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Il pallone è tornato a rotolare anche per il Boca. Dopo oltre sei mesi i ragazzi di Miguel Angel Russo, rimasto a Baires a causa della sua condizione di soggetto a rischio, sono tornati a giocare una partita ufficiale conquistando tre punti fondamentali per il proseguo della Libertadores.

Non è stato un periodo facile per il Boca: più di metà della rosa contagiata, le pressioni del Libertad sulla CONMEBOL per non giocare la partita e tante voci di mercato hanno fatto si che questi mesi fossero tra i più complicati della storia recente degli xeneizes. Ecco perché la sfida contro il Libertad era aspettata così ossessivamente dai tifosi azul y oro.

La formazione schierata da Somoza. vice di Russo, presentava parecchi cambi e aggiustamenti, in porta Andrada, che sembra aver allontanato definitivamente le voci che lo volevano altrove, in difesa Jara, Zambrano, Izquierdoz e Mas, a centrocampo Salvio, Fernandez, Campuzano e Maroni e davanti Soldano e il capitano Carlitos Tevez.

Russo ha deciso di lasciare il pallino del gioco ai suoi avversari, cercando di abbassare il ritmo della partita per non mandare fuori giri una squadra in fase di preparazione dopo sei mesi di stop. Il LIbertad accetta di giocare il gioco che gli ha proposto Russo e si impossessa subito del possesso palla cercando molte volte l’uscita dal basso con i due centrali e pressando alto quando il pallone viene perso. Al 6’ dopo una serie di contrasti a centrocampo il Libertad prova a mettere ordine scaricando alla difesa ma Toto Salvio intercetta il pallone, salta due uomini e dopo essersi fatto parare il primo tiro da Martin Silva si ritrova il pallone tra i piedi e sigla il gol del vantaggio.

Anche dopo il gol il copione della partita non cambia molto, la palla ce l’ha quasi sempre il Libertad e il Boca si difende con molto ordine provando a far male sulle fasce in ripartenza. Uno degli uomini chiave per il sistema di gioco pensato da Russo è senza dubbio Jorman Campuzo, il “5” colombiano è impressionante per senso tattico e intelligenza, potrebbe esserci la fine del mondo ma lui sarà sempre là in mezzo a recuperare e smistare palloni, con una lucidità che non ci si aspetterebbe da un ragazzo di ventiquattro anni e una leadership che ricorda molto quella di Seba Battaglia, per citare un pari ruolo.

Il Boca nel finale di primo tempo cala di intensità e concede al Libertad qualche occasione, la più limpida è la rovesciata di Sebastian Ferreira che finisce pochi centimetri sopra la traversa di Andrada.

Nel secondo tempo il Boca vuole alzare un po’ il ritmo e lo fa grazie al cambio, un graditissimo ritorno, al 73’ Somoza sostituisce Tevez con Cardona. Il colombiano, alla sua seconda esperienza nel Boca, non ha perso quella capacità di farsi dare il pallone e poi, quasi fosse sotto una teca, di conservalo e nasconderlo agli avversari. In una situazione di questo genere riceve da Fernandez poco dopo il centrocampo, si aggiusta il destro e fa partire un lancio millimetrico che pesca Salvio che stoppa di destro e trafigge il portiere con un sinistro rasoterra sul secondo palo. 0-2.

La partita conclusasi qualche ora fa ci ha detto molto sullo stato delle cose in casa Boca, innanzitutto che il centravanti che era stato cercato con insistenza dalla dirigenza forse non è poi così indispensabile, Salvio è al 4 gol in questa Libertadores e fra due settimane Abila tornerà a disposizione. La condizione fisica non è ottima ma sicuramente non così bassa come ci si sarebbe aspettati da una squadra ferma da sei mesi. Il rinnovo di Tevez è stato pari, se non maggiore, ad un nuovo acquisto: Carlitos è il leader tecnico e spirituale e la voglia che ha di conquistare la sua seconda Libertadores sprona i compagni più giovani a impegnarsi al massimo.

Il Boca torna dal Paraguay con più note liete che dispiaceri e con la possibilità di mettere una seria ipoteca sul passaggio del turno fra una settimana alla Bombonera contro l’Independiente Medellin.

di Niccolò Frangipani


calcioargentino.it

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