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Il Clásico de Rosario e le peripezie delle cinque grandi di Argentina: non ci siamo assolutamente annoiati in questa settima giornata di Primera.

Termina anche il settimo appuntamento del Torneo Socios. L’Aldosivi distrugge il Colon, mentre il Boca trova la prima vittoria della gestione Battaglia. River ancora in difficoltà, non riesce ad aver la meglio del Gimnasia al Bosque. Bene anche il Racing, male il San Lorenzo.

Settima giornata

Aldosivi Colon3-0
BanfieldEstudiantes1-1
Sarmiento ATucuman3-0
Independiente Defensa YJ0-0
CentralCBA Platense2-2
GodoyC Huracan1-1
Velez Lanus5-1
Arsenal Racing0-3
Boca Patronato1-0
Union Talleres1-2
Newells RCentral1-1
SLorenzo ArgentinosJ0-1
Gimnasia River1-1
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In classifica frena l’Independiente in testa, fermato dal Defensa y Justicia. Ne approfitta il Racing che va ad una lunghezza dalla vetta. Occasione sprecata River, reagisce il Boca che risale la china, il San Lorenzo è in caduta libera.

Independiente 0-0 Defensa YJ

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Manca il Rojo l’appuntamento con la terza vittoria consecutiva, frenando in vetta della classifica. L’Independiente ‘sbatte’ contro il muro Defensa y Justicia, stranamente accorto e in modalità difensiva. E’ la sfida degli ex Pizzini e Blanco ma soprattutto di Beccacece, passato da queste parti prima di tradire il Diablos per gli acerrimi rivali del Racing. Dettagli. I padroni di casa premono con la manovra di gioco e sembra che da un momento all’altro possano passare. Silvio Romero non appare nella serata migliore, dato che fa cilecca più volte davanti all’estremo difensore Unsain. La partita sembra bloccata, fino a quando al 90′ Pizzini, ha la clamorosa occasione di sbancare Avellaneda. Si presenta tutto solo a tu per tu col portiere Sosa, ma l’arquerazo compie un autentico miracolo sventando la minaccia. A fine partita lo stesso portiere, contento ma un po’ deluso, dirà ai microfoni: “Torniamo con l’amaro in bocca perché avevamo la possibilità di difendere il primo posto in casa. Ci abbiamo provato ma il loro portiere è stato molto bravo”.

Ma le dichiarazioni più toccanti sono quelle dell’Emperador a fine partita, quando decide di raccontare ad una emittente radiofonica la sua delicata situazione personale: “Mi sto godendo quello che posso, ciò che mi è successo è stato duro. Ho perso la mia compagna dopo aver vissuto insieme per 45 anni, ma devo andare avanti per i figli e nipoti. È dura di notte quando torno a casa, ma devo continuare..” Un grande Julio.

Boca 1-0 Patronato

Serviva la scossa e scossa è arrivata. La prima di Sebastian Battaglia, flamante tecnico della prima squadra, passerà agli annali come vittoria fondamentale per il proseguo della stagione, ma anche risultato necessario per non battere il record della serie più negativa del club. Battaglia fa cambiamenti abbastanza logici e razionali. C’è solo un attaccante? Gioca con un solo attaccante; si ritrova con diversi trequartisti? Gioca con due fantasisti alle spalle dell’unica punta. Concetti probabilmente estranei a Miguel Russo, in piena confusione nei moduli e nella formazione. Ah la formazione. Il nuovo dt ripristina la linea verde formata da Zeballos e Varela, messi fuori ‘rosa’ dal Russo, dopo alterchi con i componenti dello staff tecnico. Segnale inevitabile che il cambio era necessario.

Il Patronato esce a testa altissima, interpretando al meglio una gara dalle mille insidie. Gioca senza pensieri la squadra di di Ivan Delfino, che sfiora ripetutamente il gol. Anzi per la verità, lo realizza pure, ma viene annullato per una ‘presunta’ e fantomatica carica al portiere. Conquista 3 punti d’oro il Xeneize con un gol del Nueve Vasquez, titolare dal primo minuto, che momentaneamente allontana polemiche e pressioni. Le parole di Battaglia a fine gara sono di speranza per il prossimo futuro: “Ho visto il gruppo con predisposizione al sacrificio e con atteggiamento positivo. Ci saranno momenti in cui olieremo l’affinità tra di noi, per adesso andiamo avanti con questa idea di gioco.” E poi concludendo: “Ci aspettano davanti molte partite ravvicinate, forse non è così che volevamo lavorare, ma faremo il possibile per essere all’altezza e migliorare le cose che sono da migliorare.”

