0 7 minuti 4 mesi

Abbiamo intervistato José Francisco Espinosa, o più semplicemente Pancho Gol, giornalista e telecronista dell’emittente Cadena 7 Deportes. Una chiaccherata amichevole, sul presente della squadra rivelazione della Primera División argentina.

Ciao Pancho e grazie per la tua preziosa disponibilità.

Ciao Francesco, un piacere dialogare con te. Un grande saluto a tutti gli amici di Calcioargentino.

Sei vittorie consecutive, ancora imbattuto in Primera, miglior difesa, porta blindata da 540 minuti e primo posto in solitaria. Cosa sta accadendo al Atlético Tucumán?

-Il Decano di Tucuman sta vivendo, senza ombra di dubbio, uno dei momenti più belli della sua storia, se non il migliore, e ti spiego perché. Nel nord dell’Argentina il calcio si vive con una passione impareggiabile ma purtroppo, le squadre di questa regione sono da sempre economicamente più povere rispetto a club giganti di Argentina come quelli di Buenos Aires, Santa Fe e Córdoba. Quello che sta succedendo all’Atlético Tucumán è frutto di un cambiamento iniziato da molto tempo. C’era già stata l’opportunità, qualche anno fa, di giocare le coppe internazionali e in una edizione di Libertadores de América il club era terminato tra le prime otto del Sudamerica. Un successo davvero rilevante. Sorprende ora che la stessa rosa dei tre tecnici precedenti (De Felipe, Guiñazu e Azconzabal), che avevano condotto la squadra verso risultati negativi e umiliazioni, sia stata trasformata totalmente dal nuovo arrivato Pusineri, con cui, la gente non si è sentita identificata all’inizio. Il Dt ha cambiato completamente la faccia dell’equipo, in maniera fulminea e radicale. Una vera locura‘ dal punto di vista logico, ma proprio per questo il calcio è lo sport più bello del mondo, perché non ‘tiene’ logica.

-Che aria si respira tra i tifosi del Decano?

-Oggi solo aria di grandezza, haha. La verità è che oggi il popolo dell’Atlético sta vivendo un sogno che si sta avverando, questo in sintesi è quello che si respira oggi nella metà di Tucumán (l’altra metà è del san Martin, altra squadra di San Miguel Tucuman, ndr). Le persone sono entusiaste, felici, sorridenti , sapendo che questo momento incredibile è veramente reale. Se poi le cose andassero bene con un Decano campeón allora senza dubbio si toccherebbe il cielo con un dito. Immagina per una squadra del nord, rappresentata oggi dal Deca, stare davanti dieci punti a Boca e River… è una sensazione che i tifosi vogliono che sia eterna.

-Qual’è il segreto di questa squadra?

-Penso che il segreto di questa squadra risieda nella fiducia, nell’umiltà, nella passione dei giocatori come nel caso di Tesuri, che non è titolare, ma che in una partita persa, tempo fa, è uscito piangendo dal campo. Oggi quel giocatore è il protagonista del secondo gol al Newell, e ha mostrato i due volti del Decano. Inoltre senza dubbio, c’è stato un cambio di mentalità grazie all’allenatore, una nuova identità di gioco nonostante le critiche di alcuni ‘ossequiosi’ giornalisti di Buenos Aires.

-Abituati alle buone prestazioni del ‘ruso’, Zielinski ci si è poi inabissati nell’anonimato. Fino all’arrivo del Dt Pusineri. Cosa ha portato il nuovo allenatore?

-Bene, ora te lo dico. Penso che Pusineri sia l’erede del russo Zielinsky. L’erede perché dalla partenza di Zielinski la squadra è calata notevolmente nelle sue prestazioni, mentre oggi, con l’arrivo del profeta Lucas, la realtà è diversa. C’è una frase che dice: il buono è il nemico del meglio. Quello che ha fatto Ricardo Zielinsky era cosa buona, ma forse il meglio doveva ancora venire, e si spera, per il bene del popolo Decano, che sia arrivato con Pusineri. Il nuovo Dt ha portato nuovo ossigeno con le sue idee di umiltà, impegno e lavoro; tutto per l’unità del gruppo.

Pancho gol in azione

-Quali sono i giocatori più interessanti di questo Decano?

-Il giocatore più importante e la spina dorsale di questa squadra è il portiere boliviano Carlos Lampe, che ha riportato tranquillità alla squadra in porta dopo l’uscita di Luchetti. In prima fila poi c’è Bruno Bianchi e Capasso, al centro BB Acosta, Carrera, Pereyra e avanti Ramiro Ruiz Rodríguez. Sono tutti comunque a un livello molto alto.

-Cosa vi aspettate per il resto di questa Primera?

-La gente del Decano ha intatta l’illusione e la speranza di continuare così, osservando come sta andando bene la squadra. Bisogna essere poi realisti, ma ci si rende conto che Pusineri ha davvero cambiato la mentalità e ha fatto capire ai suoi giocatori che si gioca sempre 11 contro 11. La squadra nel torneo precedente aveva molti limiti tecnici, ma ora si è alzato di molto il livello e si sono completati nella tattica, nella strategia e nello spirito vincente che Lucas, l’erede del russo Zielinsky, ha dato loro.

Sei un ‘relator’ davvero ‘loco’, qual’è stato il gol più gridato nella tua carriera?

-Haha! Sento la passione per il calcio dentro di me in ogni momento della partita e cerco di trasmetterla all’ascoltatore. Ne ricordo due, oltre a questa, in cui ho gridato molto, uno era del Taca Bieler di San Martín de Tucumán in uno spareggio contro il Sarmiento de Junín e l’altra con Zampedri, nella clamorosa impresa di Quito, quando al Decano ha dato la possibilità di raggiungere la fase a gironi della sua prima Copa Libertadores de América.

Che effetto avrebbe per il tifoso decano il ritorno dell’amato Pulguita Luis Rodríguez?

Il ritorno del Pulga per il tifoso sarebbe un regalo unico. Il tifoso sempre lo aspetta e continuerà ad aspettarlo. In ogni mercato rinasce l’illusione perché possa tornare e ritirarsi in tutta la gloria con la sua gente, totalmente ‘loca’ per lui.

Grazie Pancho per il tempo prezioso, ti auguriamo il meglio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Libertadores