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Doveva essere un ritorno al fútbol in pompa magna per il calcio argentino dopo più di un semestre. E forse ci avevamo creduto. La sola presenza del neopresidente di Liga Marcelo Tinelli, affermato presentatore televisivo di uno dei programmi nazionali più famosi, bastava e avanzava per garantirne uno show adeguato.

Ed invece si è toccato miseramente, di nuovo, il fondo. Non si riesce a capire come l’autolesionismo di certe istituzioni sia maggiore della voglia di apparire trasparente, almeno in misura accettabile, allo scettico tifoso medio.

Se era singolare, ma dopotutto abbastanza appropriata la location del sorteggio in un campo di calcio, risultava del tutto fuori luogo l’improvvisazione dei 2 dei 3 protagonisti dell‘estrazione, ossia la presentatrice e il dirigente della Liga. L’altro presentatore, Pablo Giralt, l’unico possidente dei tempi della televisione, cercava inutilmente di tappare i buchi che le altre figure creavano. Tutto questo nel sorteggio profesional della Liga Profesional.

Si inizia con un ritardo nel collegamento di circa mezz’ora, probabilmente per creare maggiore suspance, si pensa. Ma immaginate cosa sarebbe successo a Nyon (Uefa) se davvero fosse accaduto lo stesso. Come minimo sarebbero intervenuti i corpi speciali della gendarmeria.

Inizia il sorteggio e subito si nota la ‘Profesionalidad’ della nuova Liga. Il dirigente incaricato di dar lettura dei bigliettini estratti, rimane con il foglio della scaletta in mano, mentre contemporaneamente cerca di aprire le palline (che la presentatrice, senza mescolare gli pone). Non per fare i pignoli, ma perché caro direttore delle operazioni, perchè non appoggi quel foglio e apri quelle palline con due mani, come Dio comanda?

Ma purtroppo è solo l’inizio. L’estrattore tira fuori il bigliettino della squadra (sempre col foglio in mano) lo legge, accenna a farlo vedere in pubblico (la cosa bella dei sorteggi è che tutti possano leggere il nome della squadra, no?) ma il foglietto mostrato con una mano o SI PIEGA su sè stesso o lo stesso dirigente ci mette le dita SOPRA il nome (perché con l’altra mano tiene ancora la scaletta). Gelo.

Vabbè, può capitare si pensa. Ma la cosa si ripete per una, due, tre e molte più volte. Accenna a mostrare il biglietto con una mano e rapidamente lo mette via. Possibile che lì, in quell’angolo dimenticato da tutti, nessuno se ne accorga e non glielo dica?? Possibile che non abbiano fatto una prova prima della diretta televisiva nazionale e web mondiale? Ci si deve fidare per forza di quello che dice questo mamarracho? È questa la nuova trasparenza dell’AFA? È un qualcosa di inaccettabile e imbarazzante. Questi, anche se lo fanno in buonafede, ti istigano per forza a pensar male.

Il sorteggio risulta frenetico, quasi una lotta contro il tempo nel susseguirsi di estrazioni. Si è capito che il tifoso vive di fede, ma così no, non è permesso questo spettacolo indecente, soprattutto dopo oltre 200 giorni di digiuno. La vuelta del fútbol doveva essere fatta per bene, doveva essere una cosa seria, un qualcosa che incarnasse la pasión del fútbol argentino dopo il periodo di tanta depressione e astinenza. Oltre che, l’attenersi e rispettare certi standard qualitativi che il contesto richiederebbe, non è tollerabile sempre e comunque l’improvvisazione.

Cosa ci vuole per creare un po’ di spettacolo, mostrando per bene, con DUE mani, per almeno 3 secondi il biglietto, nel primo piano della telecamera? E che cosa ci vuole mostrare dei filmati tra l’estrazione di una fascia e l’altra, in modo da rendere ancor più coinvolgente il ritmo del sorteggio? Chiediamo troppo? È vero, forse siamo abituati ai crismi della Champions League, ma così no, non ce lo meritiamo e non se lo meritano tutti quei tifosi, che nei social esternano il loro sdegno per l’ennesima figuraccia. È l’AFA amigo, ma che ti aspettavi?


calcioargentino.it

Un commento su “El sorteo de la AFA – Ovvero, quello che non avremmo voluto vedere

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