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L’Argentina mantiene i pronostici e si qualifica ai ¼ del Mondiale superando 2-1 l’Australia, punteggio che non aiuta a comprendere la netta superiorità albiceleste in fatto di controllo gara ma che è logico rispetto alle difficoltà incontrate dall’XI di Scaloni, soprattutto nel 1^ tempo.

Le statistiche offensive generali mostrano la superiorità di Messi & Co con 14 tiri, dei quali 5 in porta [35.7%] vs 5 tiri con 1 in porta [20%] degli australiani, superiorità che si evidenzia anche negli xG con 1.69 xG per l’Argentina contro i soli 0.59 xG dell’Australia, mentre c’è assoluta parità in fatto di xG/tiro con un valore di 0.12 per entrambe [Stats da FotMob]

L’Argentina ha avuto per tutta la gara il controllo della palla con un possesso del 61%, giocando permanentemente nella metà campo dell’Australia, cercando di trovare varchi nel sistema difensivo rivale che prevedeva un blocco centrale molto ordinato e attento, soprattutto nella prima frazione.

La giocata che porta al vantaggio dell’Argentina parte da Messi ma vede la nazionale di Scaloni ben posizionata e reattiva nel leggere gli spazi.

Sugli sviluppi della punizione ribattuta il posizionamento degli argentini è buono e permette di poter sviluppare una manovra veloce evitando che gli australiani possano leggere la situazione e assestarsi, chiudendo le linee di passaggio.

La giocata poi si concretizza grazie alla classe di Messi che prima effettua un contro movimento che gli consente di liberarsi e ricevere la sponda di Otamendi, e poi vede lo spiraglio tra i due difensori australiani, trovando un angolo per nulla scontato.

Nella ripresa l’Argentina mantiene il controllo del gioco, sviluppando la manovra con maggior fluidità, questa volta sfruttando maggiormente l’out di destra con Messi e De Paul

Dalla destra, proprio con De Paul, nasce la giocata del 2-0 di Alvarez che ha visto un’ottima pressione sulla prima costruzione che ha costretto il portiere dell’Australia all’errore, come evidente dai seguenti frame.

Oltre  alla pressione portata da De Paul c’è un buon posizionamento dell’Argentina che va a chiudere le linee di passaggio, accompagnando l’azione del numero 7, soprattutto con Alvarez che conferma la sua grande capacità nel leggere il gioco, nel capire il momento, e effettuare la giocata corretta, in questo caso il raddoppio portato sul portiere australiano con i giusti tempi.

Nonostante il dominio e i 12 tri effettuati nella ripresa, l’Argentina ha rischiato di compromettere la gara concedendo nella parte finale del match occasioni chiare all’Australia, figlie di un calo nel livello attenzionale che contro i Paesi Bassi potrebbe rivelarsi un problema.

In particolare sorprende la facilità con la quale Behich, terzino sinistro di 31, in forza al Dundee United, sia riuscito a penetrare nella difesa di Scaloni con estrema facilità.

Nella parte finale della giocata di Behich, oltre all’estrema facilità che il terzino australiano ha nel penetrare la difesa argentina, si nota la lentezza nella lettura della situazione da parte degli uomini di Scaloni, con addirittura 3 elementi al centro dell’area a marcare la punta rivale, con l’estremo di destra dei 3 a concedere un halfspace enorme, sfrutatto dal giocatore del Dundee United.

Oltre a questa giocata c’è poi stato il gol dei Socceroos, nato da una deviazione si, ma frutto di una giocata sulla sx e di un tiro effettuato dal limite dell’area senza il minimo contrasto

L’Argentina passa ai quarti di finale del Mondiale dove incontrerà i Paesi Bassi, in una classica che ha avuto origine dalla finale di Argentina 78, passando per Francia 98 e Brasile 2014.

La squadra di Van Gaal sulla carta parrebbe inferiore all’albiceleste, ma ha dimostrato di saper leggere le gare e di possedere esperienza e qualità per poter approfittare dei momenti di buio che la Scaloneta continua a mostrare e che dovrà eliminare se vorrà raggiungere la seconda semifinale negli ultimi 3 mondiali.

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