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Cambio di guardia nella panchina del Boca Juniors. Ultime ore per Miguel Russo che lascia l’incarico dopo i cattivi risultati.

Ore calienti a La Republica de la Boca. Miguel Angel Russo non è più l’allenatore del Boca Juniors. E’ questa la decisione del Consejo del Futbol de Boca dopo l’ennesima delusione stagionale. Troppo lo scontento generale da parte dei tifosi di fronte all’ennesima dimostrazione di non gioco della squadra. Sebbene la dirigenza appoggiasse ancora il Dt, è arrivata la decisione dopo un faccia a faccia tra consejo e allenatore nel pomeriggio. A partire dal oggi gli allenamenti saranno diretti dal tecnico della Reserva Sebastian Battaglia, che dirigerà la prima squadra in attesa di possibili ulteriori sviluppi.

Termina così il secondo ciclo di Russo al Boca dopo l’ultima gloriosa campagna con la conquista della Libertadores nel 2007. Decisione per certi versi inevitabile, considerando l’andamento stagionale. Ma la domanda sorge spontanea: è solamente sua la colpa di questo ennesimo fallimento Xeneixe?

COLPA DEL TECNICO? I numeri a sfavore di Russo in effetti sono spiazzanti. Nelle ultime dieci partite giocate dal Boca di Russo (sei in questo semestre) sono arrivati appena 8 pareggi, 2 sconfitte e 0 (zero) vittorie. Ad aggravare le situazione anche i numeri della sterilità offensiva: appena 16 tiri in porta e 2 gol nelle famose 10 partite. Dati alla mano, la situazione diventa abbastanza impietosa, considerando che si è uguagliata la peggiore serie negativa senza vittorie della storia del club, dal lontano 1957. Improvvisazione tattica, sbagliata lettura della partita, approccio approssimativo, nonchè lentezzza nei cambiamenti in corso le maggiori accuse al tecnico, colpevole di non effondere nel Boca un gioco offensivo che la storia Xeneize pretende, ma soprattutto di non trasmettere quel carisma necessario nell’importanza di indossare la gloriosa camiseta bostera.

Il secondo ciclo di Russo al Boca, in definitiva, non si è dimostrato all’altezza della situazione. Il Dt se ne va con 32 partite dirette, 13 vittorie conseguite, 11 pareggiate e 8 sconfitte. Sono 33 i gol sotto la sua gestione realizzati, mentre 30 quelli subìti. Miguel Russo era stato scelto personalmente da Riquelme per cercare di ripetere il ciclo vincente del 2007, quando sotto la sua mano il club azul oro conquistava l’ultima Copa Libertadores. Al suo debutto (gennaio 2010) terminava nel migliore dei modi possibili il lavoro di Alfaro, conquistando la Superliga Argentina 2009/10. Poi, il declino fino ai giorni d’oggi.

COLPA DELLA SOCIETA’? E’ notoriamente il tecnico il candidato principale a pagare i cattivi risultati del club, anche se, i vertici della società non sono certamente esenti da colpe. Mercato non all’altezza soprattutto in entrata, organico impoverito dalle numerose cessioni, polemiche interne al club, spesso date in pasto alla stampa. Grande giocatore in campo Riquelme ma ancora un incognita come dirigente. E’ l’instabilità la caratteristica più negativa del club di Bradsen 805, con dirigenti spesso divisi tra loro (vedi il caso Pergolini), o in alternativa, dirigenti divisi contro giocatori (vedi il caso Tevez). Le cessioni hanno sì riempito le casse della società ma impoverito il parco tecnico giocatori. Se probabilmente con Andrada ci si è guadagnato in affidabilità (Rossi meno pasticcione del Sebanja), lo stesso non si può dire in attacco.

Wanchope Abila, l’unico vero nove della squadra, dopo aver litigato col club è stato ceduto spedito in MLS con tanti saluti; Tevez ha preferito anticipare l’addio alla squadra amata visto l’aria che tirava; Zarate è stato costretto ad andarsene per evitare la panchina come unica prospettiva di vita; Villa è attualmente ai ferri corti col club e sotto processo con la giustizia ordinaria per una brutta storia di violenza di genere con la ex compagna; Salvio è infortunato da quasi inizio anno e a Soldano non è stato rinnovato il prestito (questa, almeno mossa intelligente). Per far fronte a questa enorme mancanza, chi è stato preso nel mercato di luglio/agosto? Un solo attaccante: Orsini, giovane centravanti del Banfield. E sarebbe stato anche utile se non si fosse infortunato nella pretemporada. Si poteva economicamente convincere con più dedizione il bomber dell’Independiente Silvio Romero (secondo in classifica goleador ), già sondato a più riprese in passato. Si poteva prendere Di Santo, attaccante San Lorenzo, richiesto più volte dallo stesso Russo. Si poteva in definitiva fare qualcosa in più?

Una società divisa in sè stessa, dagli acquisti mancati, ma anche con un tecnico senza troppi stimoli da trasmettere ai giocatori. Serviva una scossa immediata e ha pagato l’allenatore. Ma adesso Riquelme e soci non potranno più sbagliare, pena una clamorosa e dolorosa contestazione all’idolo più grande della storia del club Boca Juniors.


calcioargentino.it

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