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Il Banco Central argentino in seguito alle ultime ore drammatiche, decide di bloccare le operazioni economiche in dollari all’estero. Dal punto di vista calcistico, a serio rischio l’arrivo di giocatori extra argentini, tra cui, il colombiano di Miguel Borja al River.

Si acuisce di giorno in giorno la già grave crisi economica in Argentina in seguito alle dimissioni del ministro dell’Economia Martín Guzmán, il politico scelto dal presidente Alberto Fernandez per condurre le trattative con il Fondo monetario Internazionale. A fronte dell’inflazione galoppante nel Paese e a seguito della continua svalutazione del Peso (PA) in rapporto al Dollaro, il Banco Central argentino ha annunciato che non autorizzerà operazioni all’estero in dollari statunitensi (USD).

La misura mira alla frenata speculativa della valuta interna ma limita ulteriolmente le attività imprenditoriale import/export, aumentando l’incertezza dei mercati. Dal punto di vista calcistico la decisione governativa complica notevolmente i trasferimenti di giocatori da paesi extra argentini verso i grandi club. Il caso più eclatante è il programmato arrivo di Miguel Borja, attaccante colombiano del Junior Barranquilla, già in accordo con il River Plate ma che ora potrebbe saltare a causa del decreto restrittivo.

Tutto questo, mentre si registra un forte rialzo del cambio con il dollaro ‘parallelo’ (dolar blue) e il crollo delle obbligazioni statali in borsa. Si preannunciano giornate calde nonostante il termometro nella Capital sfiori i 7 gradi: l’instabilità economica e politica è destinata a crescere nel breve periodo nonostante le rassicurazioni governative e bancarie.

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