0 14 minuti 1 anno

Terminato anche il nono turno di Primera Division, è tempo di bilanci. Le sconfitte di Central Cordoba, Godoy Cruz e il pareggio del Gimnasia sono determinanti per l’esonero dei rispettivi tecnici: Coleoni, Mendez e il duo Martini/Messera salutano la competizione.

Grandi emozioni. Al Nono turno risorge il River che ottiene 6 punti in due partite. Il Boca pareggia contro il Racing nell’atteso Clasico della Bombonera. Vincono anche Lanús e Talleres che vanno in testa alla tabla general. Ma soprattutto conquista l’agognata vittoria il San Lorenzo , dopo quattro giornate di umiliazioni e una settimana da incubo. Allacciate le cinture, si parte nel pianeta della Primera.

Nona giornata

Gimnasia Huracan0-0
Banfield Platense2-4
Independiente Colon3-0
Arsenal Defensa YJ0-0
CentralCBA RCentral2-4
Aldosivi Lanus2-3
Velez GodoyC3-0
Boca Racing0-0
Union ArgentinosJ1-0
Newells ATucuman1-2
SLorenzo Patronato3-0
Sarmiento River1-2
TalleresEstudiantes2-0
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In classifica continuano in vetta Talleres e Lanus, fiancheggiati dai redivivi Independiente e River. Il Racing rimane nella zona alta, mentre il Boca resta a metà. Boccata di ossigeno per il San Lorenzo. Ecco come sono andate le Cinco más grandes da Argentina.

Sarmiento 1-2 River

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Franco Armani, Paulo Diaz, David Martinez, Fabricio Angileri, Robert Rojas, Jonatan Maidana, Javier Pinola, Nico De la Cruz, Julian Alvarez e Mati Suarez. Non sono i titolari scelti da Gallardo contro l’insidia Sarmiento, ma i giocatori assenti tra infermeria e nazionali. Erano dieci infatti gli indisponibili tra infortunati e convocati che il River doveva rinunciare contro il Verde in trasferta a Junín. Emergenza ai massimi livelli dunque, con una difesa assolutamente da reinventare. Non si affligeva però il Muñeco che si prodigava ad assemblare undici dignitosi titolari, pescati tra panchina e divisioni giovanili. Venivano convocati per l’occasione quattro pibes della Reserva, Franco Petroli, Tomás Lecanda, Felipe Salomoni e Felipe Peña, l’ultimo dei quali partiva titolare come centrale in difesa. E data la circostanza abbastanza emergente, arretravano in difesa i mediani Enzo Perez e Bruno Zuculini.

Sfida tirata. Vantaggio quasi subito dei padroni di casa e Banda che deve ricorrere. La pareggia Carrascal alla mezz’ora del primo tempo, ma al 90′ è ancora 1-1. Tra garra, freddo e coraggio, arrivava solo nei minuti di recupero la tanto agognata vittoria, grazie a una zampata del capitano Pérez, vero simbolo della squadra. Soddisfatto della vittoria e della prestazione della squadra, ma deluso dal comportamento della Liga, Napoleón non le mandava di certo a dire a fine partita: “Non mi sembra giusto giocare senza poter tener conto di mezza squadra che nel frattempo è convocata per il turno Fifa. Quello dei dirigenti del calcio argentino è un papelón, che dovrò sopportare anche nella prossima giornata. Voglio congratularmi con i giocatori perché hanno risposto molto bene. Sono soddisfatto del loro encomiabile impegno.”. Nel prossimo turno il River farà visita all’Independiente, sempre nella medesima emergenza.

Independiente 3-0 Colon

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Missione compiuta per l’Independiente che vince nettamente e strapazza forse più del dovuto il Colón campeón del Dt Eduardo Domínguez. Gara ad alti livelli ad Avellaneda, dove la squadra di Falcioni è chiamata a rispondere dopo gli ultimi due passi falsi in campionato. E forse fa bene al plantel questo nuovo bagno di umiltà. Non più primi in classifica, il Rojo deve guardarsi allo specchio e avere il coraggio di capire di che pasta è fatto. Soñora, ormai titolare fisso a centrocampo, scavalca partita per partita le gerarchie grazie a prestazioni sempre più convincenti. E’ una mediana più che convincente quella Independiente, considerando le ultime partite e constatando la presenza anche nel reparto dell’ottimo ex Defensa Mingo Blanco. I grandi assenti sono el Perro Romero e il Saltita Gonzalez, ma solo per poco. I due sono sulla strada del recupero e per Falcioni sarà dura poi sceglierne solo due.

