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Il 27 maggio 2012 il San Lorenzo doveva fare solo una cosa: vincere.

Il Clausura 2012 si era rivelato un torneo abbastanza amaro per il Ciclon sotto la direzione tecnica di Madelón, da sempre cuore azulgrana, ma incapace di guidare la squadra verso traguardi dignitosi dopo anni anonimi. Due vittorie, quattro pareggi e quattro sconfitte, questo era stato il bottino fin qui conquistato, pochino. Il problema più grande derivava però dalla classifica promedio retrocessione, sempre più preoccupante dato che il San Lorenzo era precipitato nelle ultime posizioni.

La sconfitta contro il Velez era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. Un piccolo dettaglio poi aveva fatto scattare l’allarme generale: il Dt, da sempre in piedi vicino alla linea laterale del campo, dopo lo 0-2 si era seduto sconsolato in panchina. Piccolo gesto, ma abbastanza innaturale per le sue abitudini, che fece un particolare effetto tra gli addetti ai lavori.

‘La verità è che Madelon non ne ha più’ questo è il pensiero sempre più comune della stampa e dirigenti. Nonostante la sua ferrea volontà di ’dar vuelta’ al semestre, la squadra non sembra seguirlo più e i dirigenti iniziano a sentire sempre più il calore delle fiamme dell’inferno. Dopo la partita, tra la contestazione dei tifosi, il mister rassegna le dimissioni. Viene contattato l’ex ‘bambino’ Veira ma dopo aver ringraziato per l’interessamento, il buon Hector torna nella sua postazione di commento televisiva. La situazione è grave, non è facile trovare qualcuno che accetti una missione suicida. Questo non era più tempo di promesse di bel gioco, bisognava trovare un allenatore che potesse dar battaglia, conquistare quanti più punti possibili per riuscire a raggiungere quantomeno la salvezza. Alla fine chiamano Caruso Lombardi, promettente tecnico del Quilmes, chiedendogli il miracolo. Il Dt accetta di buon cuore e inizia l’avventura verso l’ignoto. Arriveranno 10 punti in sette partite, utili per riuscire a risalire dal fondo della classifica Promedio, prima di San Lorenzo – Newell’s Old Boys la partita dell’infarto per i tifosi cuervos. Occorre uno sforzo in più per uscire dalle sabbie mobili.

È il 4 aprile 2012, Ricardo Caruso Lombardi è il nuovo Dt del San Lorenzo.

Pronti, via e il Ciclón inizia a spingere, andando a un passo dal vantaggio in almeno due occasioni. Al 14’ però ecco il primo colpo di scena: il sinistro educato di Pablo Perez fa partire una saetta da fuori area che finisce sul secondo palo a mezz’altezza. Imparabile, GOLAZO, il portiere Migliore non può far altro che osservare la rete gonfiarsi. È il vantaggio del Newells che gela l’entusiasmo dei 35.000, che a questo punto iniziano a pregare il loro patrono. Lombardi inizia a borbottare qualcosa tra sè e sè, prendendosela anche con il mediano Ortigoza, reo di una marcatura poco efficace. Pochi secondi dopo arriva l’incoraggiamento: “C’è tempo, c’è tempo” urla.

Ma il Newell’s ci crede, d’altronde il Tata Martino in questa Clausura sta portato la Lepra in vetta, giocandosi addirittura il titolo con Boca e Arsenal, situazione impensabile alla vigilia. Passano altri quindici minuti e tra lo sconcerto generale Alvarado esegue un retropassaggio criminale nel quale si avventa come un falco Muñoz, che facilmente raddoppia. La situazione è la seguente: siamo al 30’ del primo tempo e il San Lorenzo perde 2-0. Il terrore di finire in b paralizza i tifosi sugli spalti che rimangono impietriti fino a quando l’arbitro fischia la fine del tempo. Il 27 maggio 2012 il San Lorenzo doveva fare solo una cosa: vincere ..e invece perde 2-0. Caruso Lombardo da combattente qual’è inizia a far tremare le mura degli spogliatoi motivando i ragazzi, perché ancora nulla è deciso, perché c’è un altro tempo e perché sa bene cosa succederebbe se capitasse veramente quello che sta maturando a Parque Flores .

Il Mister cerca di mescolare le carte aumentando il peso offensivo, tanto ormai non c’è più niente da perdere. Entra el Pipi Romagnoli e al 5’ batte un calcio d’angolo, Kalinsky sul primo palo spizza di testa e al centro il puma Gigliotti è lesto a scaraventare la palla in rete. I 35.000 ricominciano a respirare: 1-2. Al 9’ nuovo cambio: entra Carlos Bueno al posto di Alvarado per un 3-1-3-2 disperato. Neanche 20 secondi dopo Buffarini galoppa in fascia (straordinaria la sua partita) e crossa al centro dove lo stesso Bueno (appena entrato!) prende l’ascensore, schiaccia il pallone con la testa e gonfia la rete manco fosse Batistuta. Gol, il San Lorenzo pareggia in dieci minuti! Finalmente il santo patrono risponde alle tante invocazioni e aiuta la squadra, dopo tanto buio si intravede la luce in fondo al tunnel.

Il Ciclon ha recuperato 2 gol e già così sarebbe un’impresa, ma bisogna vincere necessariamente per evitare guai peggiori. Non è che se vince il San Lorenzo si salva, non è ancora arrivata la partita decisiva, ma se non arrivano i tre punti la squadra entra nella spirale dei retrocessioni dirette. La partita ora è totalmente cambiata, in campo ci sono solo gli azulgrana che controllano bene e addirittura ..sprecano l’impossibile con Gigliotti. Caruso Lombardi, dopo il secondo errore del puma si mette in ginocchio con le mani a coprire il volto.

Al 35’ Bueno al limite dell’area con un tiro a giro spedisce la palla sulla traversa. No se puede creer, come dicono da queste parti, es destino maldito.

No se puede creer

I minuti passano e la partita sembra che stancamente possa finire con questo risultato, e invece a 3 dalla fine Romagnoli galoppa sulla sinistra, ne scarta due, alza la testa e crossa al centro per el puma che di testa impatta perfettamente il pallone, girandolo dove il portiere non ci può arrivare. È 3-2, è totale orgasmo per los Cuervos che piangono di gioia dopo aver sofferto, fin lì, le pene dell’inferno. Sono tre punti fondamentali che allontanano il San Lorenzo dalla zona calda della retrocessione diretta. Riuscirà poi a salvarsi grazie allo spareggio salvezza, con Caruso Lombardi che verrà ricordato come il salvatore della patria. Il cuore grande dei giocatori, dei tifosi e dell’allenatore hanno ribaltato il risultato, e’ una remuntada historica, e anche per quest’anno il San Lorenzo non andrà in serie b.

El puma ha appena fatto doppietta, è 3-2. Explota el Nuevo Gasometro

calcioargentino.it

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