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Lucas Pusineri è tornato a casa. Questa volta in veste di allenatore, dato che già in passato era stato giocatore dell’Independiente, conquistando un ‘Apertura’ nel 2002. Ora il compito è arduo, deve far dimenticare al popolo Rojo le recenti delusioni dopo il regno Holan, la recente illusione Beccacece (che ora siede in quella degli arcirivali del Racing Club) e il traghettatore Beron.

Domani la sua prima partita coincide con un partitazo, el clasico contro il River.


Lucas è entrato in sala, la conferenza sta per iniziare.

“Abbiamo molta speranza. Sento la logica ansia per un debutto importante in un club dove si sente molto il senso di appartenenza. Abbiamo lavorato duramente e ci siamo allenati per arrivare contro il River nella migliore maniera possibile”.

“Stiamo bene, vogliamo iniziare. Ci sono ancora 2 allenamenti per definire i piccoli dettagli. Non ho ancora parlato con i giocatori per chi si metterà la fascia di capitano ma la leadership non sarà legata propriamente a una sola persona ma a un gruppo di riferimento.”

“So qual’è l’attuale situazione economica del club, non sempre si puoi fare affidamento sui tuoi giocatori per via del mercato. C’è incertezza per i possibili trasferimenti, con le negoziazioni che portano sempre tanti dubbi. Non ho ancora certezze su Figal (difensore che interessa all’Inter Miami), non sempre il miglior rinforzo è quello che arriva dall’esterno.. Se vendiamo, l’idea è quella di prendere qualcun’altro per rimpiazzare il vuoto. Pure con Gastón Silva ci sono tanti punti di domanda, perché esiste la possibilità che anche lui possa andar via” (Rayados o Dc Utd).

“Per quanto riguarda Braian Romero (arrivato da poco in prestito dall’Atletico Paranaense) ogni paese ha una data diversa per registrare i contratti, per noi il TMS (registro dei trasferimenti internazionali) aprirà il 20 gennaio, quindi non c’è molto da fare con Braian. Bisogna accettare questa situazione e guardare avanti. Dispiace per me e per il giocatore”.

Ritornare al Liberatores de America sarà emozionante. Questa avventura la immagino come un nuovo inizio. I tifosi Independiente ci sono stati sempre vicino in questi giorni facendoci sentire il loro affetto, noi abbiamo cercato di lavorare bene per migliorarci e per farli felici.”

“Il recibimiento storico è qualcosa di bello e sacro e fa sì che il fan si identifichi con questo misticismo. Non cambierò le cose che sono fatte bene.” (Il ricevimento storico è l’entrata della squadra in campo e il saluto al pubblico a metà campo. ‘Pratica’ nata negli anni d’oro ‘60-‘70 ma non sempre tollerata dal protocollo Conmebol).

“Spero che si noti la voglia, il desiderio, la solidità. Voglio che la mia squadra sia sempre pericolosa. È importante che il gruppo sia unito e che soprattutto seguino le mie indicazioni. Durante il mio periodo da giocatore ho avuto molte esperienze dove ho capito essenzialmente una cosa.. Mi dicevano le cose in faccia in modo chiaro e diretto ed è così che cerco di fare. La confidenza ci farà andare d’accordo.”

“El Bocha Bochini (leggenda vivente del Rojo) mi ha detto di attaccare, di essere protagonista. Ho un grande ricordo del Bocha calciatore. Ho bisogno dell’unione degli ex giocatori di calcio, tutti coloro che vorranno far parte di questo processo saranno ben accolti.”


La prima conferenza è terminata e Lucas se ne va. La parola ora passerà al campo, domani contro il River Plate.


A cura di calcioargentino.it

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