Arsenal 0-3 Racing

E’ ancora presto per dirlo, ma consegnare le chiavi della prima squadra a Claudio Úbeda probabilmente si è dimostrato un grande affare per l’Avellaneda, lato Academia. Non solo per i sei punti su sei conquistati nelle ultime due partite, ma soprattutto per l’atteggiamento mentale della squadra, risultato dell’approccio più moderno del giovane tecnico ex Reserva. La formazione che affronta l’Arsenal in trasferta sembra resettata a livello psicologico, concentrata unicamente sulle indicazioni tattiche proposte dal corpo tecnico. Ed è questa la notizia positiva che arriva dal Viaducto, oltre che naturalmente lo 0-3 finale. Il tempo per migliorare i dettagli ci saranno, se la squadra continuerà con questa nuova attitudine.

Tomas Chancalay appare sorridente al termine della sfida contro l’Arsenal, e ne ha ben donde. Dopo la doppietta e dopo il gol olimpico di settimana scorsa direttamente da calcio d’angolo, il ragazzino sta maturando più in fretta del previsto, verso dimensioni che adesso diventano davvero interessanti. Il ragazzo, di proprietà del Colon (che si sta sfregando le mani) è al suo 13° gol in 28 partite nel solo 2021. Considerando che ha solo 22 anni, verrebbe voglia di seguirlo attentamente nel prossimo futuro, dato che vale appena 4M $. Lui però, non si monta la testa e rimane umile, dimostrando una certa maturità fuori dal comune. “Stiamo giocando più offensivamente come squadra ed era ciò di cui avevamo bisogno. Nel calcio a volte giocare bene non significa vincere. I gol? Ho segnato solo grazie a Dio e ai compagni.” Continua così Chanca!

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Ancora in situazioni critiche l’Huracan e il Godoy Cruz, nonostante il Tomba stia facendo un signor campionato: E’ la contraddizione del Promedio.

San Lorenzo 0-1 Argentinos

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Terza sconfitta consecutiva con terza partita senza segnare e a Boedo è crisi ufficiale. E’ svanito come nebbia al sole la squadra che ci aveva illusionato nelle prime quattro giornate, col suo gioco frizzante e in certi versi arrembante, quando convinceva i più della critica. Ma le gioie in questo barrio sembrano effimere, sfuggono velocemente, non bisogna dargli troppo peso. Non partono titolari i gemelli Romero per scelta tecnica, con Montero che schiera una formazione che non convince fin dall’inizio. Ma superando le scelte tecniche, appare squadra floscia, senza idee, senza nervo, con mille problemi a compiere tre passaggi di fila. L’Argentinos al contrario è equipo pragmatico, senza fronzoli, quando punge è per farti male, come al 6′ quando l’ex Reniero firma sottoporta la condanna per i padroni di casa. Nella ripresa è San Torrico a metterci più di una pezza per evitare umiliazioni peggiori, ma la maledizione sul Ciclon continua. Dopo Soso e Dabove, Montero inizia a sudare freddo. E siamo appena alla settima.

“Mi assumo responsabilità sul lavoro che stiamo facendo. Dobbiamo essere sereni per gestire la partita con tutti gli effettivi che ho a disposizione, dice l’Uruguayo. Non si può negoziare con l’atteggiamento. Come dico sempre, mi assumo la responsabilità del gioco e così via, ma chi entra in campo deve mettere un atteggiamento ben definito. Questo è il calcio e non c’è nessun mistero. Vedo la difficoltà di creare situazioni e finalizzare.” Ma non c’è tempo. Venerdì prossimo sarà durissima contro l’Estudiantes. È lì che sapremo di più del futuro di una squadra, ancora alla ricerca di una identità.

