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Oggi sarà una giornata storica per il San Lorenzo. Il governo cittadino approva finalmente la Rey de la Rezonificacion dopo anni di lotte e battaglie. Per l’occasione abbiamo intervistato il ‘padre’ della ‘Vuelta a Boedo’, Adolfo Res.

Il 5 agosto 2021 è in programma una vera “finale” per il Club Atlético San Lorenzo de Almagro. Una partita che non disputerà sul rettangolo verde ma avrà luogo nelle sale della Legislatura della Ciudad Autónoma de Buenos Aires. Il tema del giorno sarà l’approvazione definitiva della Ley de Rezonificacion necessaria per poter iniziare i progetti per la costruzione del nuovo stadio in Avenida La Plata 1700 nel Barrio di Boedo dove sorgeva “El Viejo Gasometro”, lo stadio storico del San Lorenzo edificato nel 1916 ed espropriato dalla dittatura militare degli anni ‘70.

Nei terreni poi venduti alla multinazionale francese Carrefour venne edificato un supermercato. Nel frattempo la squadra fu costretta a girovagare per oltre un decennio, affittando di volta in volta stadi degli altri club della Capital fino alla costruzione di uno stadio di proprietà nel 1993. Il “Nuevo Gasometro” venne edificato nel Bajo Flores che, pur non essendo troppo lontano da Boedo, non ha potuto mantenere quel legame indissolubile con “el barrio”.

Nei primi anni 2000 alcuni tifosi iniziarono a lottare per il definitivo ritorno (La Vuelta) del San Lorenzo a Boedo. Alle prime marcie del 2004, seguirono la “Ley de Reparación Histórica” del 2006 e le 110 mila persone a Plaza de Mayo nel marzo 2012 per la “Ley de Restitución Histórica”, che permise al club di comprare i terreni occupati da Carrefour. Venne organizzata una raccolta fondi tramite un “Fideicomiso” con il quale si misero in vendita simbolici “metros cuadrados” del futuro stadio di Av. La Plata. La gente del Ciclon partecipò con orgoglio e si raggiunse la fantastica cifra di 8 milioni di dollari che sono stati utilizzati per l’acquisto del terreno, concretizzato definitivamente il primo luglio 2019.

Abbiamo oggi l’onore di intervistare il principale fautore di questa incredibile storia, il carissimo Adolfo Res.

Ciao Adolfo, un piacere ed un onore poterti intervistare. Innanzitutto volevo chiedervi una breve presentazione al pubblico italiano: chi è Adolfo Res?

Per prima cosa voglio cogliere l’occasione per salutare tutti i tifosi italiani. Mi chiamo Adolfo Res e sono uno storico del San Lorenzo de Almagro. Da ormai diciotto anni conduco un programma radiofonico che racconta tutta la storia del Club, non solo a livello calcistico ma anche sportivo e culturale. Ho scritto cinque libri sulla storia del Ciclon e sto completando il sesto. Sono stato io ad iniziare questo “sogno collettivo” che consiste nel recuperare il nostro posto nel mondo, ossia, in Avenida La Plata 1700.

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Quando hai iniziato a pensare alla “Vuelta a Boedo”? Come ti è venuto in mente?

Questa idea è nata nel 1998. All’epoca in Argentina era in corso una grave recessione economica: avevo un negozio che era andato male ed iniziai a lavorare come taxista. Lavorando molte ore al giorno, capitava spesso di fermarmi a fare rifornimento in una stazione di servizio nel quartiere Palermo. Durante quelle soste iniziai a fare amicizia con alcuni colleghi ed in particolare un taxista tifoso dell’Almirante Brown che attualmente vive in Spagna. Un giorno mi raccontò che aveva appena lasciato un cliente nella zona del Carrefour e si chiedeva come diavolo avessimo potuto perdere uno stadio che sorgeva in posto del genere, così centrale e pieno di vita. Fu quello il primo click che diede origine a tutto.

Nei mesi successivi con mio fratello Diego iniziammo a pensare a come poter tornare ad Avenida La Plata. Ci trasformammo in una sorta di predicatori diffondendo le nostre idee in diversi bar, cafè e biblioteche dei quartieri Boedo e Almagro. La prima volta che parlammo in pubblico fu nel café Dante che sorgeva in Av. Boedo 745. Purtroppo venne chiuso nel 2003 dopo 90 anni di attività ma si trattava di un posto veramente emblematico in quanto da lì era transitata gran parte della storia del San Lorenzo: i giocatori, i dirigenti ed i tifosi già dagli anni ‘20 vi si ritrovavano per festeggiare vittorie e titoli del club. Anche noi partimmo da lì.

