 6 minuti supplementari) succedeva di tutto: veniva prima viene annullato (giustamente) il pareggio del Pincha per un fallo su Armani da parte di Lautaro Diaz, poi, il River metteva in ghiaccio la partita.

Exequiel Palacios

L’azione che portava al 2-0 era un vero e proprio remake del gol del Pity a Madrid. Dal calcio d’angolo il portiere Altamirano saliva disperatamente fino all’erea di rigore avversaria, ma la respinta veloce della difesa permetteva a Quintero (si, proprio lui come al Bernabeu) di lanciare in profondità Ezechiele Palacios sulla fascia sinistra per una lunga galoppata a parta vuota. Finiva el partido, 2-0 e final. Otra final!

Dolori

Assist a parte, la prestazione di Juanfer nell’ultima mezz’ora di gara non è stata per niente convincente. La sua partita, al pari degli altri attaccanti (Santos Borré inguardabile e Pratto fuori forma), preoccupano non poco i tifosi alla vigilia della Finalissima.

E’ stata una settimana che ha visto Enzo Perez protagonista sia con gli infortuni, che con le voci di mercato, visto che la Bruja Veron non ha nascosto il desiderio di « riprenderlo » al Pincharrata nel 2020. Ma la vera preoccupazione la desta l’infortunio a fine gara, per il quale si teme una distorsione alla spalla: arriverà il mendocino alla finale? E in quali condizioni?

Futuro

La finale della coppa Argentina dovrebbe disputarsi il mercoledi’ 27 novembre (4 giorni dopo la finale di Libertadores) in luogo e orario ancora sconosciuti. Circola la voce di Mendoza, ma ancora non c’é nulla di conceto.

Per i prossimi 7 giorni, l’unico pensiero sarà Lima, il Mengao e l’illusione della Quinta Coppa Libertadores …. 5 come il quinquennio del Muñeco, 5 come le vittorie negli scontri diretti agli eterni rivali.

Vamos por mas, Millonarios 

Di Magdi Sadalla


calcioargentino.it