Gimnasia 1-1 River

E’ ancora malato il River, reduce dalla scoppola rimediata in Libertadores. O almeno, dopo 4 minuti sembrava l’esatto contrario, dopo il gol di Mati Suarez, imbeccato dal lancio millimetrico di De la Cruz. Niente di più sbagliato. Tre minuti dopo el pulga Rodriguez (soprannominato pulga per l’altezza), pareggiava il conto ..con un imperioso colpo di testa. Sì, avete capito bene, il folletto di San Miguel de Tucuman beffava i giganti della difesa millonaria con cabezazo da centravanti consumato. Inevitabilmente il resto della partita si rivelava un assalto al castello tripero, che però non riusciva nonostante le variazioni in corsa del Muñeco. Ci vorrà inevitabilmente del tempo per metabolizzare il lutto Libertadores e proporre nuovi progetti di conquiste future. Tempo che purtroppo il River non ha, dati gli impegni ravvicinati di campionato. Bisognerà navigare a vista data la situazione, con un Gallardo, che a fine partita lanciava un messaggio abbastanza forte alla squadra.

“Dobbiamo reagire dopo questa serie negativa. Non possiamo continuare in questa modalità. L’unico modo è quello giocare al meglio delle nostre capacità e di convertire le occasioni che generiamo. Se non ci riusciamo diamo possibilità al rivale. Dobbiamo ‘recuperare la memoria’. Bisogna tornare a giocare come facevamo, e per avere questa possibilità, dobbiamo reagire il più rapidamente possibile “. Deciso il Dt, che si aspetta una reazione caratteriale e di prestazione importante. Dopo le convocazioni delle Selecciones per le Eliminatorie il River ha fatto richiesta alla Liga di poter posticipare le gare contro Sarmiento e Independiente a causa dei giocatori nazionali che saranno disponibili. Tempo utile (se verrà accolta), per una riorganizzazione a livello mentale della squadra.

Newells 1-1 Central

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Il Clásico a Rosario è una partita sacra. Se si tifa Lepra o Canalla fa lo stesso, in città la settimana della stracittadina ha un sapore particolare. Probabilmente con un aroma più passionale rispetto alle altri parti del mondo. Pasión, locura, considerando anche i banderazos dei tifosi alla previa della partita, unica occasione degli hinchas per stare a contatto con la squadra prima della clasico. Sulle panchine appaiono Gamboa e Kily Gonzalez, compagni nel Boca nel 1995/96 assieme a gente del calibro di Diego Armando Maradona,Claudio Caniggia, la Brujita Juan Sebastián Verón e il Manteca Martínez.. In campo, grande intensità per due squadre che non si risparmiano in nulla. In fondo, la posta in palio è altissima: vincere un clasico equivale ad entrare direttamente nella storia. Ebbene, dopo un primo tempo equilibrato, ci pensa nella ripresa il laterale Central Damián Martínez ad aprire le marcature. Grande esultanza per il Kily, ma durava poco. Solo una manciata di minuti più tardi, Maxi Comba faceva la magia liberandosi della marcatura, assistendo Nico Castro, che da fuori area firmava il pareggio.

Pari giusto tutto sommato per quanto visto, ma al termine il tecnico Newells Gamboa non si dava pace: “Non sono tranquillo né contento perché dentro di me, da dodici anni aspettavo di tornare al club per vincere un clasico, ma purtroppo non siamo riusciti a farcela. La verità è che mi fa male per tutta la nostra gente. Abbiamo lasciato il ritiro e non c’era modo di arrivare allo stadio perchè tutte le strade coperte di rosso e nero. Penso che non sia stato un risultato giusto. Meritavamo di vincere. Rimane l’amaro in bocca di non essere riusciti a dare alla gente quello che tutti volevamo”.

Di ugual visione, ma dal fronte opposto il Kily, che a sua volta non riusciva a farsene una ragione. “Non sono soddisfatto. Abbiamo generato almeno 10 palle gol, mentre loro, con il nostro errore hanno trovano il gol. I tifosi del Central deve essere più che soddisfatti. Siamo venuti in questo campo per essere protagonisti, per essere aggressivi, per portare a casa tre punti storici. Sono stati fortunati”. Anche senza pubblico il Clasico è sempre il clasico.

Prossimo turno

Si rigioca subito! Partirà martedì 24 e termina venerdì notte il niovo turno infrasettimanale per continuare a sognare con il futbol argentino. Il River torna al Monumental dove affronta il lanciatissimo Aldosivi di Fernando Gago, con la Banda che non può più permettersi altre figuracce. Boca in trasferta a Vicente Lopez, San Lorenzo che rischia molto a La Plata contro l’Estudiantes. Interessante anche Argentinos-Talleres. Independiente alla difficile trasferta di Tucuman, Racing più agevolato contro il Central Cordoba. Fecha tranquilla tutto sommato..


calcioargentino.it

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