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Nella fecha de los Clásicos festeggiano i tifosi di Boca Juniors e Racing Club, vincitori contro River e Independiente. Nei derby ‘minori’ esultano il nuovo successo le neopromosse Tigre e Barracas Central che risalgono la classifica Promedio.

E’ stato un turno clamoroso quello che abbiamo vissuto nell’ultimo fine settimana in Copa de la Liga. La Fecha dei Clásicos ha regalato emozioni uniche in una giornata del tutto speciale tra campo e scenografie mozzafiato. Successi storici per Boca e Racing che continuano la scalata in classifica nei due gruppi. Per il resto, pareggi nelle clasicisime più importanti.

7^ Giornata

Aldosivi Patronato3-1
Tigre Platense4-0
Barracas Sarmiento2-1
Lanús Banfield0-1
SanLorenzo Huracán0-0
Colón Unión0-0
Independiente Racing1-2
RCentral Newells0-1
GimnasiaEstudiantes1-1
River Boca0-1
Defensa YJ Arsenal1-1
Argentinos Vélez1-0
ATucuman Central CBA0-1
Talleres GodoyC2-1

Settima fecha ed anche giro di boa nella Copa de la Liga. Nel gruppo A vola il Racing in vetta come puntero unico. Il Defensa y Justicia e l’Unión sorpassano il River, sconfitto nel Superclásico. Nel girone B il Boca guadagna altri tre punti e aggancia l’Estudiantes in vetta. Le delusioni a metà torneo? Talleres, Vélez e Lanús. Ci si aspettava di più dai tre club dopo le convincenti prestazioni della stagione scorsa.

River Plate 1-0 Boca Juniors

Anche questa volta il Superclásico non si smentisce. C’erano state avvisaglie di risveglio da parte Boca sul piano del carattere e dell’attitudine la settimana scorsa a La Plata. La gara contro l’Estudiantes aveva impressionato gli stessi bosteros per volontà e intensità, caratteristiche non sempre proprie della Ribera nel corso di questo semestre. Contro il River bisognava replicare la prestazione, tenendo conto di un 20.000 tifosi in più. Se il Boca sembra nel momento migliore, la Banda invece conferma il motore ingolfato. E’ indecifrabile la squadra del Muñeco, che gioca ancora troppo di fino -e non sempre riesce nell’impresa-, risultando abbastanza limitata dal punto di vista caratteriale. Il portiere Rossi, che risulterà essere figura del partido, sarà il segno evidente di un certo predominio territoriale millonario. Il merito del Boca invece starà nel crederci sempre e comunque, anche in uno stadio come il Monumental e al completo. Il Xeneize torna a vincere in casa di Gallardo cinque anni dopo l’impresa riuscita a Cardona e Nandez, e lo fa preparando al meglio una partita da vincere a tutti i costi. E’ la vittoria dell’essenzialità Xeneize.

“Sono dispiaciuto di perdere una partita che abbiamo controllato per tanti momenti” commenta Gallardo nel dopo gara. “Ci è mancato il gol. Siamo stati pericolosi nel primo tempo con buoni passaggi, generando buone giocate da gol però non è entrata. Ma non a causa di una partita perderemo la nostra identità. Bisogna continuare a lavorare, senza perdere la calma. Abbiamo commesso un errore e l’abbiamo pagato a caro prezzo. Non dobbiamo perdere le idee e le convinzioni. Né io né i miei giocatori”.

Di tutt’altro tenore Sebastián Battaglia, alla sua prima vittoria contro el Muñeco nei novanta minuti: “Queste sono il tipo di partite che ci piace vincere. È la classica rivale. Siamo molto soddisfatti, battere il River è sempre speciale. Combattiamo partita dopo partita e siamo contenti di aver dato una gioia a tutti i tifosi del Boca. Abbiamo giocato alla pari contro una squadra che gioca bene da molto tempo. Abbiamo sofferto nel primo tempo ma poi siamo riusciti a segnare e vincere la partita. Sono orgoglioso dei ragazzi, hanno vinto una partita importante”.

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Il Bomber Cauteruccio approfitta della sterilità della ‘concorrenza’ e con una doppietta si porta in testa all classifica marcatori.

