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Dimenticatevi il River dominante sul piano del gioco e sull’autorevolezza in un Superclásico, non esiste più. Almeno per ora, dato che il Boca ieri pomeriggio (argentino) ha impartito una lezione tattica ma anche di carattere difficile da digerire per il tifoso millonario. Un Xeneize propositivo e con questa personalità, che non si vedeva almeno dall’era Schelotto, ora mostra i primi germogli dei primi quattro mesi di lavoro del nuovo Dt Martinez. Dall’altra sponda, bocciatura e nuova rivalutazione per Demichelis che è sembrato non all’altezza dell’arduo compito. Il tecnico della Banda, alla prima sconfitta nella Clasicisma in otto edizioni (5 vittorie e 3 pareggi), è al centro del tifone dopo aver consegnato agli avversari le chiavi della partita a partire dall’11’, cioè un minuto dopo il gol di Borja. L’atteggiamento rinunciatario e la ‘mancanza di schiuma alla bocca’ da parte degli undici millonarios in partita del genere è un peccato difficilmente perdonabile per il tifoso, a prescindere dal risultato. E non basta già un título conquistato qualche settimana fa (Supercopa 2023), o la prima posizione nel gruppo in Libertadores e in Copa de la Liga; il Dt ex giovanili Bayern non è riuscito a trasmettere una mentalità da killer minimamente paragonabile alla stagione scorsa (primo semestre), o tanto più alla rimpianta era gallardiana. A prescindere dai risultati è forse questo l’aspetto più frustrante per il tifoso del Millo. Il carattere, o meglio, la mancanza di carattere di questa squadra.

GARRA CHARRÚA. L’artiglio dei terribili uruguayi ha graffiato il Superclásico e sventrato le certezze delle Banda. Per la prima volta nella storia del derby si sono viste tre reti da parte di giocatori provenienti dalla ‘Grande Republica de Oriente uruguaya’, fissando di fatto un record finora mai scritto nei libri di storia. Molti altri giocatori uruguaiani si sono distinti nel corso dei vari SuperClasico, da Rodrigo Mora a Santiago Silva, passando per Francescoli, Rubén da Silva o il Manteca Martinez, ma mai devastante come l’accoppiata ‘BestiaMerentiel e ‘MatadorCavani, da ieri entrati nella leggenda (e nell’attenzione del Dt della Celeste, Bielsa).

ESPECTÁCULO. Comunque la si veda è stato un River-Boca altamente spettacolare con cinque gol e ricco di colpi di scena come non si vedeva almeno dall’andata della Superfinal de America giocata alla Bombonera nel 2018. La presenza di entrambe le tifoserie (si giocava nel neutro di Cordoba) ha reso ancor più vibrante l’incontro ed è stato il valore aggiunto di questa di questa partita leggendaria, terminata pacificamente e senza scontri tra tifosi rivali o polizia. Un precedente da tener conto per le prossime sfide tra Millonario e Xeneize.

MARTINEZ. Ed infine Martinez. È il tecnico del Boca il vero trionfatore della qualificazione alle semifinali dopo aver vinto e umiliato il club rivale. Già messo in croce dai tifosi nei social dopo soli 10’ dopo il gol del Colibrì Borja, Martinez ha preso in mano la situazione infondendo calma e fiducia alla sempre ‘sanguigna’ compagine xeneize e cambiando marcia nel secondo tempo leggendo bene la partita con cambi sensati. I senatori Rojo, Chiquito Romero (che reattività el Chiquito!) e Cavani hanno tenuto poi la barra della nave sempre dritta non eccedendo più del dovuto con comportamenti compromettenti. A livello tattico giocare con due punte dal 1’ minuto ha ripagato la scelta, con gli attaccanti magistralmente assistiti dagli affondi dell’ottimo stantuffo Advincula, ma anche dal coraggio del sempre presente pibe Saralegui, per una catena di destra che ha provocato parecchie falle nella difesa River. Una menzione particolare va anche a Kevin Zenón, considerato il prossimo Alexis MacAllister, autentico faro in cabina di regia che ha illuminato la scena con intelligenza tattica e continui movimenti a tutto campo. Al Boca da soli quattro mesi, il giovane Kevin è forse il rinforzo più positivo nella squadra di Riquelme con la sua invidiata tecnica e duttilità tattica a servizio della squadra. E poi la devastazione provocata da Merentiel e Cavani; si pensava ad un’altra battuta a vuoto degli attaccanti bosteros, ed invece… potrebbe essere l’inizio di qualcosa di più grande.

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