Andiamo Forti(s)?

Andiamo Forti(s)?

Novembre 15, 2019 1 Di ReydeCopas_mn

“Penso troppo al mio futuro, ripeteva delirando
Penso troppo e vivo male
Penso che fra qualche mese cambieranno i miei progetti
Penso che fra qualche mese avrò nuove verità”.

Tanti i problemi all’interno del Rojo, sia livello tecnico che dirigenziale, ma ultimamente non ci facciamo quasi più caso. Tante domande si pone l’hincha del Rey de Copas sulla gestione attuale.

Si parla da mesi, ad esempio, della secreteria tecnica. Verrà finalmente costituita o sarà l’ennesima (e forse l’ultima) pavada/mentira raccontata dai Moyano? E chi sarà l’entrenador dell’Independiente a partire da gennaio? Come verrà rimodulato il plantel? Riusciremo a competere ai massimi livelli nelle competizioni (Superliga, copa Sudamericana e Supercopa Conmebol) a cui prenderemo parte?

Tutte domande legittime, a cui un giorno avremo (forse) le risposte, nel frattempo sabato notte si è giocato, vediamo com’è andata..

Vittoria importante quella ottenuta contro il Godoy Cruz nell’ultimo turno di Superliga, ma quello che si è visto all’Islas Malvinas per tutto il primo tempo e nei minuti finali è stato ai limiti dell’indecenza e ciò non può essere nascosto, nè occultato in nessun modo.

Passi per la gara precedente giocata in trasferta a Santa Fe contro l’Union (la prima post Beccacece), quando l’espulsione di Bustos aveva scombussolato i piani in corso d’opera a Berón. La somma tra avversari ben organizzati e la conduzione arbitrale discutibile ne aveva determinato il risultato finale, favorendo un milagroso recupero finale al Tate.

Ma a Mendoza No. Contro un equipo ultimo nella tabla, con la peggiore difesa della Superliga e con solo un paio giocatori in grado di fare la differenza. No.

Doppiamente No perché non era quella contro il Godoy Cruz la partita che pensavamo di dover affrontare sabato scorso. (Il riferimento alla finale di Copa Sudamericana non è casuale).

Una pesadilla. Così come lo è stato il primo tempo giocato (eufemismo) dal ROJO, una sintesi di superficialità e deconcentrazione, di cui la rete, messa a segno dal Morro Garcia per il Tomba al quarto d’ora, è stata paradossalmente uno degli errori meno gravi visti in campo. Molto peggio sono state la mancanza di reazione della squadra dopo lo svantaggio e il rimanere del tutto inermi al cospetto di un avversario che non ha avuto nessun tipo di difficoltà.

Nell’entretiempo però accadeva qualcosa e Berón, mettendo mano al sistema, riusciva a toccare le giuste corde del plantel, il quale si ripresentava in campo in versione diametralmente opposta rispetto a quella vista fino ad allora. Venticinque minuti giocati a ritmo vertiginoso bastavano infatti a ribaltare lo svantaggio parziale e le reti di Sanchez Miño (con la collaborazione dell’inguardabile difesa del Godoy Cruz) e del Chino Romero su penal (con annessa espulsione di Cardona) sembravano mettere in discesa la partita per il diablo.

Ma non sarà così.

Perché inspiegabilmente i giri del motore Rojo iniziavano a diminuire e l’ultimo quarto di gara, pur giocato in superiorità numerica, diventava un concentrato di sofferenza, al punto tale che all’ultimissimo secondo di gara, il Morro Garcia si ritrovava pure tra i piedi la palla per pareggiare… e qui tornava alla mente Santa Fe e l’Union.

Finiva così. Con una vittoria sporca e pesantissima.

Terzo risultato utile consecutivo, Berón ancora invicto (7 punti su 9 disponibili) e il Chino Romero sempre più lider nella tabla dei goleadores. Ma con le cosiderazioni già fatte, seppur a meno cinque punti di distanza (e con la gara col NOB da recuperare) delle capoliste Bicho, Granate e Voka, è arduo pensare di competere per la vittoria finale.

E lo sarà ancor di più da Gennaio, a causa dei debiti accumulati dal club (la cifra oscilla tra gli 8 e i 10 milioni di $) verso diverse squadre del continente, in relazione agli acquisti di oltre una mezza dozzina di calciatori, alcuni ancora parte del plantel come Silvio Romero, Cecilio Dominguez, Gastón Silva, Benavidéz e il lungodegente Tucu Hernandez più diversi ex Rojo come Gaibor, il Vasco Amorebieta e Francisco Silva.

Ma tu non farmi questo errore
vivi sempre del momento
Cogli il giorno e tanto amore,
cogli i fiori di lilla”.

Ecco, meglio sfruttare il presente intanto.

A cominciare dalla prossima tappa, Aldosivi a Mar del Plata…

Di Reydecopas_mn


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