1 5 minuti 3 anni

“Boca sarà campione/

Boca sarà campione/

il giorno in cui tutti i figli di putt***/

se ne andranno dalla commissione”.

Questo è stato forse il canto più urlato dalla Bombonera durante l’atipica partita mattutina di domenica. (Le 11 di mattina poi sono l’ultima invenzione di quei geni della Superliga… )

Nel mese di dicembre ci saranno le elezioni presidenziali nel Boca e anche se i candidati non sono ancora confermati, alcuni media indicano che l’idolo ‘xeneize’, Juan Román Riquelme, ‘correrebbe’ come vicepresidente dell’oficialismo, cioè a fianco dell’attuale dirigenza. Sarebbe un bel terremoto politico, considerando il rapporto non idiliaco tra Angelici/Román.

Per capire questo bisogna tornare indietro nel tempo.


4 dicembre 2011: Daniel Angelici sarebbe diventato il presidente del Boca e avrebbe avuto ancora più poteri. Ma non è questo il punto di rottura tra Román e Angelici. No, il problema viene da prima e cioè da quando Angelici era tesoriere del club e si opponeva al rinnovo del contratto del nostro idolo.

4 luglio 2012: Dopo aver perso la finale della Copa Libertadores contro il Corinthians, l’impatto mediatico non si concentrò sulla sconfitta dei xeneize ma sull’incrocio di sguardi tra il nuovo presidente e Juan Román.

Come se fosse troppo poco per il Boca perdere la finale, quella stessa sera Roman annunciava che non sarebbe rimasto nel club.

Un anno dopo, Riquelme ci illuse con il suo ritorno grazie anche alla mediazione del “Virrey”, Carlos Bianchi… Quel ciclo di Bianchi non fu il migliore e la guerra mediatica tra JRR e Angelici continuò , provocando il rifiuto di quasi tutti i tifosi nei confronti del presidente.

Ciò portò alla sorprendente uscita di Riquelme, ancora una volta, dal club, lasciando nuovo astio nei tifosi per la dirigenza e anche tanto materiale per i media, che vissero di rendita per molto tempo.

Senza dubbio, per il tifoso dell’ULTIMO 10, Angelici è diventato un nemico in più, indipendentemente dall’andamento e dai risultati della sua gestione dirigenziale.


Questo è il confuso contesto elettorale che stiamo vivendo, se poi sommiamo anche i recenti scarsi risultati calcistici allora più o meno è depressione total. Ieri si è vissuto allo stadio un clima surreale, di protesta, non contro i giocatori, ma contro la Commissione Direttiva. Non mi sento di commentare o giudicare la gestione del presidente Angelici, ma la verità è che La Bombonera ha parlato, anzi ha urlato (eccetto La 12, sempre a fianco dei dirigenti), lasciando el partito in secondo piano.

Non è stato il solito caloroso ambiente di ogni volta e lo si è percepito nell’aria in ogni grido “spento” ai gol: La ferita è ancora aperta da quella eliminazione. Sono passate appena due settimane da quella fatidica notte contro i “cugini”(come diceva Juan Román) e ci sono alcuni che conosco che ancora non possono guardare una partita del Boca, non possono cantare, incoraggiare… non riescono a trovare la felicità. E non li giudico, li capisco, stiamo attraversando un momento molto delicato. Cosa possiamo fare noi per migliorare la situazione? Niente, solo incoraggiare, gridare ancora più forte aspettando momenti migliori.

La Bombonera ieri ha contestato e il messaggio l’hanno sentito tutti. Non solo la dirigenza ma è stato recepito anche dai giocatori, TV, radio, social network e da tutti.

ll messaggio che arriva dal cuore rimane però lo stesso:

SIEMPRE ESTARÉ A TU LADO, BOCA JUNIORS QUERIDO!’

Questo è il nostro manifesto che ci definisce come tifosi del Boca, il comandamento della Bombonera: mettere la faccia, ritornare allo stadio contro una squadra come l’Arsenal in una domenica alle 11:00 nonostante tutto e tutti.

Domenica l’abbiamo vissuta così, tra gli insulti alla Commissione Direttiva, l’ovazione a Carlitos Tevez, e una partita con 6 gol che sembrava un allenamento.

di Lucas Alcaraz


calcioargentino.it

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