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A pochi giorni dall’esordio mondiale Lionel Messi si confida a Diario Olé. E lo fa esteriorizzando le sue emozioni più intime alla vigilia del prossimo impegno in Copa del Mondo.

Essere il capitano della Selección Argentina non è mai cosa semplice, soprattutto quando ci si appresta a vivere un nuovo sogno mondiale. L’Argentina è da sempre una seria candidata naturale al successo finale, anche se ciò non avviene da ben 36 anni. Se poi è l’ultimo appuntamento di Messi e Di Maria, allora tutto diventa più complesso.

CABALA. “Scaramanzia? No, la verità è che non ci credo. Dipende tutto dai momenti, da come mi pongo nelle varie situazione. La mia carriera frutto della scaramanzia? Spero di no. Penso sempre che sia Dio a decidere. Lui sa quando e qual è il momento.”

COPA DEL MUNDO. Per Messi sarà la quinta Copa del Mundo, record assoluto per un giocatore argentino. “Nella prima Copa del Mundo ero molto giovane. Mi divertivo e allo stesso tempo avevo l’innocenza e la rabbia di voler giocare, di volere di più. Poi, il Mondiale 2014, dove abbiamo fatto molto bene, che è stata un’esperienza indimenticabile, dove mi sono davvero divertito e dove è diventato più chiaro che mai che l’importanza è avere un gruppo forte e unito. Questo alla fine ti porta all’obiettivo principale. Oggi vedo molte somiglianze tra questo gruppo e quello del 2014. Il gruppo e la forza mentale penso siano caratteristiche molto importanti. Un possibile ottavo con Danimarca o Croazia? Sarebbe un errore pensare agli ottavi, bisogna pensare solo alla prima partita. Vincere la prima partita è di fondamentale importanza e credo che segni il resto del torneo”.

IMBATTIBILITA‘. La Selección Argentina arriva al mondiale imbattuta da 33 partite, “E’ una bella statistica e un record che resterà nella storia se raggiungiamo l’obiettivo e raggiungiamo l’Italia (record di 37 partite). Ma non pensiamo nemmeno a questo. Siamo consapevoli che un giorno arriverà la sconfitta, anche se questo gruppo è stato forgiato nella sofferenza. Di fatto, questo gruppo è nato dalla delusione della semifinale di Copa America 2019 persa contro il Brasile e da lì si è generato quello che è siamo adesso. Bene, penso che siamo preparati per andare avanti, anche senza pensare all’imbattibilità”.

BATTAGLIA. “Come sempre, di fronte a queste competizioni importante diciamo le stesse frasi. Ringrazio tutti per l’amore nei nostri confronti, sono speranzoso come tutti voi. Y bueno, speriamo di dare il massimo come sempre. Non sono uno che fa promesse, ma combatteremo contro chiunque perché questo gruppo combatte ogni partita alla pari. Non ho dubbi sul fatto che nessuno ci regalerà niente. Speriamo di far fronte al meglio alle situazioni e speriamo che Dio ci aiuti“.

PRESSIONE. “A livello di pressione, penso che dobbiamo isolarci da tutto ciò che le persone stanno vivendo. Sebbene siamo al centro di una grande ilusión, siamo anche realisti e consapevoli che stiamo attraversando un buon momento, ma che anche che si tratta di un Mondiale, che è molto difficile. Laddove tutti i dettagli si sommano per arrivare alla vittoria, qualsiasi altro dettaglio, allo stesso modo, può lasciarti fuori dal gioco. La fortuna è che questo gruppo affronta allo stesso modo ogni partita, giocando con la stessa intensità e concentrazione. E sapendo bene che dovremo conquistare ogni singola gara non partiamo campioni, come invece pensiamo noi argentini“.

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