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Tre giorni al debutto mondiale e nel ritiro della Seleccion Argentina accade di tutto. Il Director tecnico Scaloni saluta el Tucu Correa e Nico Gonzalez e chiama Angel Correa e Thiago. Tra la locura di Ezeiza.

ASADO INDIGESTO. Nella prima giornata del ritiro qatariota si abbatte l’uragano nel predio della Seleccion. Dopo la prima parte di preparazione ad Abu Dhabi la nazionale guidata da Messi si stabilisce definitivamente nelle locations predisposte all’interno dell’Università del Qatar, trasformata per l’occasione nel ritiro mondiale albiceleste. La giornata di ieri sembrava volgersi al meglio dopo la decisione comune di accendere le parrillas e di consumare il primo asado ‘mediorientale’. Ma mentre Otamendi fotografava la prima accensione del fuego versione mundial‘, Scaloni e corpo tecnico erano in lotta contro il tempo.

BOMBAZO. Sono i fastidi muscolari di Gonzalez a tenere sulle spine il corpo medico e Scaloni stesso, di cui proprio l’incolumità fisica la prerogativa indispensabile per rimanere in rosa. Urgono dunque decisioni immediate, per l’integrità fisica del gruppo, per la credibilità della leadership e per organizzare l’arrivo (in tempo) dei sostituti. Alle 23:25, ora locale, ecco il primo campanello di allarme: Nico Gonzalez non passa la visita medica. Era nell’aria la situazione fisica non ottimale dell’attaccante viola ma la decisione coglie il giocatore, compagni e media, impreparati, nonostante le avvisaglie di qualche giorno prima. Al suo posto Angel Correa, ovvero colui che era stato ‘tagliato’ all’ultimo secondo dalle convocazione definitive.

CHIAMATA CON SUSPANCE. Non è finita la notte delle decisioni irrevocabili. Cinque minuti più tardi e pure al Tucu viene ‘dato il benservito’. Nonostante il gol segnato contro gli Emirati, è Correa stesso ad avvertire una molestia e il nuovo gonfiore al ginocchio sinistro. L’attacante Inter è cosciente della situazione non può far altro che accettare la notizia, che sarà battuta di lì a poco dal manager social della Selección. Esce difatti il post ufficiale, ma, a differenza di Nico, senza annunciare pubblicamente il giocatore sostituto. E’ la comunicazione che destabilizza maggiormente i media e il pueblo argentino, che passa una buona mezz’ora in preda alla suspance. Nell’intermezzo, si fanno i nomi di Simeone, Garnacho, Almeda e Ocampos come possibili candidati. Non ci è dato di sapere come avranno vissuto questi personaggi questi quarantasette interminabili minuti, ma probabilmente ognuno di loro avrà guardato con spasmodica ansia un segnale di speranza dal proprio cellulare. Suonerà solo il telefono di Thiago, che risponderà presente alla convocatoria last minute, tra la locura sua e dei familiari.

GARNACHO. La notizia spegne definitivamente le speranze degli esclusi. Di certo non la prende benissimo il giovanissimo talento del Manchester United, Alejandro Garnacho, che nei social decide di cancellare i propri momenti salienti nella Selección, retwittando un post polemico in contrasto alla scelta di Scaloni.

LOCURA. Nonostante la frustrazione di Garnacho, esplode la bomba a Buenos Aires. Tra Boedo (Angel Correa, San Lorenzo) e Liniers, (Almada, Velez Sarsfield), è festa generale. All’aereoporto di Ezeiza succede l’incredibile. Una carovana immensa di cuervos e fortineros accompagnano festanti i due giocatori all’aereo con destinazione Qatar. Un’incredibile nuova onda di entusiamo sale dall’Argentina in direzione Qatar per accompagnare la Scaloneta verso il nuevo sueno mundial. Questa volta, con un Thiago e Angel in più.

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