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Sarà il gran ballo delle debuttanti per le due finaliste: Mai nella loro storia Colón e Independiente hanno vinto una competizione continentale. Per il Colon addirittura mai è stata finale.

Sabato sera andrà in scena ad Asunción la finale della Copa Sudamericana tra Colón (Argentina) e Independiente del Valle (Ecuador).

Sin parabla

La stagione dei Sabalero è stata caratterizzata essenzialmente dalla partecipazione in Copa. L’obiettivo dall’anno scorso, migliorarsi e andare oltre gli ottavi di finale è stato raggiunto e superato. Manca un ultimo tassello per un sogno mai stato così vicino. Sarebbe il nuovo trionfo in Copa Sudamericana di una squadra argentina dopo la vittoria dell’Independiente di Holan nel 2017 e, naturalmente, la consacrazione del Colon in Sudamerica.

Gli sforzi stagionali dei Sabalero quest’anno sono stati mirati per la Sudamericana. La stagione infatti ha visto il Colón irresistibile nel Continente a discapito del campionato, dove la squadra appare un pò attardata. L’approdo in finale quindi può essere considerato una conquista; è il punto più alto in 114 anni di storia, e ora il club di Santa Fe vuole andare fino in fondo.

Questo il Palmares fino ad ora:

  • Primera B Nacional: 1965
  • 3° in Primera: Clausura 1997, Clausura 2000, Apertura 2009.
  • Semifinalista in Copa Argentina: 1969
  • Semifinalista Copa Conmebol: 1997

Flash-back. Per riuscire a capire meglio il presente è bene tornare indietro nel tempo, alle origini.

Siamo nel 1905 e gli inglesi presenti in città a Santa Fe, per ragioni commerciali, iniziano a ‘contaminare’ la popolazione locale con un nuova pratica sportiva: il Football. Un gruppo di ragazzi decide così di organizzarsi e formare una squadra di calcio. Il nome lo prendendo da Cristoforo Colombo, qui Cristóbal Colón ovvero l’argomento di storia che i ragazzi stavano studiando in quel periodo. Nacque così il 5 maggio 1905 il Colón foot-ball club con le prime amichevoli tra amici. Il ‘campo da calcio’ era il ‘Campito‘ o ‘canchita‘, un terreno spesso allagato dal vicino fiume Rio de Paraná dove i ragazzi erano soliti giocare. Palla fatta di stracci, pali di lattine e tanta passione. È nato così il Club Atlético Colón.

Man mano che passa il tempo bisognava prendere decisioni importanti: Quale sarebbe stato il colore della maglia?

La storia qui somiglia a quella del Boca: C’è un porto, c’è una nave, ci sono due colori: Il rojo y el negro furono scelti dai giovani per la presenza di una chiatta nel porto dal colore rosso e nero. Tutti d’accordo. Quella scelta 114 anni fa, determinò per sempre l’identità sabalera.

Avendo definito i colori, per la realizzazione della camiseta si decide di andare nella più sviluppata Rosario, a 170 km a sud di Santa Fe. E come nelle belle storie c’è il colpo di scena.

Dal sito istituzionale del club: ‘Le indicazioni per la maglia erano precise: metà del lato destro Nero e metà del sinistro Rosso, ma con grande sorpresa di tutti, quando i ragazzi andarono a ritirarle, notarono un errore nella loro preparazione. I colori erano invertiti. Il lato destro Rosso e il lato sinistro Nero‘. In fondo, non cambiava tanto e quei colori decisero di non cambiarli fino ai giorni nostri ‘poiché tutti i membri accettarono di mantenerli’.

Risolto il problema maglia, arriva la prima e grande sfida dei giovani ragazzi del Colon. Si seppe che nel sud della città c’era un’altra squadra con gli stessi colori. Come a singolar tenzone si decide di sfidare quella squadra: chi avrebbe vinto poteva mantenere il rosso e il nero. Sempre del sito istituzionale:

E’ stata forse uno delle partite più importanti che il Colon giocò nella sua storia, dal momento che si può letteralmente dire che fu una partita per la maglia, senza soldi, contratti o bonus. Solo per il rosso e nero dell’amato club. È difficile immaginare la pressione, l’entusiasmo, la passione con cui quella partita venne giocata. Si potrà dire che fosse destino o no, quello che sappiamo con certezza è che il Colon vinse e con la vittoria conquistò il tesoro più intimo del suo cuore: il rosso e nero. La prima vittoria del Colon, il primo trofeo, il primo titulo: “la camiseta”.

Da lì club crebbe talmente che dovette trasferirsi per giocare in un luogo più accogliente e sicuro, con delle tribune dove la gente locale iniziava piano piano ad assistere alle prime sfide.

Nacque così la passione a Santa Fe per il Colon e con essa iniziò a nascere il tifo sabalero.

L’origine della parola Sabalero deriva dalla pesca abbondante di un pesce chiamato ‘Sabalo’, pescato in abbondanza nel vicino Rio Paranà. Da qui Sabalero. I pescatori del porto di Santa Fe furono quindi i primi hinchas del Colon.

Lo Stadio. Dopo il primordiale ‘Campito’, si giocò in un altro terreno: L ‘Avenida Córdoba (Freyre) – Moreno y San Juan’ chiamato così per le strade che costeggiavano il campo. Poi fu la volta di quello definitivo. Inaugurato il 1946 e chiamato Eva Peron fu poi ribatezzato in Brigadier Estanislao López, nome ancor oggi in uso.

L’apodo ‘El Cementerio de los Elefantes’ allo stadio, merita approfondimento a parte.

