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Dopo otto anni e mezzo di emozioni indelebili arriva il momento concreto dell’addio. Marcelo Gallardo saluta tutti per l’ultima volta, commuovendo l’intero popolo millonarios al Monumental. Dopo l’annuncio ufficiale dei giorni scorsi si tocca l’apice del pathos per l’ultima partita in casa. El Muñeco, prende il microfono e il Monumental si azzittisce in religioso silenzio. Sono le ultime parole del tecnico ai tifosi.

“Sinceramente non so da dove cominciare” esordisce Gallardo, che appare quasi in imbarazzo nel contesto. “Il mio legame con River… Sono davvero un privilegiato. Mai in vita mia sognavo di vivere una cosa del genere, essere qui in questo momento, in questo luogo, con un grandissimo groppo in gola, con la paura di parlare… Sono totalmente emozionato, più di quanto potessi pensare” ammette Gallardo, prima di essere sommerso da applausi e cori dei numerosissimi presenti.

MAMMA. “Oggi voglio solo ringraziare, perché è l’unica cosa che devo fare. Il mio legame con il River nasce da una vita. Ho molti ricordi, troppi, per la strada percorsa fin qui, e voglio iniziare ricordando in questa festa della mamma (ieri si è festeggiato in Argentina ‘el dia de la Madre’) la donna che mi ha dato la vita e che sicuramente sarà molto orgogliosamente seduta in qualche luogo, lassù in cielo. Auguri a tutte le mamme! Io ricordo la mia, con grande affetto e con tanto amore. Quando ero piccolo mi accompagnava ad ogni sessione di allenamento, mi abbracciava e mi portava dovunque dovessi andare. Fino al giorno in cui se ne andata, si è sempre seduta sugli spalti e aspettava un mio abbraccio nello spogliatoio. Quindi, grazie ‘vieja’, dovunque tu sia lassù in paradiso, per avermi dato la vita”, conclude tra le lacrime Marcelo.

STAFF E GIOCATORI. I ringraziamenti poi si estendono a staff e giocatori.“Grazie alla mia famiglia, che mi ha supportato in tutto questo tempo. Grazie a tutto il mio team di lavoro, che ha lavorato sempre tutt’uno con me. Sono nel mio cuore, hanno fatto parte di me per tutto questo tempo. Un grazie ai giocatori. Molti di loro sono passati in questi otto anni, molti. Sono loro i veri protagonisti. Non ho più parole di ringraziamento per ogni singolo giocatore che ha avuto l’onore di indossare questa maglia, che ha dato il massimo in ogni sessione di allenamento”.

FAMIGLIA RIVER. “Il River mi ha insegnato un modo di vivere, un modo di essere, un modo di rispettare, e noi abbiamo avuto la fortuna di vincere, provando emozioni indelebili che rimarranno per tutta la vita. Abbiamo anche perso e nella sconfitta mi sono sentito più orgoglioso, perchè impari una lezione che ti permette di essere umano, cadendo, ma scoprendo nuova forza per continuare. Siamo stati una grande famiglia, una famiglia che ha fatto di tutto per vivere ogni momento incredibile. E’ questa la cosa più bella che lascio”.

DIRIGENZA. “Grazie alla dirigenza, al suo presidente”. E rivolto a Rodolfo D’Onofrio, ex presidente: “Grazie perché hai creduto in me e perché mi ha sostenuto e accompagnato. In otto anni e mezzo penso che tu sia sempre stato al mio fianco e voglio ringraziarti con tutto il mio cuore.” Poi verso Enzo Francescoli, anch’egli in lacrime. “Grazie a Enzo perchè che mi ha dato questa possibilità. Si è fidato di me e mi ha accompagnato in questo lungo viaggio. Sempre con la voglia di migliorarci, di fare bene, di godere i trionfi, grazie Enzo”.

TIFOSI. Dolcis in fundo, i fedeli compagni di questa incredibile avventura, i tifosi. “Grazie a tutti voi che mi avete fatto sentire davvero speciale per più di otto anni. Grazie per il vostro amore, grazie per avermi dato il vostro cuore. Il mio legame, come ho detto, non è un contratto di un anno, due o tre o otto, il mio legame col River è per tutta la vita e certamente ci rivedremo più avanti. Grazie davvero, con tutto il cuore”.

Se ne va con grande dignità l’allenatore più vincente della storia del Millonario, dopo esser riuscito a toccare il punto più alto del club, compiendo l’ardua impresa di far dimenticare il baratro del descenso. E’ stato bandiera, idolo, il River impersonificato. Si chiude un era irrepetibile per il River e per Gallardo stesso. Da domani per la prima volta dal 2014 le due strade si divideranno, per un futuro, che si preannuncia denso di grandi novità per entrambi i protagonisti degli ultimi otto anni.

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