Mi ricordo che negli anni 1999/2000 distribuivamo allo stadio un volantino che riportava i 10 motivi per tornare ad Avenida La Plata. Così iniziò la nostra battaglia. Due persone sole lottando per questa utopia: la gente e persino i nostri amici ci credevano pazzi in quanto per tornare a Boedo bisognava mandare via una multinazionale molto potente come Carrefour. Non perdemmo mai la speranza, sapevamo che piano piano saremmo riusciti ad avanzare e raggiungere il nostro obiettivo. I fatti ci diedero ragione.

Perché San Lorenzo è così legato al suo quartiere?

Il senso di appartenenza iniziò negli anni ‘20 grazie al brillante lavoro dei dirigenti di allora. Boedo si trasformò in un quartiere proletario e vide nascere diversi gruppi letterari dissidenti che contestavano le disuguaglianze che si vivevano nel Paese. Il centro nevralgico del quartiere, situato all’incrocio tra Av. San Juan e Av. Boedo, si trovava a circa un chilometro dal Gasometro. Il quartiere continuò la sua crescita anche grazie alla presenza del club e per questo motivo le due entità sono così strettamente legate. Nonostante ci siano tifosi in tutto il mondo, Boedo è il cuore di questo club meraviglioso chiamato San Lorenzo.

Il 10 aprile 2005, dopo circa sette anni di lotta insieme a mio fratello per il ritorno a Boedo, nacque la Subcomisión del Hincha della quale siamo soci fondatori. Si generò un bel movimento (mi riferisco alla vecchia subcomision, non quella attuale) che si tradusse in un gran lavoro per “la vuelta”. Fu il motore di tutto, inizialmente ottenemmo un terreno che trasformammo in una piazza intitolata al padre Lorenzo Massa (figura chiave e da cui prende il nome il club) per arrivare poi alla famosa legge del 2012. Grazie al gran lavoro della Subcomisión siamo riusciti a concretizzare il nostro sogno.

Oltre a tuo fratello Diego, chi ha collaborato con te in questo meraviglioso progetto?

Potrei fare molti nomi e molte storie, per me è stato fantastico lavorare con Daniel Peso tra il 2010 quando presentai il progetto di “Restitucion Historica” (il 11 novembre lo portai alla Legislatura in qualità di vicino). E da lì con Daniel Peso abbiamo letteralmente “vissuto” dentro a quell’edificio. Pensate che partimmo con zero voti e finimmo con un 50-0 (50 favorevoli, nessun contrario). Abbiamo militato nella Legislatura per convincere i politici della bontà del nostro progetto, ovviamente fu fondamentale l’appoggio popolare che si è fatto sentire in tutte le manifestazioni che si sono svolte sia davanti alla Legislatura che in Plaza de Mayo.

A Adolfo Res | Maiocchi, Martel, Paglia, Pierro, Presta, Res, Serrano y  Targa | San Lorenzo y el tango, ayer hoy y siempre

Tempo fa avevamo intervistato Marcelo Culotta, cosa ci puoi dire di lui?

Marcelo è un compagno della Subcomisión del Hincha. Sì è unito alla causa nel 2006 e da allora ha sempre lavorato senza sosta per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi.

Quando ti sei accorto che “la vuelta” poteva davvero concretizzarsi? Sei stato sempre sicuro del successo o ti è capitato di perdere la speranza?

In realtà, il fragore della lotta ti portava a non pensare troppo al momento in sé. Avanzavamo a passi da gigante: considerate che ottenere la Plaza Lorenzo Massa nel 2007 ci diede grande impulso perché si trattava del 13% circa del terreno che apparteneva al vecchio Gasometro. Abbiamo sempre avuto fiducia ma il momento chiave per me è stato il 15 novembre 2012 quando venne approvata la Restitucion Historica perché in quel modo obbligavamo Carrefour a negoziare o ad andarsene. Fu quello il grande traguardo che sembrava impossibile. A partire dal 2013 purtroppo la nuova dirigenza del club, avendo vinto legittimamente le elezioni, ci ha sostituito nei negoziati… e per questo ci hanno messo nove anni. Se avessimo continuato a gestire noi, le trattative sarebbero state portate avanti con un passo più spedito e chissà.. forse a quest’ora avremmo avuto già lo stadio a Boedo.

Immagino che abbiate incontrato molte difficoltà e opposizioni, da parte di chi?

