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“L’abbiamo preparata molto questa partita, come meglio non potevamo. Domani ce la giocheremo contro una grande squadra”. Esordisce così il Dt del Boca, Jorge Almirón in conferenza alla vigilia della partita più importante della sua carriera, la finale di Copa Libertadores. “Sicuramente, saremo attenti a tutto quello che potrà succedere. Sarà una partita chiusa, tattica, con molte pressioni perché siamo due buone squadre. Sono convinto che la squadra sia all’altezza, questo mi lascia tranquillo. Arriviamo nel nostro momento migliore, con un’idea di gioco abbastanza consolidata. Sarebbe spettacolare se l’Argentina oggi fosse campione del mondo e il Boca, la squadra più emblematica dell’Argentina, potesse vincere un altro titolo. E che dire dei tifosi? La più grande mobilitazione della storia del futbol dice tutto. Speriamo che anche la fortuna sia dalla nostra parte, ne abbiamo bisogno”, ha concluso l’allenatore.

Ha parlato anche Edinson Cavani, che si è espresso sui fatti di violenza accaduti il giorno prima. “Si prova tristezza per quello che è successo. È un momento unico per godersi certe partite, speriamo che non accada di nuovo, che tutto si calmi e che domani ci sia festa”. E poi, riferendosi alla finale: “La verità è che per me è la partita della mia vita, per tutto ciò che implica giocarla, per dove la giocheremo, anche per il momento della mia carriera. Ci sono tanti fattori che mi aiutano a capire che questa è la partita più importante”.

Venerdì è stata anche la giornata del Banderazo xeneize sulla spiaggia di Copacabana. Dopo la repressione le imboscate e la repressione della polizia di ieri si sono svolte nella più assoluta tranquillità le ‘formalità’ che il fútbol argentino richiede nella vigilia di una finale. Decine di migliaia di tifosi xeneizes si sono ritrovate per dare vita a uno spettacolo dai colori azul y oro. La sfida dei tifosi si è conclusa ampliamente a favore di quelli del Boca. Uno spettacolo historico!

4 -fine

Il Boca Juniors è atterrato in Brasile e ha già svolto la prima pratica atletica. È questa la notizia del giorno che allieta i milioni di tifosi nel mondo e avvicina la finalissima tanto sperata del prossimo sabato notte. Pomeriggio più complicato del previsto invece per i magazzinieri del club di Buenos Aires, dopo la dimenticanza di ben cinque valigie di materiale tecnico, rimaste al terminal argentino di Ezeiza per negligenza dalla compagnia aerea Aerolineas argentinas. ‘Arriveranno nelle prossime ore’, assicura la stessa società.

Poco male. Nel centro sportivo del Vasco di Gama il congiunto guidato da Jorge Almirón è sceso in campo per il primo allenamento a Rio de Janeiro. L’allarme acceso a inizio settimana è rientrato con formula piena nel pomeriggio di oggi: El colo Barco, dopo un evento traumatico subìto nella partita contro l’Estudiantes, si allenato regolarmente al pari del gruppo. Sarà dunque abile e arruolabile nella final de America contro il Fluminense, regando così un sospiro di sollievo allo stesso Almirón e ai tifosi. Così, gli undici papabili protagonisti della Final de America, scesi in campo nel primo allenamento brasiliano: Sergio Romero; Advincula, Figal, Valentini, Fabra; Medina, Equi Fernández, Pol Fernández, Barco; Merentiel, Cavani.

CHE STORIE! L’esodo in queste ore sta raggiungendo livelli mai visti prima, ma sarà solo tra domani e sabato che si conoscerà se davvero Rio sarà ‘copada’ da 100-150 mila presenze bosteras, come da ipotesi paventate dai media locali. Scene di incommensurabile gioia ed entusiasmo si registrano già nella città carioca da parte dei tifosi boca, tutto (ancora) nel rispetto più assoluto del rispetto tra le due tifoserie.

Hotel e alberghi della zona completamente sold-out per l’evento. Migliaia già gli arrivati da ogni parte del mondo con conseguenti storie incredibili che emergono giorno dopo giorno dai giornalisti argentini. Come quella del tifoso intervistato dall’inviato di Tyc Sports, Tato Aguilera, che tranquillamente racconta: “Arrivo da Toronto, Canadá e la verità è che non avrei mai pensato di essere qui (a Rio). Ma sabato scorso sono andato al casinó e, puntando 500 dollari alla roulette sul 7 (Séptima), ne ho vinti 17.500”. E poi, con tutta la sincerità del caso ammette: “Sicuramente mi separerò da mia moglie, perchè lei aveva altri progetti con quei soldi”…

Oppure quella del padre tifoso bostero e figlio del River, lasciato a casa col nonno senza console: “Per essere qui a Rio qui ho venduto la Playstation di mio figlio”. Cosa hai fatto?!? Gli domanda l’altro inviato di TyC Sports, Pelliccioni. “Sì, ho venduto la Play di mio figlio, che gliel’ha regalata il suo nonno, anche lui ‘gallina’. Che se la vedano in tv la partita”… O come quelle di tifosi provenienti da Arabia, Kuwait e Emirati Arabi, presenti anche loro nonostante gli oltre 13.000 km di distanza.