Soñora si diceva. E’ proprio il classe ‘98 che si mette in luce con un tiro da fuori tra la confusione in area e una punizione dal limite che si conclude magistralmente sotto l’incrocio. Il Colón tira i remi in Barça, penalizzato da un’espulsione che ne pregiudica l’andamento del partido. Così Falcioni e calciatori possono di nuovo esultare sotto la curva vuota, ma che si spera, possa riempirsi di nuovo solo fra poche settimane.

Ma uscendo fuori dal contesto sono ancora una volta significative le parole del Dt Julio Falcioni, che per la seconda settimana consecutiva fa coming out. Eccolo a cuore aperto in un’intervista, qualche giorno dopo la partita: “Nell’ultimo anno mi sono successe tante cose.. che la valvola di uscita è stato sempre il calcio. All’Independiente ne abbiamo passate tante, con il Covid-19 e quello che è successo a me, ma siamo sempre andati avanti, insieme. Il gruppo mi è sempre stato vicino e per me è stata una grande consolazione. Quasi 48 ore dopo aver visto per l’ultima volta mia moglie, ero con loro, sul campo di La Plata. Sono state le mie figlie che mi hanno chiesto di accompagnare la squadra. Il calcio a volte ti insegna a non dimenticare te stesso, a non metterti da parte e a tenere la testa occupata. Non ho altro che parole di ringraziamento per tutti quelli che mi sono stati vicino. Vincere o perdere è solo un risultato, l’importante è che ti accettino e ti amino come persona”.

Boca 0-0 Racing

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C’era grande attesa per vedere Boca-Racing, ovvero, la sfida dei due neo tecnici Battaglia e Úbeda, due allenatori emergenti, in cerca di notorietà in Primera dopo la gavetta in Reserva. Grande curiosità, ma anche sostanziale equilibrio nei numeri che precedevano la sfida. 270 minuti, 2 vittorie, 1 pareggio, 5 gol e 1 subìto per il Racing di Úbeda; mentre in 180′ il Boca di Battaglia otteneva 2 vittorie, 4 gol e 1 subìto. Il clásico, seppur minore rispetto ad altre stracittadine, da prima tattico del primo tempo, si trasformava nella ripresa in partita interessante dal possesso prettamente azul oro. Era il Boca che si faceva preferire in freschezza atletica e sovrapposizioni dalla seconda metà della ripresa, terminando per assediare il castello academico nei minuti finali. Arias – non una novità – diventava assoluto protagonista del match sventando a più riprese gli attacchi dei padroni di casa. Era grazie a lui che il Racing tornava ad Avellaneda da imbattuto.

Se il Boca – in formato non certo irresistibile – non ottiene la terza vittoria consecutiva è grazie solamente a lui, l’ormai supereroe dell’arco dell’Academia, Gabry Arias. Lo riconosce anche Úbeda che a fine gara ammetteva: “È stato fantastico Gabri, ci permesso di rimanere ancora imbattuti.” ha detto il Dt Acadè. “Sono preoccupato per le mancate situazioni di gol. Dobbiamo puntare e concentrarci su questo aspetto. Confido che miglioreremo.” Per poi, concludere: “Il Racing cerca sempre di proporre, ma oggi, il Boca ci ha impedito di farlo. Lavoreremo per migliorare”.

Di tutt’altro umore nel banco bostero. La prestazione certamente è da rivedere ma il finale di gara fa ben sperare. “Lascia un pò di amaro il pareggio perchè il Racing non ha avuto situazioni da gol.” ha detto il Dt Xeneize. Per poi concludere: “Il Boca invece ci ha sempre provato”.

Ultime Boca. È quasi in dirittura d’arrivo il recupero fisico di Cardona, ma soprattutto quelli attesissimo del Toto Salvio, grande assente in questo 2021. Sarà lui l’acquisto più importante per il Boca di Battaglia?

San Lorenzo 3-0 Patronato

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Vince di prepotenza, di convinzione, di rabbia il San Lorenzo, mai così ferito nell’orgoglio come in questo ultimo periodo. Tutto nei giorni antecedenti alla partita sembra andare nella direzione più malevola possibile. Dirigenza spaccata, tifosi in rivolta, i gemelli Romero che se ne vanno sbattendo la porta, tutto questo, mentre Montero cerca il modo per non perdere la quinta partita consecutiva, che fondamentalmente equivarrebbe ad una parola: dimissioni.

