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Già il sostantivo ‘Superclasico’ suscita nell’organismo umano un prurito diffuso quando viene pronunciato, se accanto gli accostiamo anche la parola ‘Libertadores’ allora si rischia fortemente un infarto miocardico con ostruzione di una o più coronarie. E’ un sintomo fisico, oggettivo perchè non si può rimanere indifferenti ad una delle sfide più calienti del Pianeta.

Un anno dopo la Final del Siglo saranno ancora River e Boca, Boca e River a sfidarsi. Di nuovo le espressioni più pure del futbol argentino si sfideranno a duello, ma questa volta non sarà final. Sarà una semifinal ma poco importerà a Xeneizes e Millonarios: la sfida con gli acerrimi rivali è una partita talmente sentita che in Copa vale pure doppio.

La Libertadores. Negli ultimi anni i Superclasicos più intensi e combattuti sono stati quelli giocati in Copa Libertadores, la copa più prestigiosa del Sudamerica. La tensione in questi casi è salita alle stelle e molte volte, come vedremo, si è ecceduto in maniera pericolosa e violenta. Il tifo argentino infatti è uno dei più passionali del globo, è un’attaccamento sanguigno verso la propria fede calcistica. Qui, se il futbol è una cosa seria, il tifo diventa quasi misticismo.

Semifinal 2004. Dei Superclasicos in Libertadores da ricordare, ci viene in mente la semifinale del 2004. Nel River Plate dell’ingenieroPellegrini gioca Mascherano, ‘el chacho’ Coudet, Cavenaghi, Maxi Lopez e Salas. Nel Boca Juniors del ‘VirreyBianchi giocano invece ‘el patoAbbondanzieri, Burdisso, Schiavi, Schelotto e Tevez. L’andata alla Bombonera termina 1-0 a favore del Boca e al ritorno al Monumental è già 1-0 River per il gol di Lucho Gonzalez al 61’ (all’epoca non esisteva la regola dei gol in trasferta).

È l’88’, quel geniaccio del Virrey fa un cambio ormai disperato: fuori ‘el flaco’ Cagna. un centrocampista, e dentro Cangele, un pibe di 20 anni che gioca punta, entrato in pianta stabile solo l’anno precedente in prima squadra. Sembra cosa ormai fatta per la Banda che vede la finale ad un passo, ma sta accadendo qualcosa che rimarrà nella storia..

89’. Un giovane Tevez raccoglie un cross basso proprio del nuovo entrato Cangele al suo primo pallone, e con una girata fulminea segna un gol bellissimo. Goolaaaazo!! Grida il telecronista. L’esultanza diventerà storica: Carlitos dopo il gol non capisce più nulla, si dirige verso i tifosi rivali facendo l’imitazione di una gallina. L’arbitro se ne accorge e lo espelle. E’ il delirio, i tifosi hanno una sorta di giusticia vedendo l’Apache cacciato, ma gli spalti sono diventati di ghiaccio. Per il Boca ora sembra cosa ormai fatta, ma clamorosamente nel ribaltamento di fronte il River trova la rete che riequilibria la partita con un gol di Nasuti al 90’. Si risente di nuovo respirare allo stadio dopo circa due minuti di apnea. Finisce il tempo regolamentare e poi quello supplementare e si va ai rigori ..con i Xeneizes che elimineranno il River in un Monumental, ora si, del tutto sotto shock. In finale il Boca, nella doppia sfida contro l’Once Caldas perderà ..proprio ai rigori. (Clamorosamente li sbaglierà tutti: Schiavi, Cascini, Burdisso, Cangele).

https://www.youtube.com/watch?v=N8XKaocfkak
Tevez e la gallina. Poi i rigori.

Ottavi di finale 2015. Alla Bombonera è in scena il ritorno degli ottavi. L’andata al Monumental è finita 1-0 per il River con il gol di Sanchez all’ 81’ su rigore, ora si gioca il ritorno alla Bombonera. Le stelle del River 2015 del ‘MuñecoGallardo sono molte: ‘el trapito’ Barovero (che l’anno prima parò il rigore decisivo al Boca in finale della Sudamericana), Vangioni, Mora, Ponzio e Driussi. Anche nel Boca del ‘VascoArruabarrena non si scherza: el ‘ThorTorsiglieri, Lodeiro, Gago, Calleri e Osvaldo sono i giocatori di punta. Il primo tempo è combattuto, le due squadre lottano, il Boca preme ma non sfonda, non è in bel calcio e si rimane in una situazione di equilibrio, fino a quando termina il primo tempo e i giocatori iniziano a dirigersi negli spogliatoi. Da qui in poi cambierà il destino del River ma soprattutto quello del Boca.

