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Otro Maracanazo! Successo historico per la Scaloneta nella notte che batte il Brasile 1-0 il Maracaná per la seconda volta consecutiva dopo il trionfo della Copa America 2021, infliggendo alla Selecao l’umiliazione della prima sconfitta casalinga nelle Qualificazioni mondiali. Non era mai accaduto prima in 69 anni di Eliminatorie, come non era mai successo che una nazionale battesse il Brasile in terra brasiliana in due partite ufficiali. L’Argentina continua a fare storia, ponendo fine alle polemiche dopo la sconfitta alla Bombonera contro l’Uruguay. Questa volta basta un colpo di testa di Otamendi per tornare a Buenos Aires nuovamente da vincitori.

Ma Brasile-Argentina è una gara a sè e anche questa volta, dopo la sospensione nell’ultimo confronto a causa dell’ingresso in campo delle autorità sanitarie, si è rischiato di non giocare. Colpa della polizia brasiliana ‘molto attiva’ (considerando anche le efferatezze nella finale Libertadores col Boca) che fa ritardare di mezz’ora la partita a causa di repressioni brutali ai danni di tifosi argentini inermi, assiepati nelle tribune del Maracaná appena prima dell’inizio della partita. La conseguenza è l’eloquente gesto di Messi che invita la squadra a far ritorno nel tunnel come segno di protesta, fino al ristabilimento dell’ordine pubblico.

In campo Scaloni schiera un 4-4-2 con Lo Celso che sostituisce Di Maria sulla fascia destra e Alvarez che viene preferito a Lautaro. L’inizio è sentito come una finale: il Brasile non può permettersi altri passi falsi mentre l’Argentina vuole ritrovare l’orgoglio perduto dopo il mondiale. Ne scaturisce una partita nervosa, maschia, dura nei contrasti, che lascia ben poco spazio agli estetismi e al bel gioco.

Il Brasile, nonostante i molteplici infortuni che decimano la formazione titolare tipo, prende comunque il comando delle operazioni, sfiorando il gol con una punizione di Raphinha, a lato di poco, e con un tiro di Martinelli, sventato provvidenzialmente sulla linea dal Cuti Romero. Nella ripresa è ancora protagonista el Dibu Martinez che sventa con un’uscita – che ricorda quella su Kolo Muani – un’occasione clamorosa sui piedi di Gabriel Martinelli a tu per tu col portierone dell’Aston Villa. Ma la legge del calcio è chiara e allo stesso tempo cinica: chi sbaglia, paga. E allora su calcio d’angolo pochi minuti dopo, l’Albiceleste passa. Cabezazo imperioso di Otamendi che salta più in alto di tutti e mette la palla su secondo palo dove Alisson non può arrivarci. È il gol che fa esplodere i circa duemila tifosi argentini presenti e tutta la panchina argentina che si riversa in campo.

Il Brasile accusa il colpo e a pochi minuti dalla fine perde la testa, finendo con un uomo in meno per il codazo di Joelinton a Rodrigo de Paul -che stranamente non reagisce-. È la resa finale e il nuovo trionfo. L’Argentina espugna per la prima volta nelle qualificazioni mondiali Rio de Janeiro ritrovando una vittoria prestigiosa nel SuperClásico sudamericano e fondamentale in chiave qualificazioni. Si aggrava invece la situazione nella Selecao, alla terza sconfitta consecutiva e in sesta posizione nella tabla. Per dare una dimensione al momento attuale, se le Eliminatorie dovessero concludersi oggi, il Brasile non sarebbe qualificato per i mondiali del 2026.

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