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Terminata la Copa de la Liga è tempo di dare i voti. Ecco chi ha sorpreso e chi ha deluso le attese.

La prima parte di temporada del fútbol argentino è andata ormai in archivio, con la fine della fase a gironi di Copa Libertadores e Copa Sudamericana e, soprattutto, con la finale di Copa de la Liga Profesional che ha visto il Boca Juniors imporsi facilmente sul Tigre con le reti di Rojo, Fabra e Vázquez.

Ma questo torneo ci ha lasciato di più dell’ennesima coppa vinta dal Boca sotto la gestione Ameal-Riquelme: è stato un crescendo che ha divertito ed intrattenuto sempre di più, diventando appassionante durante la fase ad eliminazione diretta.

Dopo i verdetti del campo e dopo le conseguenti celebrazioni, a pochi giorni dall’inizio del campionato che riempirà il secondo semestre, argentino, tiriamo le somme su promossi e bocciati:

Top

I migliori giocatori della stagione sono stati senz’altro Sebastián Villa, Enzo Fernández e Mauro Boselli. Se il colombiano ha risolto molte partite con la sua imprevedibilità (una su tutte, il Superclásico), Enzo si è preso il palcoscenico dei Millonarios, attirando le sirene di molte squadre europee. Su Boselli, che dire: l’Estudiantes aveva bisogno di un bomber per alzare le proprie ambizioni, e lui ancora una volta ha risposto presente, terminando la Copa da capocannoniere con 10 gol.

Flop

Chi ha deluso, invece, è stato Juan Fernando Quintero, riaccolto dal River Plate in pompa magna dopo l’anno in Cina ma dimostratosi l’ombra di se stesso, quasi incapace di reinserirsi negli schemi di Gallardo. A lui aggiungiamo anche Ricardo Centurión, che al San Lorenzo cercava rilancio ma ha trovato solo un contesto disastrato e ci ha messo del suo col solito atteggiamento autodistruttivo.

Giovani

La linea verde, in Argentina, dà sempre ottimi spunti, e anche questa Copa non ha tradito le aspettative. Le giovani stelline che hanno rubato la scena sono state, su tutti, Equi Fernández e Carlos Alcaraz. Il centrocampista del Tigre, in prestito dal Boca, ha trascinato i suoi fino alla finale, dimostrando che può fare il titolare e mettendo nel mirino la maglia Xeneize in un futuro prossimo. Il trequartista del Racing è stato una delle scommesse vinte di Fernando Gago, vera e propria spina nel fianco degli avversari con i suoi inserimenti offensivi.

Allenatore

La lotta per la miglior panchina del torneo si riduce a due contendenti: Ricardo Zielinski e Fernando Gago. El Ruso, con il suo Estudiantes, ha migliorato il buon lavoro svolto già lo scorso anno, vincendo in carrozza la sua zona e, en passant, anche il girone di Copa Libertadores, ma l’avventura in Copa Binance si è interrotta ai quarti di finale; Pintita, invece, ha cambiato faccia al Racing, riuscendo a dare un gioco frizzante a La Académia, arrivata da imbattuta alle semifinali ma crollata sul più bello senza raggiungere l’atto conclusivo.

Squadra rivelazione

Troppo facile dire il Tigre, neopromossa giunta in finale guadagnandosi lo scalpo del River Plate, ma non dimentichiamo l’Aldosivi: il Tiburón, guidato da Martín Palermo, ha sorpreso tutti e si è preso un posto nei playoff a discapito di Vélez e Huracán, trascinato da due eterni ragazzi come Cauteruccio e Tanque Silva.

Squadra delusione

Anche qui, la scelta ovvia sarebbe il San Lorenzo, avvolto e sopraffatto dai suoi guai societari ormai da più di un anno, che influenzano fortemente anche le vicende di campo. Ma è il Talleres ad aver tradito qualsiasi aspettativa: lo scorso campionato aveva a lungo accarezzato il sogno del titolo, quest’anno ha chiuso tra gli ultimi con solo 3 vittorie in 14 partite ed il progetto tecnico di Hoyos tramontato dopo poche giornate.

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