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Recto al arco nomas..Atención se va adelantar Jony…. ORTIGOZAAAAAAAAAAAAALLLLLLLL GOOOOOOOLLLLLLLLLLLLL DE SAN SAN SAN SAN SAN LORENZO ORRTIGOOZA LO HIZO SEÑORES A LOS 36 MINUTOS DE ESTE PRIMER TIEMPO SAN LORENZO DE ALMAGRO 1, no la pasaba bien NACIONAL 0 Ortigoza lo hizo.

[Mariano Closs]

È ufficiale la notizia tanto attesa dai tifosi cuervos: il ritorno al San Lorenzo di uno dei giocatori più idolatrati dalla tifoseria Cuervos. Torna a casa “JonyOrtigoza.

Quante urla, quante lacrime, quante emozioni ha regalato ai colori azulgrana questo giocatore, nella conquista in quella notte magica della Copa Libertadores. Ortigoza è sinonimo di felicità, gioia, soddisfazione per il tifoso del San Lorenzo, e anche se non giovanissimo, il fatto di voler concludere la sua carriera nel club amato la dice lunga sul suo senso di appartenenza alla camiseta.

E’ il 14 agosto 2014. Ortigoza segna il gol più importante della storia del club.

Il regista argentino, naturalizzato paraguayano, ha firmato il contratto che gli permetterà di vestire nuovamente la gloriosa camiseta Azulgrana. Si tratterà dunque della terza esperienza a Boedo per “el gordo”, soprannome datogli con affetto dai tifosi per via del volto paffuto e della tendenza a mettere su qualche chilo di troppo. Il giocatore arrriva dall’esperienza con l’Estudiantes de Rio Quarto, dove ha dato spettacolo in Primera B Naciona.

Pur essendo registrato all’anagrafe come Nestor Ezequiel, nel barrio è stato conosciuto da sempre come “Jony” poiché era un desiderio della madre poterlo chiamare Jonathan. Ma nell’Argentina del 1984, era ancora proibito l’utilizzo di nomi anglofoni a causa della recente sconfitta nella guerra delle Malvinas.

Dopo aver vinto con l’Argentinos il campionato Clausura 2010 formando il miglior “doble cinco” del torneo con il Pichi Mercier, Jony sbarcò a Boedo nel febbraio 2011 per 2,5 milioni di dollari.

La prima stagione e mezza non fu indimenticabile anche a causa delle difficoltà dovute alla pericolante posizione della squadra nella tabla de promedios. Il suo apporto fu comunque importante nonostante ci si ricordi di lui soprattutto per il gol su rigore (la sua specialità) che garantì la salvezza nello spareggio di ritorno contro l’Insituto guidato ai tempi (2012) da un giovane Paulo Dybala.

L’andata a Cordoba, terminata 2-0 per il San Lorenzo, vedeva in quel momento gli ospiti in vantaggio per 1-0. La gente del Ciclón come al solito non aveva abbandonato la squadra “en las malas” e il Nuevo Gasómetro era colmo come per una finale: un errore dal dischetto avrebbe avuto un contraccolpo psicologico devastante. La situazione ideale per dare ad Ortigoza la possibilità di dimostrare il la sua abilità e la sua freddezza dagli undici metri.

Dopo quella partita le strade di Jony e del San Lorenzo si separarono giusto per il tempo di un prestito di un anno negli Emirati Arabi. Al suo ritorno trovò la squadra migliorata, grazie al lavoro di Pizzi che aveva potenziato una generazione di giovani promettenti (Kannemann, Correa, Villalba) sommati all’arrivo di giocatori come Cauteruccio, Nacho Piatti e soprattutto il suo “socio” ai tempi dell’Argentinos: Juanel PichiMercier.

El Gordo “Jony” Ortigoza y el “Pichi” Mercier. Il “doble cinco” campione d’America 2014

Faticò e non poco all’inizio a trovare spazio a causa anche della forma non al top dopo un anno di bagordi in Arabia. Chiuso dalla coppia centrale MercierKalinski, Jony ritrovò il ritmo aggiungendo ai normali allenamenti alcuni tornei serali con gli amici del barrio. Proprio quei tornei che gli avevano permesso di aiutare economicamente la famiglia quando era ancora un ragazzino delle giovanili che viveva in un quartiere del conurbano.

La sua vera passione erano i tornei di rigori che giocava il venerdì sera con suo zio: per avere più chance di vittoria ognuno giocava da solo e in caso di arrivo a premio si dividevano la vincita. Si partiva alle 21 e si continuava fino alle 6 del sabato mattina. Il martedì e il giovedì poi c’erano le partite “mano a mano” ossia una sfida con difficoltà ancor più elevata, con sempre alla base una vincita in denaro, ma in queste serie molto più ricca e ambita.

Tornando al Inicial 2013, il San Lorenzo si giocava il titolo nell’ultima partita contro il Velez. Ortigoza sapeva che sarebbe partito titolare dopo molto tempo in panchina. Per prendere un po’ di ritmo extra, tre giorni prima della “finale” era andato a giocare una partita tra paraguayos a Morón. Probabilmente quella fu la partita in cui venne ‘menato’ di più tra tutte quelle giocate in un “potrero”, ma gli servì a ritrovare la forma. Nella sfida contro il Velez arrivò un pareggio che fu il primo mattone per la costruzione della gloria in Libertadores.

Gli anni tra il 2014 e il 2017 sono stati probabilmente i migliori della carriera di Jony. Il “doble cinco” con Mercier permise al San Lorenzo di vincere la tanto desiderata “Copa” e di essere costantemente nelle prime posizioni del campionato argentino.

Ortigoza ha lasciato il suo marchio indelebile soprattutto sulla Copa Libertadores segnando il rigore del titolo nella finale contro il Nacional. Un rigore pesantissimo calciato con naturalezza e festeggiato sotto la Butteler.

Lo stesso “Gordo” ha dichiarò poi in seguito che quel rigore non fu il più difficile della carriera, in quanto in quel periodo stava bene e aveva la fiducia ai massimi livelli. Quello più complicato fu quello del 2012 dove stava vivendo un periodo davvero disastroso.

Nel 2016 con Guede come tecnico, la sua posizione venne avanzata sulla trequarti nel nuovo modulo 4-1-3-2 per sfruttare ancor di più la sua abilità nei passaggi filtranti. Lo stesso DT lo ha definito come un giocatore che ”ha il campo in testa, sa sempre dov’è il compagno libero”. In effetti gli assist geniali fanno parte del repertorio del gordo.

https://www.youtube.com/watch?v=ClukguObhB0

In ogni caso la storia di Orti con il San Lorenzo sembrava essere definitivamente terminata nel 2017 quando non fu trovato l’accordo per il rinnovo: il giocatore chiedeva un biennale ma la dirigenza gli offrì solo un contratto annuale e il divorzio fu inevitabile, nonostante la tristezza dei tifosi che perdevano uno dei loro idoli moderni.

Dopo un girovagare di alcuni anni tra Olimpia, Rosario Central ed Estudiantes de San Luis, finalmente è arrivato per Jony il momento del ritorno a casa: il neo manager Cetto (ex compagno di Ortigoza nel Ciclón) non ha esitato a chiamarlo per dargli la possibilità di chiudere la carriera con il Club de sus amores. I tifosi entusiasti lo stanno festeggiando quasi come una coppa, sperando di poterne vincere una magari con qualche rigore dell’amato Gordo.

di Loren_Cuervo


calcioargentino.it

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