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‘El clásico non si gioca, si vince’. E’ questa la regola che Tevez applica al Rosario Central nella storica vittoria nella stracittadina contro il Newells. Carlitos ottiene così la prima vittoria significativa come Director técnico.

Pugno chiuso in segno di vittoria e faccia ancor più determinata. Il Clásico si è appena concluso e sulla cancha del Gigante de Arroyito e Carlos Tevez appare come il vero vincitore della partitissima. L’Apache riesce ad entrare nella storia del club e nel cuore dei tifosi grazie alla garra trasmessa alla squadra, determinante per il trionfo sul Newells. Il Central riesce in un colpo solo a vincere la stracittadina e a rompere l’imbattibilità dei più accerrimi rivali: il giorno perfetto per ogni tifoso canalla.

PARTITA. Dopo il recibimiento del Gigante, sempre di particolare impatto, l’arbitro Espinoza dà il via alle danze. Il Newells di Sanguinetti prende subito in mano le redini del gioco grazie a Pablo Perez, ‘stranamente’ lucido e preciso nelle giocate. Ma se la Lepra spreca l’impossibile con lo stesso Perez, calciando sul palo a pochi metri dalla porta, è il Central che passa in vantaggio quasi a sorpresa su calcio piazzato. Tiro libre perfettamente calciato dal neo acquisto Candia e colpo di testa decisivo di Veliz all’incrocio dei pali, per il gol e il delirio totale dei 50.000 (e più) presenti. El pibe, classe 2003, sale improvvisamente sul tetto di Rosario, sbloccando la gara a pochi minuti dalla fine del primo tempo.

Sanguinetti nel secondo tempo cerca di cambiare registro ma il Central, in fiducia, aumenta i giri motori e prende possesso del Clásico per il grande lavoro di squadra, ma soprattutto, grazie alle precise chiusure di Almada in difesa e la garra di Montoya a centrocampo. E’ in sostanza nella ripresa che la vince Tevez, bloccando le iniziative avversarie grazie a un pressing organizzato e asfissiante. L’Apache si prende così la rivincita dopo le polemiche delle ultime settimane e ottiene la prima vittoria di prestigio nella sua neonata carriera da allenatore.

LE PAROLE. “L’abbiamo vinta con merito. Il Central viene prima di tutto e non c’è nome che lo possa superare”, dice Carlos nella conferenza a fine gara. “Ero fiducioso per la partita perché l’abbiamo preparata molto bene. I giocatori erano convinti di poter fare qualcosa di storico. Siamo sulla strada giusta, siamo stati pragmatici e continuiamo a crescere, E’ una bella giornata”.

Se Carlitos riesce a tenere una sorta di autocontrollo, appare invece in lacrime il ragazzino Alejo Veliz, eroe della partita ed ancora incredulo di ciò che sta accadendo attorno a lui: “Non ho parole per spiegare quello che provo, l’ho sognato ogni giorno”, dice commosso a fine partita. “Non posso dimenticare i miei genitori e mio nonno, che nonostante non avessero un soldo, mi portavano a giocare dovunque. Adesso non ci capisco niente, voglio andare a festeggiare negli spogliatoi e con la mia famiglia, niente di più. Non ho davvero parole”.

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