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Da giocatore lo chiamavano el Mudo, perchè non parlava tanto. Ma si faceva capire bene con la palla e quando ce ne era l’occasione. Ora è ulteriormente maturato e le sue parole diventano ancor più preziose come acqua nel deserto.

Oggi Román è stato intervistato da Fox Sports Argentina. Ecco le sue dichiarazioni.

“Molte cose sono state dette nella partita precedente (semifinale Libertadores), e cioè che se il Boca si fosse qualificato Gribaudo sarebbe stato eletto presidente; mentre se il River vinceva, Beraldi e Ameal (gli altri candidati) avrebbero avuto buone possibilità di prendere il potere”.

Ciò che non hanno capito è che hanno aggiunto pressione ai giocatori. I tre che hanno intenzione di candidarsi devono dare l’esempio affinché la squadra non ne sia coinvolta. Ecco perché sono molto grato ai giocatori, come ai tifosi. Sul campo, il Boca ha meritatato la vittoria dal 1′ al 90′”.

“Li ascolto quando parlano in TV, alla radio. Mi rende felice che chi che sta per candidarsi voglia contare su di me. Ma io non sono il cavallo di battaglia di nessuno, non sono l’asso nella manica di nessuno“.

Il mio vecchio (il padre) mi diede la maglietta e mi disse che ero del Boca. Non conosco nessun club chiamato C.A. opposizione o C.A. oficialismo. Vengo dal Boca, sono e siamo bosteros e dobbiamo dimostrarlo. È tempo che smettano di lottare per il potere, per l’ego, per gli interessi personali, dobbiamo stare tutti insieme se amiamo davvero il nostro club“.

Mi hanno stancato del ‘sono dirigente, sono l’opposizione’. Io sono un tifoso e adoro la maglia del Boca. Nessuno è tifoso dei candidati. Penso che possiamo stare tutti uniti. Angelici che cos’è? Gribaudo? Crespi? Beraldi con chi era? Roico con chi era? Ameal era il vicepresidente di Pompilio con il partito al potere … Quindi possono stare tutti uniti. Se ci fosse un’unione potrei pensare di essere presidente o qualcos’altro. Sono bostero e morirò bostero. Il club appartiene ai tifosi.

Il Boca avrebbe dovuto avere Bianchi nel club da quando smise di allenare. È stato ed è il migliore nella storia del calcio argentino. Gallardo invece sembra un genio. Per 5 anni ha messo insieme 10 squadre, ma in Coppa del Mondo per club ha fallito. Noi invece abbiamo battuto il Madrid “.


Parole sante quelle di Riquelme che chiede una lista unica: “Non sono un dirigente o un oppositore. Vengo solo dal Boca. Non sono il cavallo di battaglia di nessuno. Mi dà fastidio vedere come combattono per il potere” e apre ad una sua candidatura “Potrei pensare di essere presidente se fossimo tutti uniti”..

Parole sante, parole dell’ultimo Diez.


A cura di calcioargentino.it

Un commento su “Riquelme: Non sono il cavallo di battaglia di nessuno

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