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In Argentina si assiste all’ennesimo scandalo Var. Nella sfida contro il Barracas saltano i nervi ai giocatori rojinigros che a fine gara si scontrano con la polizia. L’epilogo sarà di cinque arresti e tante polemiche arbitrali.

Polemiche arbitrali, Var, espulsioni, arresti, succede di tutto nel posticipo serale tra Barracas e Patronato, valevole per la decima giornata di Primera División. Si terminerà con scontri con la polizia, quattro giocatori arrestati e la denuncia di resistenza a pubblico ufficiale.

Troppo importanti i punti salvezza in palio a La Floresta, per due club immischiati nella lotta per non retrocedere. Nonostante l’attesa e la preparazione minuziosa per questi novanta minuti, si assistono a gravi errori arbitrali dell’arbitro Baliño e della sala Var che pregiudicano l’andamento del match e penalizzano la squadra rojinigra di Paraná.

Tutto ha inizio dal gol realizzato da Axel Rodríguez, che dopo 22 minuti porta in vantaggio los visitantes. C’è da aspettare i canonici cinque minuti di controllo prima che il Var annulli per fuorigioco…inesistente. Già nel replay in presa diretta appare avidente l’assist del difensore locale Salvareschi all’attaccante Patronato, ma la decisione arbitrale appare irrevocabile: fuera de juego. Saltano i nervi al centrocampista Nico Castro e all’allenatore Patronato, Nava, entrambi espulsi a fine primo tempo.

Fuorigioco? L’assist è del difensore Barracas

Nel secondo tempo, dopo l’1-1 ‘regolare’ siglato da Colman e Acevedo, ci si trascina fino al novantesimo, dove prende vita l’ultima polemica del partido. All’89’ il Patronato si porta in vantaggio grazie alla prodezza di Raúl Lozano che in inferiorità numerica riesce a siglare così una rete importantissima. Ma dopo l’ennesimo controllo, la sala Var annulla e ratifica un rigore -molto generoso- per il Barracas a inizio dell’azione. Penal confermato e gol per il 2-1 definitivo che chiude ufficialmente la partita.

Al triplice fischio si assiste alla locura più total. Tutto il Patronato accerchia minacciosamente l’arbitro a centrocampo per ‘chiedere spiegazioni’ e la polizia interviene come da cuscinetto. La situazione ben presto precipita e assistono a scene poco edificanti -che mancavano da tanto tempo nei campi in Argentina-, con i giocatori Patronato, ormai fuori controllo, che colpiscono con calci e pugni gli scudi delle forze dell’ordine.

Non finirà certo qui. L’intera squadra e corpo tecnico del Patrón verrà ‘sequestrata’ negli spogliatoi per oltre tre ore dalla polizia, prima dell’ordine dell’arresto di quattro giocatori e un membro dello staff tecnico, accusati di lesioni, aggressione e resistenza all’autorità.

Inevitabilmente, cresce l’indignazione dal tutto il mundo futbolero argentino, che si schiera moralmente a fianco del penalizzato Patronato, vittima oltre modo, di errori arbitrali clamorosi. Un papelón di dimensione enormi per il calcio argentino, che rischia però di non essere un episodio isolato. E’ sempre il VAR lo strumento della discordia, denunciato tutte le squadre per il suo utilizzo non conforme agli standard ideali e affidato ad arbitri non sufficientemente preparati.

Verrebbe poi da dire, non tollerato da quasi tutte le squadre, considerando che il Barracas, club nell’orbita del presidente AFA, usufruisce oggi dell’ennesima chiamata a favore dopo la già contestata gara contro il San Lorenzo. Ma questa, è un’altra storia.

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