Quel soprannome nacque il 10 maggio 1964 quando el fabuloso Santos di Pelè, nel momento più elevato del giocatore e del club brasiliano, ‘bicampeón del universo’ venne sconfitto 2-1 in una tournée in Argentina dall’umile squadra santafesina del Colon, allora in seconda divisione.

Fu un successo clamoroso, da prima pagina. Il mito del grande Santos di Pelè sconfitto da una squadra di pescatori, fu davvero inaudito, mai sentito prima. Da qui nacque il mito del “Cimitero degli Elefanti“, con le agenzie di stampa internazionali che a fine partita già divulgavano ai cinque continenti questo clamoroso risultato,riprendendo appunto, il “Cementerio de los Elefantes” come luogo dell’avvenimento.

Il Mito del Cementerio de los Elefantes naque da questa partita.

Il presente del Colon si identifica soprattutto con la Copa Sudamericana. Negli ultimi due anni infatti i sabalero hanno ben figurato in Copa, togliendosi anche qualche soddisfazione. Nel 2018 nei sedicesimi il Colón vinse in trasferta in Brasile (Morumbi), contro il più quotato San Paolo e infliggendogli il colpo di grazia a Santa Fe, eliminandolo. (e continuando la tradizione Cementerio Elefantes).

Arriverà al turno successivo l’inaspettata l’eliminazione agli ottavi contro il Junior de Baranquilla, poi finalista.

Quest’anno, qualificato ancora in Sudamericana 2019 grazie alla classifica di Primera, dopo il girone eliminava in successione:

  • Ai 16′ Il River Plate (Uru)
  • agli 8’ l’Argentinos Jrs (Arg) ai rigori
  • ai 4’ Zulia fc (Ven)
  • alle semifinali Atletico Mineiro (Bra) ai rigori.
Il Colon elimina l’Atletico Mineiro ai rigori a Belo Horizonte e va in finale.
Burian, il portiere, sarà uno degli eroi di quell’impresa.

La stella. La squadra si identifica con il suo capitano, el pulga Rodriguez, arrivato dall’Atletico Tucuman nel gennaio di quest’anno, il vero condottiero della squadra. Con 34 primavere sulle spalle rimane il giocatore più dotato tecnicamente dell’equipo e dal grande carisma. Nella semifinale di andata, partita fondamentale contro il Mineiro, el pulga giocò ugualmente la partita nonostante il padre fosse mancato qualche giorno prima. Dirà poi: “Non potevo mancare in questa partita storica, era troppo importante per il club”. Rodríguez in quella partita segnerà il gol che permetterà alla squadra di approdare in finale.

Sono in definitiva due i moduli (con qualche variante) che usa solitamente il tecnico Lavallen per il suo Colon: il 4-4-1-1 in trasferta e il 4-3-3 spesso utilizzato in casa. Il portiere Burian è una certezza ed è un pararigori; in difesa Acevedo in coppia con Ortiz hanno guidato la spedizione in coppa, nel mezzo c’è l’esperienza di Aliendro e Lertora. Fritzler e Bernardi ottimi sostituti in panchina ad entrare. Estigarribia e Zuqui nelle fascie, e davanti el Pulga che da solo fa la differenza. Sarà balottaggio Morelo/Chancalay come punta centrale.

La Locura dei tifosi nel compleanno del Colon: 60.000 persone in strada..

La conquista della Copa Sudamericana sarebbe la ciliegina sulla torta per i tifosi, sempre passionali nei confronti del club. Un tifoso intervistato a Asunción ha detto: “È già un sogno stare qui, ma se dovessimo vincerla potrei morire tranquillo anche domani.”

I cori di festa dopo Dep.Municipal-Colon 0-3 (Perù) sono talmente potenti che in conferenza stampa accade questo..

Sarà una serata da non perdere. Non bisognerà sottovalutare l’Indipendiente del Valle. Un’avversario molto difficile da affrontare. Nel suo percorso ha eliminato:

  • Ai 32′ Union Santa fe (!) (Arg) ai rigori
  • ai 16′ Università catolica (Cile)
  • agli 8′ Caracas (Ven)
  • ai 4′ Independiente Avellaneda (Arg)
  • alle semifinali Corinthians (Bra) ai rigori

Appuntamento dunque sabato 9 novembre alle 21:30 su DAZN per la diretta tv. Commento di Alberto Santi.

'Vamo' sabalero,
corra ponga huevo
que donde jugues, te seguiremos!
Aca esta tu hichada,
re descontrolada
solo te pide que al frente vayas.'

A cura di calcioargentino.it

3 commenti su “Vamos Sabalero!

  1. Il Colon ha fatto un piccolo miracolo ad arrivare ad Asuncion. L’Independiente del Valle è un avversario tosto anche perchè è gia abituato a fare finali continentali(Libertadores 2016). Nel campionato ecudoriano la squadra di Sangolquí è quinta a 10 punti alla capolista Macarà. Questo però non deve illudere i santafesini perchè secondo me gli ecuadoriani hanno puntato tutto sulla Copa Sudamericana. Ho visto le due partite che hanno giocato contro l’Independiente di Avellaneda nei quarti di finale e ho visto una buonissima squadra, secondo me superiore al Colon. Gli argentini dovranno giocare da “under dog” cioè con la mente libera,consapevoli del fatto che la loro impresa l’hanno già fatta. Saluti

    1. In effetti l’esperienza continentale è un fattore che gioca a favore degli ecuadoriani già da un po’ di anni (vedi anche Libertadores-Boca-Riquelme). Ma è sempre una finale unica e non si sa mai. Probabilmente giocando in Paraguay ci saranno più tifosi argentini che dall’Ecuador, altro fattore da tener conto. I bookmakers per ora danno leggeremente favorito il Colon 2,3 contro 2,9. Comunque vada sarà una finale abbastanza equilibrata e forse anche tattica.

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