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Mentre la Conmebol cambia la sede della prima finale a partita unica della storia della Libertadores (si giocherà sempre il 23 novembre, ma a Lima, in Perù), il River Plate si avvia a un finale di stagione da protagonista assoluto.

E’ in piena lotta nella Superliga, a solo un punto da Lanus e Argentinos Juniors (la vera sorpresa della stagione), in semifinale di coppa Argentina dove affronterà l’Estudiantes di Caseros il 15 novembre al Mario Alberto Kempes di Cordoba, ma soprattutto in finale contro il Flamengo.

Gallardo arriva allo sprint finale con molte certezze e qualche preoccupazione.

Le note positive derivano dallo stato fisico e mentale della squadra, che dopo aver eliminato gli eterni rivali della Ribera, sono riusciti a vincere due partite che potevano nascondere delle trappole. Infatti, in questo quinquennio fantastico del Muñeco, il grosso rimprovero degli addetti ai lavori é stato risaltare il fatto che il River non abbia ancora vinto il campionato argentino e addirittura mai lottato fino in fondo.

In verità, il primo River di Gallardo condusse le danze fino alla famosa partita con il Racing nel Cilindro, ma poi la Banda si concentro’ totalmente sulla finale della Coppa Sudamericana vinta meritatamente contro il Nacional di Medellin.

Negli anni seguenti abbiamo visto una squadra che ha abbandonato rapidamente il torneo locale per concentrarsi sulle coppe nazionali e internazionali. Ed è stata forse la decisione più azzeccata presa da Napoleón. Da lì incominciò una cavalcata interminabile dove la Banda iniziò a saccheggiare trofei in tutto il Sudamerica. Vittorie, Copas, gloria, grandi godimenti per i tifosi Millonarios.

L’equipo di Gallardo, tornando al presente, ha una sua formazione titolare standard, plasmata tenendo conto degli infortunati che non sono mai mancati in tutta la stagione al River Plate.

Tra le liete sorprese di questo finale di stagione ci sono:

  1. DE LA CRUZ: la sua esplosione ha permesso di dimenticare l’infortunio di Quintero e l’uruguayano é stato spesso chiave sia in Copa Libertadores che nelle ultime partite di Superliga.
  2. SUAREZ: il cordobese non é un goleador di razza come poteva essere Alario, ma si « sposa » molto bene con Santos Borré ed é il giocatore che sa duettare con i due incursori letali che tiene River che sono Nacho Fernandez et De La Cruz.
  3. CASCO: Milton si é ripreso dal brutto infortunio subito contro l’Atletico Tucuman a inizio anno dove si ruppe la clavicola ed ha ripreso a macinare km sulla fascia sinistra.
  4. QUINTERO: il colombiano é parso quasi recuperato e una volta ripreso il ritmo di gara puo’ essere l’ago della bilancia nella finale contro il Mengao.

Tra le note negative, invece, c’é da segnalare il problema della difesa sulle palle alte. Si é passati da una difesa Mercado-Funes Mori-Maidana (Pezzella) che era l’incubo delle squadre avversario nei calci da fermo ad una difesa che soffre tremendamente i palloni alti in area.

Alfaro lo aveva capito ed infatti é stata l’unica chiave di lettura di Lechuga nella partita di ritorno. C’é da aggiungere che il Chino Martinez Quarta, che ci aveva abituato ad altri tipi di prestazioni, non sta attraversando un gran momento di forma.

E poi c’é il capitolo Scocco: Nacho non si é ancora recuperato dall’infortunio del 21 marzo nel centro d’allenamento di Ezeiza. Il corpo medico e Gallardo hanno fatto un piano di recupero molto lungo, tenendo conto della sua età (ormai 34 suonati) e dei suoi muscoli delicati. Nonostante abbiano centellinato il suo impiego, il recente affaticamento avuto settimana scorsa preclude il fatto che possa essere in campo per la finalissima.

C’é da rimarcare, che il River di Gallardo per lunghi tratti ha dovuto fare a meno della sua coppia di attaccanti, perché anche Pratto non si é ancora ripreso pienamente dall’infortunio subito contro il Tomba, il 19 settembre scorso a Mendoza.

El Muñeco ha già dichiarato che non farà turnover nelle prossime gare e quindi, salvo infortuni dell’ultima ora, la finale la giocheranno gli 11 titolari che scesero in campo alla Bombonera il 22 ottobre scorso. Marcelo predica umiltà e concentrazione massima partita per partita, la priorità della squadra ora sarà solo il Rosario Central domenica prossima in un orario insolito per la gente del Monumental.

E che la GENTE CRE5

di Magdi Sadalla


calcioargentino.it

2 commenti su “Rumbo a la final

  1. Ciao Bruja da tifoso del Rojo devo dire che state riscrivendo la storia. Non ero abituato a considerarvi un pericolo in Copa Liberatadores. Pensavo sempre che in ambito internazionale il rivale fosse il Boca mentre ora anche voi del River siete da “tenere d’occhio”. Sono sincero come gufavo il Boca ora gufo anche voi. Ho veramente paura che possiate vincere la quinta coppa a Lima. Se succedesse(e per me succede) non so come farei a sopportarlo, penso che mi girerebbero parecchio le scatole. Come ho scritto nel blog del Boca secondo me tra 4-5 anni potete divntare il nuovo “Rey de Copas”,ovvviamente io non me lo auguro proprio. Saluti

  2. Ciao Marco,
    Credo che il ciclo “Gallardo” si terminerà in ogni caso al più tardi a giugno e anche se mi lacrimano gli occhi, é giusto cosi’. Sarà difficile (se non impossibile) rimpiazarlo, perché il Muñeco ha cambiato totalmente la storia del club.
    Il 23 novembre, il Flamengo parte strafavorito.
    Saluti.

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