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Rimpianti e polemiche. Questa è l’eredità che lascia il ritorno del quarto di finale tra Estudiantes e Atletico Paranaense, vinto dai brasiliani grazie a un gol nei minuti di recupero nell’unico pericolo degno di nota dei visitantes. Nonostante la bruciante eliminazione, l’Estudiantes esce a testa alta dalla battaglia dell’Estadio UNO per la determinazione e la volontà vista in campo. E’ questo forse il rammarico più grande per il tifoso pincha.

PARTITA. È stata una battaglia quella dei quarti di finale di Copa Libertadores. 180 minuti intensi, giocati più col fisico che nel gioco per l’obiettivo prestigioso di far parte delle migliori quattro club del sub continente.

Dopo l’andata in Brasile l’Estudiantes mostra più personalità e trova più spazi per una partita programmata all’insegna del palleggio e dal possesso palla. Mauro Boselli, bomber tornato per dare una mano appositamente per queste partite, è reduce dall’infortunio e sarà della gara solo per il quarto d’ora finale. Il dt Zielinski probabilmente manca di rifornire il reparto offensivo con gli ingressi di Zapiola e Rollheiser al posto dello spento Diaz, ma sono solo valutazioni frutto del senno del poi.

Gara spezzettata dai continui falli dei brasiliani, che appaiono in difficoltà nel primo tempo. Nella ripresa arriva il gol del Pincharrata di Lollo che sembra sbloccare per il verso giusto la pratica semifinali. Sembra, perchè l’arbitro uruguayo Matonte Cabrera annulla per fuorigioco attivo di Morel dopo consultazione della sala Var. L’Estudiantes preme ancor più sull’acceleratore ma il catenaccio verdeoro si dimostra qualità importante nella fase finale.

Da parte brasiliana, solo Fernandinho dimostra di essere all’altezza della situazione. E dall’ex Man City nascerà il cross del gol vittoria Paranaense che deciderà le sorti dei quarti di finale. Vitor Roque, 17 anni, segna al 96′ anticipando di testa/mano il portiere Andújar. Basta questo per far capire che per el Pincha il destino era già scritto. Delusione e veleni finali per una eliminazione dolorosa che necessiterà di tempo per essere completamente assimilata dal caloroso popolo albirojo.

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