APRI LE BRACCIA E POI VOLA / INDEPENDIENTE

APRI LE BRACCIA E POI VOLA / INDEPENDIENTE

Novembre 6, 2019 1 Di ReydeCopas_mn

“Era un giorno di quelli che, le nuvole grigie coprono il blu,
e poi scendono fino a toccare la testa e buttarti giù.”

Le carte in regola per compiere l’ennesimo disastro interno c’erano tutte.

  •  Vuoi per la vittoria buttata via contro il Tate (Union) in settimana,
  • Vuoi per la possibilità di sottovalutare un Cuervo (San Lorenzo) allo sbando da settimane ma agguerrito e voglioso di continuare la sua racha positiva in questo grande clasico. Per l’ultima vittoria casalinga dell’Independiente bisogna risalire infatti al Clausura 2006.

Al cospetto di un equipo fresco di ribaltone tecnico e determinato a  giocare di rimessa, con pazienza, aspettando le iniziative del diablo, il nuovo Dt Berón decide di schierare la stessa formazione della settimana scorsa contro Union,

Quindi doble cinco, inserimento di Sanchez Miño al posto del Tractor Bustos (squalificato) a sinistra dei quattro dietro, e di Roa al posto di Blancon nella linea a tre dietro al bomber Chino Romero.

Scelta logica per le caratteristiche dei vari componenti del plantel, eppure potenzialmente un boomerang, perchè infarcita di giocatori poco inclini al ripiegamento difensivo, con alto rischio quindi, di esporsi alle sortite offensive del Ciclòn.

Almeno so chi sei, davvero so chi sei, e so cosa farmene di te.”

L’Independiente arranca per larga parte del primer tiempo, gli strascichi psicologici causati dagli ultimi cinque minuti da incubo in terra santafesina sono ancora evidenti e l’unico pericolo per i cuervos arriva da un’incursione centrale, piuttosto estemporanea, di Figal, ben rifinita da Romero per Perez..che conclude pericolosamente, sfiorando il palo mancino dell’arco difeso da Torrico.

Del San Lorenzo intanto non vi è traccia alcuna.

Quando la hinchada roja arriva al punto di imbestialirsi per l’ennesimo errore, (da una eccellente combinazione tutta costruita sull’asse mancino da Perez, Dominguez e Sanchez Miño), il Chino Romero decide che forse è ora di entrare in scena. Con un colpo da biliardo decreta contemporaneamente il vantaggio del diablo e la chiusura della prima frazione di gioco.

Un secondo tempo in discesa quindi? Per “Paperini”  forse, ma non per l’epitome del bipolarismo che è afflitto l’Independiente negli ultimi mesi.

I primi dieci minuti della ripresa ne sono la sintesi perfetta, se ce n’è una.

Giocate in punta di piedi, zero attenzione all’avversario, zero acume tattico, goal del pari regalato al Cuervo (a segno Oscàr Romero altro ex di quella squadra minore a strisce di cui non ricordo mai il nome..) e, dulcis in fundo, clamorosa chance per il sorpasso del Ciclon concessa a Coloccini, il quale, convinto di avere il ‘masso di Sisifo‘ tra i piedi colpisce clamorosamente il palo. 

Nel mejor momentito dei visitanti però, ecco rientrare nel partido l’altro Independiente (bipolarismo). Altra verticalizzazione improvvisa, stavolta dalla banda derecha e palla per il Chino (fa reparto da solo come a Santa Fe) che va a procurarsi el penal. Lo realizzerà ancora lui per il nuovo e definitivo vantaggio rojo.

Secondo doblete al hilo per Silvio, ora anche maximo goleador della Superliga (7 reti, 1 ogni 98 minuti di media) che festeggia aprendo le braccia sotto la parte più caliente del Libertadores de America.

“Vado in Paradiso, sono sicuro, con tutti i nostri limiti e ti giuro, fino a domenica non starò più a soffrire”


Di Reydecopas_mn


calcioargentino.it