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Il River tra due giorni affronterà la sua quinta finale di Copa Libertadores.
Di fronte si troverà il Flamengo, squadrone brasiliano forse al massimo della forma dall’inizio dell’anno, in una sfida dal fascino assoluto.‬
Impresa ardua per Marcelo Gallardo dato per sfavorito dai bookmakers.‬

Betfair

‪La novità della finale unica scombina i piani fin qui sperimentati in questi anni continentali da Marcelo. Non c’è più possibilità di recuperare l’eventuale passo falso fatto nella gara d’andata, e come nelle finali europee serve la partita perfetta.

Come dice el Leon Seba Driussi vincerà la Copa la squadra che farà meno errori. A prima vista sembra del tutto logico, ma da queste parti (tranne che per la finale di Copa de Mundo) è una novità assoluta. Lo abbiamo visto 15 giorni fa in Copa Sudamericana. Ecco, d’ora in avanti le finali nel continente latino si vivranno in maniera ancor più esasperata.

Secondo questa logica immaginiamo che Gallardo abbia già ben definita la formazione in testa, e non da ieri.

Probabilmente el Muneco nelle sue speranze (e in quelle dei tifosi) confidava sul fatto che Juanfer Quintero fosse già abile, arruolabile e titolare per la final. Ha recuperato bene ‘el izquierdo’ dal bruttissimo infortunio, e questo è l’importante, ma non giocherà dal 1’ minuto per la mancanza di ritmo partita. Lo consolerà la ‘buena onda’ dell’uruguayo De La Cruz che ultimamente sta convincendo tutti in campo a suon di prestazioni importanti. Autentico trascinatore in Superliga e certezza nel cammino fin qui in Libertadores. Altro giocatore fondamentale su cui Napoleón potrà contare è il Nacho Fernandez, che a detta di Riquelme, attualmente il migliore calciatore in Argentina. Decisivo nelle giocate di Madrid, proverà a prendere in mano la squadra, inventando anche a Lima.


Enzo Perez

C’era tanta preoccupazione la settimana scorsa per l’infortunio a Enzo Perez, al termine della partita di Copa Argentina contro l’Estudiantes de BuenosAires. Ebbene, el capitan ha recuperato totalmente ed è a disposizione della squadra. Una buonissima notizia per il River. Giocatore dalle mille battaglie, aiuterà la difesa in fase di non possesso e quando ne avrà la possibilità farà partire l’azione come da suo solito. Davanti alla difesa è una garanzia.

Data l’importanza della partita, riuscire a lasciare il segno equivarrebbe a farsi notare ancora di più a livello mondiale. Potrebbe essere la partita della vita per Palacios, da tempo sui taccuini di osservatori di mezza Europa, come pure per il colombiano Borrè, lì davanti. Vincere, oltre che per il bene della squadra (e tifosi) anche per il prestigio personale. È sempre stato così e nessuno ci ha mai perso.

I dubbi più importanti di Marcelo. L’incognita più grande riguarda il punto debole del River: il reparto difensivo. Spesso appare in difficoltà soprattutto su palle inattive (angoli, punizioni vedi la semifinale di ritorno Boca-River) e non sempre Martinez Quarta e Pinola hanno garantito massima sicurezza dalle parti di Armani.

Come giocherà il River? El Muñeco certamente avrà pensato al plan B, quello della difesa a tre (a 5 in ripiegamento) come l’anno scorso, quando sorprese el Mellizo Schelotto nel Boca-River alla Bombonera. Paulo Díaz si aggiungerebbe ai due centrali difensivi, ma si rinuncerebbe a Suarez o Borré lì davanti.
Il piano A è giocare a specchio contro il Flamengo utilizzando il modulo classico (4-4-2 / 4-1-3-2 calcolando Enzo Perez in mediana) per cercare di annullare il gioco brasiliano.

Una cosa è certa: La scontata importanza della partita. Vincere un’altra Copa Libertadores equivarrebbe entrare nella leggenda più definitiva del club (e già Gallardo c’è con tutti e i due piedi), nel Continente e nel Mondo. Vincere 3 Libertadores avvicinerebbe Marcelo a Carlos Bianchi (4 Libertadores), e ne farebbe una sorta di divinità assoluta.

Già da qualche anno il Muñeco Gallardo si è fatto notare in Europa per le sue abilità da stratega. E’ il più europeo degli allenatori nel Sudamerica e meriterebbe una chance nel vecchio continente. Guardiola a proposito la ha già battezzato come uno dei tre allenatori più bravi nel mondo. Se poi riuscisse nell’impresa di trionfare, allora sarebbe l’apoteosi e ulteriore fama in più. A prescindere però dalla conquista della Libertadores rimarrebbe sempre il più titolato allenatore ancora in attività del Sudamerica. Un titolo appetibile per molte squadre europee in cerca di gloria.

“Nel mio calcio essenziale è prendere l’iniziativa e far pressing,

ma poi ci sono anche i momenti sfavorevoli.

Bisogna allora interpretare la partita e capire come uscirne” 

Marcelo Gallardo

E i tifosi? La sensazione a soli due giorni dalla grande final è che l’hinchada Riverplatense tema molto questa partita. Sono consapevoli della qualità del Flamengo della sue bocche di fuoco. Ma soprattutto del fatto che questa volta non si giochi contro il Boca. Se fosse stato così, probabilmente a Nuñez già si stava festeggiando..

Il River deve aver fiducia nei propri mezzi e soprattutto fiducia di Napoleón, guardando e valorizzando i punti di forza della squadra: il gruppo unito, il condottiero in panchina e l’esperienza continentale degli ultimi 5 anni.

L’appuntamento con la storia è quidi per sabato sera, ore 21:00 italiane, dove il glorioso River Plate proverà a conquistare la sua quinta Copa Libertadores della storia.

Noi essendo di parte, ce lo auguriamo con tutto il cuore ❤️


calcioargentino.it