Al fischio della fine del primo tempo, dicevamo, i giocatori del River rientrano nella manga (la manica di protezione di gomma) per andare nel proprio spogliatoio (quello del Boca ha un’altra entrata e gli avversari vengono fatti entrare dal lato della Doce, per creare soggezione). Alcuni pseudo tifosi tagliano la rete metallica di protezione aprendo uno squarcio anche nella manga. Come in un agguato, aspettano i giocatori River e lanciano dentro un mini ordigno contenente gas urticante (gas pimienta). Esplode la mini bomba al passaggio di Funes Mori, Ponzio, Vangioni e Kranevitter: l’esplosione provoca ustioni di primo grado ai giocatori oltre che alla lacrimazione continua dovuta al gas al peperoncino. La partita, dopo un periodo di consultazioni febbrili tra Conmebol e arbitro viene sospesa. Sarà vittoria a tavolino (0-3) per il River. I Millonarios poi andranno avanti nella competizione trionfando in finale contro il Tigres, il Boca sarà squalificato per 4 partite (a porte chiuse) con multa di 200mila $.

Documento eccezionale, sarà una decisione storica.

Non importa la categoria o la competizione, il Superclasico tutti lo vogliono vincere e soprattutto vedere il rivale affondare, è sopravvivenza sociale”.

Final 2018. Ed eccoci ai giorni nostri. L’anno scorso il tempo si fermò per la prima ed inedita finale tra Boca e River. Era la prima volta. Un superclasico in una finale Libertadores, una cosa inaudita, troppo grande perchè qualcuno potesse perdere. La stampa e i media la enfatizzarono a tal punto che probabilmente alla fine qualcuno perse il controllo. Dopo l’andata spettacolare alla Bombonera (ne riparleremo tra qualche settimana) al ritorno ci fu l’ignobile attacco al ‘micro’ (pullman) del Boca da parte di teppisti del River.

Da quel momento in poi tutto il mondo rimaneva col fiato sospeso attendendo gli eventi che sarebbero accaduti; con la percezione comunque che si fosse macchiato indelebilmente uno dei momenti più passionali del futbol.

Ecco cosa realmente accadde quel giorno, tutta la catena di eventi che determinarono, di conseguenza, decisioni mai prese prima. Si raccontano in seguito quei fatti attraverso dei tweet più significativi, raccolti in quel giorno interminabile e nefasto.

L’invocazione al Fair Play

“Ci sono poche cose che sono nostre: l’asado, il mate, il dulce de leche e il Superclásico”.

Juan Roman Riquelme

Attesa spasmodica, rivalità ai massimi livelli. SuperFinal de America, la Mas importante. Effettivamente si era scommesso un bel po di soldi in questo evento diventato ormai mondiale.

Il filmato promozionale della Federazione argentina per la final del Siglo.
Che effetto fa vederlo questo video sapendo cosa avvenne di lì a poche ore? ..
Allenamento a porte aperte alla Bombonera attira 50.000 anime, pronte a spingere gli Xeneixes verso il Monumental.
Quando ancora era una questione sportiva, il giorno della Superfinal.
Sono le 18:52 (italiane) e il Boca lascia tra i tifosi festanti l’hotel Madero dirigendosi verso il Monumental.
Sono le 19:06, è l’inizio della fine.

Le pietre lanciate rompono i finestrini sul lato sinistro, parecchi. il Bus ora sfreccia velocemente dentro la pancia dello stadio mentre la polizia ..già la polizia, tenta di disperdere i teppisti col gas lacrimogeno. Scelta che si dimostrerà di nuovo sbagliata: Tevez ed alcuni compagni entrano nello spogliatoio vomitando per gli effetti del gas, Pablo Perez ha dei tagli vicino all’occhio e una lesione oculare e come se non bastasse lo stadio è già strapieno. E’ avvenuta l’apocalisse in neanche 1 minuto di follia, solo 15 secondi che da qui in poi faranno deragliare per la prima volta una finale di Copa Libertadores.

E ora che si fa? Se lo chiedono tutti.

Il bus entra nella pancia del Monumental, Ormai il Superclasico è compromesso.