Le difficoltà sono state parecchie, sia dentro che fuori dal club. Gli stessi dirigenti non erano così coinvolti, non so se per motivi politici dato che non avendo avuto niente a che fare ci mettevano un po’ i bastoni tra le ruote oppure perché veramente non avevano a cuore il tema. Se guardiamo i fatti ci sono state molte difficoltà che siamo riusciti a superare, la verità è che non ci siamo mai arresi e abbiamo sempre cercato di andare avanti. Non voglio apparire superbo ma abbiamo sempre creduto nella forza della convinzione e nel valore della lotta. Sapevamo che avevamo la gente dalla nostra parte.

Cosa hai provato il 01/07/2019 quando è stato festeggiato il ritorno a Boedo? Quali sono state le tue emozioni?

Sicuramente è stato un momento molto bello e molto emotivo perché, nonostante i dirigenti abbiano tardato troppo nel concludere la questione, tornare a calpestare quel posto così sacro per me è per tutti i sanlorenzisti è sicuramente una grande emozione. Per me ancora di più dato che ho vissuto quel posto durante la mia giovinezza. Mi ha fatto molto piacere la grande riconoscenza della gente perché mi hanno fatto capire di aver fatto le cose bene, nonostante si tratti di un progetto collettivo e non individuale.

L’emozione è stata enorme in primo luogo perché ho potuto commemorare mio padre (che ci ha lasciato nel 1987) che mi ha trasmesso la passione per questi colori portandomi al viejo Gasometro da bambino; in secondo luogo ho pensato nei fondatori del club perché il solo pensiero che quelle persone calpestarono Avenida La Plata nello stesso posto in cui ci trovavamo noi mi ha generato un’emozione immensa. Fu un momento bello e un sogno che si realizzava.

5A. Cosa si decide il 5 agosto?

Il 5 agosto si definirà la seconda lettura prevista dalla Legislatura Porteña. Il San Lorenzo aveva una “zonificacion” che gli permetteva di mantenere lo stadio e il club fino al 1983. All’arrivo di Carrefour c’era una legge che impediva la costruzione di ipermercati, la multinazionale comprò il terreno a due società fantasma che fecero un accordo con la complicità del governo militare per obbligare il San Lorenzo a svendere tutto.

L’acquisto venne accordato con la condizione che la Legislatura avrebbe concesso la costruzione del supermercato. Nel 1984 in soli 15 giorni venne approvata per la “rezonificacion” ossia il cambio di destinazione di quel terreno che permise a Carrefour di edificare l’ipermercato che venne inaugurato nel 1985. Tutto molto strano…

Fatto sta che la destinazione d’uso del terreno passò da “stadio” a “supermarket”. Una volta restituito il terreno al San Lorenzo, la Legislatura avrebbe dovuto cambiare immediatamente la zonificacion ma ciò non è avvenuto, quindi il club ha dovuto chiederla separatamente. Per l’approvazione del cambio di zonificacion sono previste due letture: alla prima che è già stata approvata a novembre è seguita un’audizione pubblica alla quale hanno partecipato i vicini che hanno approvato con il 91% dei voti la rezonificacion. Ciò che si voterà il 5 agosto è la seconda e definitiva lettura (obbligatoria per legge) del cambio di zonificacion. Una volta approvata, il San Lorenzo sarà in condizione di costruire lo stadio e il club in questo posto che lo ha perduto per colpa della dittatura militare.

Hai mai pensato di candidarti per il ruolo di presidente del San Lorenzo?

Mancano ancora oltre due anni per le elezioni, quello che vogliamo fare è continuare a fornire idee per costruire lo stadio in Avenida La Plata. In primis dobbiamo aspettare per capire cosa succederà con questa tragedia mondiale (la pandemia), una volta superata questa fase vedremo cosa fare. C’è molta gente che mi chiede di formare una buona lista e presentarsi alle elezioni… ma per il momento la cosa più importante per tutti è uscire da questa fase critica e poi ci penseremo. Vogliamo collaborare apportando le nostre idee. Parlo a nome mio, di mio fratello e degli altri collaboratori del “Rincon de las utopias” (L’angolo delle utopie). Sappiamo bene come si fa lo stadio quindi siamo a disposizione.

Bene caro Adolfo, ti ringraziamo moltissimo alla disponibiltà che ci hai concesso per la realizzazione di questa intervista e per la tua incessante e profonda dedizione alla causa cuerva. Ti auguriamo il meglio per te, per tutti i tifosi e per il San Lorenzo de Almagro. Un abbraccio dall’Italia.

(Si ringrazia per la preziosa collaborazione Loren_cuervo).


calcioargentino.it

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