In questo drammatico contesto il gruppo reagisce, liberato forse dal peso mediatico dei mellizos. In settimana (ma si verrà a sapere dopo) febbrili riunioni autogestite dai giocatori tengono unito il gruppo. Si cerca di riunire i cocci di un plantel psicologicamente arrivato allo stremo, per il bene della squadra e per rispetto ai tifosi. Il Ciclón scende in campo come non mai, aggressivo fin dall’inizio, come se per una volta giocasse davvero per la maglia. In un quarto d’ora sarà già 2-0, con Di Santo che triplicherà definitivamente su penal. Una prestazione che ridà credibilità a un club allo sbando. E sarà abbastanza chiaro Ortigoza quando a fine gara lancerà un messaggio subliminale.. “Sapevamo che se non avessimo vinto oggi l’allenatore sarebbe stato molto a rischio. Sentiamo l’esigenza di iniziare un nuovo ciclo e sappiamo che questa è la strada.” E poi, riferendosi ai giorni precedenti:“È un gruppo unito e non ci sono stelle. Andiamo tutti nella stessa maniera, rispettando il San Lorenzo perché è la cosa più importante. Questo è il messaggio che deve essere sempre presente nel Club: il Ciclon è al di sopra di ogni nome”. Sarà certamente un caso che si è cominciato a vedere una reazione dal momento dell’addio dei Romeros? Forse sì o forse no. Ma certamente, lo spogliatoio ora sarà molto più unito adesso rispetto alle divisioni di prima.

Special post: Lanus

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Tutta colpa di Luis Zubeldia. “È lui il maggiore responsabile di quanto sta succedendo al Lanús” dicevano, e lo dicono tutt’oggi i tifosi con un certo fervore. I modi però – aspetto fondamentale – cambiano, e di parecchio. C’era dello smarrimento quando a inizio semestre il Dt cambiava, così di punto in bianco, sistema di gioco del Granate. Dall’eterno 4-3-3 si passava al più ‘conservativo’ -almeno apparentemente- 4-4-2, con una rivoluzione tattica rischiosa. La cessione poi del delantero Orsini al Boca provocava malumori che non facevano presagire niente di buono. Il buon Zubeldia, appresa a malincuore la decisione della dirigenza di vendere l’attaccante, si rimboccava le maniche e pescava direttamente dalla Reserva, un José Lopez qualunque, un nostro Marco Rossi, per dirla semplicisticamente all’italiana. Pibe classe 2000, era lui il prescelto per l’arduo compito di affiancare in attacco il più grande goleador della storia del club. Con il mito Acosta a spingere in fascia sinistra, José Lopez e il Pepe Sand diventano in questo semestre la bocca di fuoco dei granate. E dopo 19 gol in 9 partite, 9 gol del Pepe e 5 del pibe, adesso a Lanús nessuno viene più in mente di contestare la dirigenza. Anzi, quasi si inginocchiano quando Zubeldia va a fare la spesa al barrio. “È lui il maggiore responsabile di quanto sta succedendo al Lanús”. Lo dicono ancora. Questa volta però, da primi in classifica..

Special Bomber: Cauteruccio & Sand

Aldosivi contro Lanús vuol dire essenzialmente una cosa: gol. Cauteruccio è il campeón de America col San Lorenzo che nonostante i suoi 34 anni e un’infinità di maglie indossate, ha la stessa voglia di segnare di un ragazzino. El Pepe Sand… beh.. c’è ancora da parlarne? 41 anni di pura dinamite ancora nelle vene e l’entusiasmo di un ventenne quando vede la rete gonfiarsi. Inevitabile che l’incontro tra due bomber non creasse un campo magnetico di emozioni: lo confermano le rispettive doppiette per un pomeriggio da leoni. Vince il Lanús, ma lo spettacolo visto dai due crack è di assoluta qualità. Enciclopedie viventi dell’opportunismo e della scaltrezza: clonateli, por favor.

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Aumenta il vantaggio in classifica marcatori di José Sand dopo la doppietta. E secondo si affaccia proprio lui: Martin Cauteruccio.

Prossimo turno

Nella decima giornata incroci pericolosi: Il clasico River-Independiente (col River ancora in emergenza); Rosario Central-Boca ed Estudiantes-Argentinos Juniors saranno sfide tutte da vivere. Il Racing ha la possibilità di cambiare marcia, mentre sarà di nuovo dura per il fragile Ciclon.


calcioargentino.it

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