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Continuano le vicissitudini problematiche dell’eterna promessa argentina Brian Fernandez, arrestato ieri dalla polizia di Santa Fé per disordini cittadini. Il ventottenne pochi mesi fa era stato ‘licenziato’ dal Ferro Carril per comportamenti non professionali.

Non si ferma la parabola discendente di Brian Fernandez dopo il ritorno in patria. L’ex giocatore del Portland Timbers (MLS), considerato uno dei talenti più promettenti nel panorama argentino, è al centro di nuove polemiche dopo l’arresto da parte della policia de la Ciudad de Santa Fé per disturbo alla quiete pubblica e lancio di pietre contro un autobus della linea locale. Ennesimo episodio di una carriera futbolistica segnata dagli eccessi e dalla dipendenza da alcool e droghe, mai però del tutto abbandonate, nonostante vari tentativi di disintossicazione – TSO compreso – che ora stanno prendendo il sopravvento sul fantasista.

Formidabile nella tecnica e raro possidente del genio calcistico, dopo la bocciatura del Sabalero, Brian era approdato in prestito al Deportivo Madryn e successivamente al Ferro Carril (B Nacional) nel tentativo di ricominciare un percorso rigenerativo dopo le varie peripezie al Colón. Non è andata secondo previsione. Brian è ricaduto nella propria dissolutezza disertando gli allenamenti o peggio, arrivando in condizioni a dir poco impresentabili. Scontato l’allontanamento da parte della società verde e la nuova caduta verso l’oblìo dell’attaccante, che da settembre non calca un terreno di gioco.

Una vita scandita assieme ai suoi demoni, sempre fedeli compagni di viaggio. Ora non resta sperare che le persone a lui più care possano aiutarlo, questa volta in maniera risolutiva, per vincere la battaglia più grande. Quella della vita.

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