Sono momenti concitati. Il Boca dopo lo shock si rifiuta di giocare. anche appellandosi a ciò che tre anni prima accadde a suo svantaggio (gas pimienta). Il River difende l’integrità della pertita dicendo che l’assalto è avvenuto per negligenza della polizia che non ha garantito la sicurezza fuori dal raggio di competenza della società (100 m), Infantino, presente, gli tocca ingoiare il rospo: “Voglio un responsabile”, tuona, Dominguez (Conmebol) non sa cosa fare e cerca di far giocare posticipando la partita più volte. Nel frattempo si dimette il ministro della sicurezza di Buenos Aires che dichiara: “C’è stata una falla nel sistema”. (Ma va?)

Dentro al bus del Boca nel momento più drammatico. Immagini surreali.

Così non si può giocare, è innegabile. Pablo Perez va a farsi controllare l’occhio presso ad una clinica oculistica fuori dallo stadio e viene visitato anche dal medico Conmebol (lo stesso della partita del gas pimienta..) che ne dichiara l’idoneità: il giocatore può giocare! Tevez intanto lo spogliatio Boca esplode: La Conmebol si è comportata malissimo con noi, è una vergogna quello che è successo. Perché non danno direttamente la Coppa al River? Tanto fanno sempre quello che vogliono. A parti invertite già avrebbero assegnato la coppa al River. Nel 2015 successe la stessa cosa, per me non si dovrebbe giocare. Che differenza c’è con l’episodio del 2015? Lo stesso medico della Conmebol che nel 2015 disse che i giocatori del River non potevano giocare, oggi ha detto che eravamo in grado di giocare…

Pablo Perez è l’emblema della vergogna che si è consumò quel giorno a Buenos Aires.

Alla fine si raggiunge un accordo tra River e Boca per non giocare in quel giorno. Si firma il cosiddetto ‘patto tra gentiluomini’ nel quale il Boca si impegna a giocare il giorno dopo. Angelici (pres. Boca) firma e attira così le critiche dei suoi tifosi che lo accusano di tradimendo per essersi accordato col nemico, anziché ‘andare per i punti’.

Il famoso Patto tra gentiluomini tra D’Onofrio (River), Angelici (Boca) e Dominguez (Conmebol).

La partita, dopo due rinvii orari, viene definitivamente rinviata al giorno dopo. Durante il deflusso dei tifosi dagli spalti ci sono scontri con la polizia. Fortunatamente non ci sono quelli del Boca per la trasferta vietata: sarebbe stato l’inferno.

La partita viene rinviata al giorno dopo. o almeno si pensava così..

La delusione è palpabile. Infantino deve digerire il suo più grande flop, i tifosi del River (la stragrande maggioranza) se ne ritornano a casa con le pive nel sacco, domandandosi il perché di quell’attacco così efferato. D’ora in poi sarà una partita a scacchi tra River, Boca e Conmebol. I tifosi di ambo le tifoserie staranno a guardare col fiato sospeso le mosse degli altri.

Il giorno dopo è ancora il caos. Il Monumental è posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria per gli scontri con la polizia (poi col pagamento di una multa sarà di nuovo agibile). Poi accadono molto velocemente le seguenti situazioni:

  • Il Boca si pente dell’accordo e non vuole giocare presentando un documento formale,
  • il River non ci sta e accusa il Xeneize di codardìa per la parola rimangiata e per il patto tradito,
  • il Monumental è stracolmo e aspetta il fischio d’inizio,
  • la Conmebol vorrebbe giocare ma, constatata la posizione irremovibile del Boca decide di sospendere definitivamente la finale.
  • Ora il River è furibondo e si pente di aver fatto l’accordo coi ‘nemici’.
  • È ufficiale, non si gioca (e non si giocherà mai più la final al Monumental). Il tribunale disciplinare Conmebol, a distanza di qualche giorno rigetterà la squalifica del club Millonario incolpando di quanto accaduto la policía, rea di non aver garantito la sicurezza al di fuori della zona di competenza River. La Conmebol prende la palla al balzo e col pretesto della sicurezza fa giocare la finale in Europa, a Madrid. In realtà è per una questione prettamente propagandistica ed economica. Il Boca, dopo il pronunciamento Conmebol si appellerà al Tas per squalificare il River.

A distanza di un anno si aspetta ancora la sentenza definitiva.

L’account twitter del Boca rimane muto per tutto il giorno..
Il giorno dopo..

calcioargentino.it

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