Un’altro giorno trascorre nella metropoli brasiliana, con i tifosi del Boca già al ‘settimo cielo’ per l’evento che piano piano sta per arrivare. Fosse per loro, basterebbe anche così.

3 – continua

Il gran circo della logistica si è già messo in moto. Terminato l’ultimo allenamento nel pomeriggio sotto gli ordini di Jorge Almirón, è tempo di pensare al trasferimento a Rio di squadra e materiale tecnico. La delegazione xeneize è partita alle ore 13:40 locali da Ezeiza con un aereo privato diretto all’aeroporto Internazionale di Rio de Janeiro-Galeão per iniziare il sogno chiamato Septima. Lì i giocatori alloggeranno all‘Hilton hotel situato a Barra de Tijuca, a circa 30 chilometri dallo stadio Maracaná e si alleneranno presso lo stadio del Vasco da Gama. Inoltre, sia giovedì che venerdì gli allenamenti saranno aperti alla stampa per alcuni minuti, secondo il protocollo Conmebol. Naturalmente, all’evento sarà presente anche Juan Román Riquelme ma secondo fonti locali il vicepresidente raggiungerà la delegazione solamente nei giorni successivi di giovedì o venerdì.

72 ORE. L’unica modifica conosciuta rispetto alla doppia sfida contro il Palmeiras è l’utilizzo del central difensivo Nico Valentini al posto dello squalificato Marcos Rojo, espulso per doppia ammonizione alla Allianz Parque di San Paolo. Per il resto, secondo le indicazioni della pratica atletica, Almirón potrebbe puntare al conservativo 4-4-2, sistema di gioco già utilizzato nelle trasferte di Copa Libertadores, anche se, ancora è presto per definire con certezza gli undici che scenderanno in campo. Quello che preoccupa lo staff tecnico è il bollettino meteo, impietoso a 72 ore dal gran giorno. Il 70% delle possibilità indica che scenderà pioggia sul prato del Maracaná. Per scombinare ulteriormente gli equilibri di una finale, che viaggia già sul filo del rasoio.

2 – continua

-4 alla finale. Il mundo xeneize trattiene il respiro e guarda con speranza l’appuntamento più importante degli ultimi cinque anni, ad un passo da alzare l’agognata Septima Libertadores, il sogno proibito da ben 16 anni. La previa della finalissima ‘tra los hinchas’ è comprensibilmente divisa da sentimenti di ilusión e stati ansiosi ‘da prestazione’. C’è sì fiducia, ma si vive anche con i piedi per terra, data anche la difficoltà di vincere una partita; situazione mai capitata tra andata e ritorno degli ottavi, quarti e semifinali. Solo grazie ai calci di rigori e alle parate del Chiqui Romero il club è ad un passo dalla Gloria Eterna.

Fotomontaggio, ma forse non troppo.

ESODO. Nonostante i 2.670 km che dividono Buenos Aires e Rio de Janeiro dovremo aspettarci un’invasione xeneizes stimata in più di 100.000 tifosi per l’esodo più imponente del fútbol argentino, almeno secondo i dati forniti dall’ambasciatrice argentina Ana Sarrabayrouse a Rio. “L’invasione è già iniziata da almeno una settimana”, rivela la console a Diario Olé, “ogni giorno arrivano in città migliaia di tifosi argentini, e questo è solo l’inizio”. La spiaggia di Copacabana all’altezza di Avenida Atlantica sarà teatro di un banderazo xeneize venerdì 3 novembre e luogo di festeggiamenti in caso di vittoria finale, dove la consueta allegria bostera si dovrà confrontare con possibili imboscate di delinquenti o peggio, della barra del Flu, gli ultras più intransigenti.

Il possibile contatto tra le fazioni più violente delle due tifoserie è la maggior preoccupazione a far preoccupare le forze dell’ordine locali. Sono difatti in arrivo nella città brasiliana il capi della Doce, la curva più fedele e oltranzista dei colori boca, e questo ha già fatto scattare l’allarme in città, con i corrispettivi ultrà del Flu pronti a reagire in caso di provocazioni.

E saranno proprio le provocazioni a sfondo razzista le minacce più temute dall’ambasciatrice Sarrabayrouse. “Il problema dei gesti razzisti è che, se provati, comportano una pena da tre a cinque anni di reclusione effettiva. È la nostra più grande preoccupazione. Dobbiamo evitare gli scontri e cadere in possibili provocazioni. L’unica cosa che possiamo fare in questi casi è cercare di garantire loro un giusto percorso nel processo”.

1 – continua

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