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Stanotte importantissimo appuntamento per l’Ascenso. Una tre Tigre e Barracas sarà promossa in Primera División. Ma non tutto oro quello che luccica.

Da un pò di tempo il calcio argentino (soprattutto l’Ascenso) è diventato un affare di potere piuttosto che uno sport giocato con il pallone. La struttura della AFA, oggi governata da Chiqui Tapia, permette ed esige che in ogni divisione ci siano alcuni club con più peso degli altri.
Questo si chiama “peso en AFA“, ed è un potere invisibile e assolutamente extraufficiale che definisce molte cose, paragonabile all’avere in squadra un attaccante formidabile o un portiere di categoria. È di fatto un giocatore in più, perché il peso en AFA ti aiuta nelle difficoltà e a prevenirle.

Come si vede questo vantaggio? Principalmente con il contributo solidale degli arbitri, ma si può vedere anche in certi favoritismi a livello federale, come nel caso della finalissima, nella scelta dello stadio neutrale.
Arbitri si diceva. Le squadre con peso in AFA hanno la ‘fortuna’ di incorrere in errori arbitrali sempre a loro favore. Una casualità inspiegabile. Queste squadre sono quasi imbattibili con questo sistema e assumono lo status di livello superiore rispetto alle altre.

Per questa ragione, Chiqui Tapia ha ideato tornei stranissimi, con 38 squadre in Primera Nacional e con quasi 30 nella A. È l’unica via per assicurarsi favori ed avere il rispetto dei tanti suoi amici. C’è poi un chiaro conflitto di interesse anche se velato del Chiqui, essendo da un lato al vertice della Federazione e dall’altro, presidente -attraverso un personaggio prestanome- del Barracas Central, società calcistica in lotta per la promozione. E nella sua squadra comanda lui: camiseta numero Diez al figlio Ivan e nome dello stadio che non lascia dubbi: “Claudio ‘Chiqui’ Tapia“.

Ma parliamo della finale di questa notte, la finale del potere.

Il Barracas Central è arrivato a questo appuntamento dopo aver vinto il suo gruppo. L’ultima partita, quella decisiva, è ancora tema di discussione nel barrio di Villa Dalmine, con qualche giocatore della squadra locale che avrebbe deciso di avere un atteggiamento “ido para atrás“, con più voglia di perdere che di vincere.

Tutto il campionato del Barracas è stato costellato di polemiche che inevitabilmente hanno avuto il loro picco nel finale di stagione. Le squadre che affrontavano il club di Tapia erano solitamente penalizzate da rigori strani, dubbi o letteralmente inventati. Era quasi normale prassi vedere il Barracas in superiorità numerica rispetto agli avversari.

Ebbene, questo lunedì il Barracas avrà la possibilità di ascendere in Primera División e ottenere così la sua quarta promozione in 10 anni. Della Primera C a la Primera A, in 10 anni. Un record (abbastanza particolare) per un club che conta uno stadio di appena 3000 posti.

Chi li dà i soldi al Barracas? Perché non viene mai trasmesso/non si vedono queste porcherie in TV? Come decide la federazione il sorteggio arbitrale? Sono tutte domande senza risposta (ufficiale, chiaro).

Nella finale questo lunedì alle 21.10 argentine (01.10 italiane), il Barracas cercherà di battere il Tigre, con quest’ultima che probabilmente avrà la simpatia di tutto il pubblico calcistico argentino. Anche se… neanche a Victoria in verità ci sono le carmelitane scalze.

Anche il Matador ha il suo peso in AFA, anzi. Perché in Argentina tutto si relaziona con il peso politico. Il potere di Tigre si chiama Sergio Massa, ex presidente del club, ex sindaco di Tigre, attuale presidente della Camera di Diputados (la camera bassa di legislatori argentina) e amico di Pablo Toviggino, potente vicepresidente AFA.

In Argentina, si sa, è raro trovare una o due squadre per città. Ma in ogni località della Provincia di Buenos Aires è abituale trovare un club importante di zona. Queste società sono un punto di riferimento per gli uomini politici locali (il cui presidente del club è una sorta di leader politico), che trovano il loro successo personale in quello calcistico. E il risultato è lo stesso. Basta che la loro gente sia felice.

Oggi è il Tigre di Massa, domani sarà il Quilmes di Aníbal Fernández (Ministro di sicurezza) e dopodomani sarà un altro ancora. All’AFA è sempre convenuto stare in buoni rapporti con il potere politico di turno.
Anche se Tigre ha una migliore squadra rispetto al Barracas, gioca indiscutibilmente meglio e meriti maggiormente di tornare in Primera, nella stagione non sono mancate polemiche nenche al Dellagiovanna: rigori strani, cartellini rossi discutibili e quella sensazione che senza quegli errori il risultato sarebbe stato diverso.


E allora, anche se ogni persona di buon senso tiferà per Tigre questo lunedì, nessuna delle due squadre salirà pulita: il calcio argentino non lo permette. Se sei pulito e non hai il peso in AFA o non lo usi a tuo favore, difficilmente arriverai al successo. Soprattutto nella seconda divisione, dove ci sono tanti amici del potere in attesa del loro turno. Per le altre poi, non c’è più posto.

di Mariano Perusso


calcioargentino.it

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