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Termina in pareggio il primo Superclasico del 2021, ma non ci siamo assolutamente annoiati.

Gara prevedibile, addormentata, dal pareggio già scritto? Assolutamente no. Stanotte si è giocato vero futbol, combattuto, a volte cruento. Peccato non ci sia stato pubblico negli spalti, questa era una di quelle partite da vivere con tutta l’adrenalina del caso.

Pronti, via e il River prende fin da subìto le redine dell’incontro imponendo la sua jerarquía. A proposito, il pre partita è caratterizzato dalle sorprese o quantomeno per noi poveri osservatori dall’esterno. Tevez è in panchina a favore di Zarate ma forse era già preventivato. Buffarini e Más sono i laterali deputati alla spinta sulle fasce e Campuzano e Capaldo i guastatori a centrocampo. Cardona è spostato a sinistra con Maurito alle spalle di Abila, unica punta. Nel River giocano i titolari: non è abitudine di Gallardo giocare un Superclasico schierando riserve, quando Marcelo vede il Boca si sa bene che si trasforma in ‘Muñeco’. Questa volta però si devedeve fare buon viso a cattivo gioco quando Julián Alvarez nel riscaldamento si tocca dolorante la spalla. Tocca a Beltrán entrare nella mischia e debuttare nella sua prima stracittadina dei grandi.

Dicevamo, il River organizza il gioco invadendo la trequarti del Boca e monopolizzando le giocate. E non è dovuto al fatto che Gallardo si schiera col 4-3-3, non è questione di moduli o di schemi; si tratta di mentalità vincente e Marcelo ne ha in abbondanza da vendere. A sorpresa però è il Boca a passare in vantaggio con un bel centro dalla trequarti di Más che taglia fuori -colpevolmente- la retroguardia millonaria. All’altezza dell’area piccola è lesto come un falco Abila a metterci la zampata e ad esultare come non gli accadeva dalla finale di andata di Libertadores, in questo stadio, nel 2018. Deja-vu.

La Banda si resetta e rientra nella modalità ‘predefinita’ tenendo a lungo il possesso palla ma risultando abbastanza sterile negli ultimi 15 metri. L’unica occasione del primo tempo è un palo clamoroso di Carrascal che mette i brividi ad Andrada e che esaudisce le sue preghiere più nascoste. Il Boca latita nella costruzione e si complica ulteriormente la vita. Ci sarebbe un cartellino rosso per Campuzano, reo di un ‘codazo’ al gargarozzo di dello stesso ‘Neymar colombiano’ Carrascal, ma Rapallini, lo sceriffo della contea, decide di soprassedere al reato e gli mostra solo il giallo.

Nel secondo tempo la svolta dell’incontro: Abila si presenta davanti ad Armani ma il portiere con un intervento kamikaze gli sradica il pallone. Non la prende benissimo Zarate al centro, liberissimo, in attesa di rispolverare di nuovo i tabellini delle marcature, che non troppo diplomaticamente lo manda a quel paese scomodandogli anche la madre. Nel frattempo Campuzano riesce a far pace col destino, abbracciando l’antica profezia e lasciandosi espellere (doppio giallo) per il volere superiore degli dei. Inevitabile. Gli equilibri della partita così cambiano, con Girotti, el pibe entrato al posto di Carrascal, che impatta perfettamente di testa il cross di Montiel e pareggia il conto. Pari meritato. Non passano neanche 120 secondi che il River raddoppia: Azione prolungata sulla sinistra e assist al bacio del Nacho Fernandez -entrato nel frattempo all’intervallo al posto di Zuculini– per Borré, che di testa (ancora) la mette sul palo più lontano. Incredibile alla Bombonera, il River passa a condurre un superclasico del tutto imprevedibile.

Finita qui? Neanche per idea, ci pensa Enzo Perez con la sua famosa trance agonistica a riequilibrare il numero dei partecipanti in campo. Fallo a centrocampo, doppio giallo, doccia anticipata e Gallardo furioso. Si ristabilisce la parità tra Boca e River e il finale è tutto da scrivere

Siamo ormai all’86’ e davanti c’è Tevez e Soldano per cercare di pareggiarla. Ma ci pensa Villa, autentica spina nel fianco di Montiel che ringrazia del meraviglioso assist di Carlitos e trafigge Armani in uscita con un elegante tap in, esplodendo di gioia. Sul finale, mini rissa dopo intervento al limite di Tevez che certifica l’importanza della partita, a prescindere dalla Copa Maradona. È il pareggio e per certi versi abbastanza meritato per il Boca che riesce nell’intento di recuperare, cosa abbastanza rara negli anni precedenti. Il Dt Russo sa che c’è ancora molto da lavorare, ma la squadra sembra che lo segua, è sul pezzo e non molla mai. Sono probabilmente due punti persi per Gallardo, a lungo col sapore in bocca della vittoria ma tradito dal suo luogotenente Perez; senza quella sciocchezza probabilmente staremmo a parlare di altro. Non la prende bene infatti Marcelo: se ne va dallo stadio senza rilasciare dichiarazioni.

Quattro gol, due espulsioni, ribaltamenti continui, polemiche arbitrali, è stato Superclasico vero. Ora, dopo l’allenamento arriveranno le partite della stagione: le semifinali della Copa Libertadores. Cosa ci dovremo aspettare?


calcioargentino.it

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