Independiente 1-2 Racing

La situazione già delicata, inizia a sfuggire di mano quando la polizia preventivamente allontana le persone al passaggio della dirigenza Independiente. “Sono socio vitalicio, abbonato da cinquant’anni, ho diritto di protestare, di dire che voi siete il male di questo glorioso club, che state mandando tutto alla rovina ” dice un tifoso un po attempato, sbraitando verso Pablo Moyano, vicepresidente del club e figlio di Hugo, numero uno del club. Nella cancha si è appena consumata l’ennesima umiliazione per i colori del Rey de Copas. Questa sera si è assistito alla vergogna più grande che forse possa esistere: soccombere in casa contro gli acerrimi rivali dell’Academia. Le poche aspettative Independiente vengono meno dopo soli tre giri di lancetta. Il giovane Chancalay prende palla a metà campo ma a nessuno gli viene l’idea di contrastarlo. Arrivato in l’area, lascia partire il tiro che sarà preda del demonio Hauche per l’uno a zero che ammutolisce il Libertadores de America. Il Rojo è già alle corde non solo sportivamente ma anche come metafora della situazione societaria attuale. Difficile creare un progetto calcistico se ogni anno si vende per salvare un bilancio pesantemente compromesso dalla follia delle politiche societarie di questi anni. Arriverà il pareggio del Saltita Gonzalez che darà un briciolo di dignità all’ambiente, prima della colpo di grazia di Copetti a cinque dal termine. I Moyano scappano sotto la pioggia di insulti e la squadra lentamente rientra negli spogliatoi. È un’altra serata amara per il Club Atlético Independiente de Avellaneda.

Appare costernato il Dt Eduardo Dominguez in sala stampa nel post partita: “Ci sono state due disattenzione da parte nostra che abbiamo pagato a carissimo prezzo. Ma questo è il calcio, sfruttare gli errori. Ci fa male perdere il Clásico e ci fa male perdere soprattutto come è successo nel secondo tempo. Dobbiamo continuare, rialzarci, lavorare e migliorare. Il percorso è quello che abbiamo fatto vedere nel secondo tempo. I tifosi sono stati straordinari e non siamo riusciti dar loro ciò che meritavano. Dobbiamo dare di più”.

Terza vittoria consecutiva per Fernando Gago e consacrazione nel Clásico conquistato in trasferta.“La vittoria mi rende felice per i ragazzi, per tutta la fatica che hanno fatto dalla preparazione. Siamo stati bravi a interpretare questo Clásico fin dall’inizio. Sono partite speciali dove giocano constantemente le emozioni. Abbiamo una nostra idea di gioco dove cerchiamo in ogni partita di metterla in pratica, indipendentemente dal risultato. Sono i giocatori sono i veri protagonisti”

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La ‘famigerata’ classifica Promedio retrocessione

Gimnasia 1-1 Estudiantes

Sono gli attimi finali che fatto la differenza in un Clásico. E non raccontatelo ai tifosi del Lobo dopo l’ultima rocambolesca clasicisima dell’anno corso finita 4-4. È il 96’ e il Gimnasia ha appena pareggiato il conto del tabellino grazie a un tap-in di Ramirez, dopo il marchiano errore di Andújar. Fernando Zuqui, volante Estudiantes, ora lo cercano tutti. Per le interviste di fine gara certamente, ma soprattutto perchè gli vogliono dare quello che si merita. Durante la gara il centrocampista si è messo in mostra oltre che alla prestazione, per gli insulti e altre frasi colorite distribuite ad almeno metà degli avversari. Che ora lo aspettano. Il capitano Alemán si posiziona davanti al varco del tunnel, in attesa, mentre tutto il contesto si surriscalda. Si cerca di calmarlo, el capitán, ma non c’è niente da fare. “Lo ammazzo, lo ammazzo urla senza mezzi termini il fantasista del Lobo. Sarà il carismatico Andújar a farlo desistere dai suoi intenti, abbracciandolo e promettendogli che sarebbe stato suo dovere dare una lavata di capo al compagno. Zuqui, dappertutto in campo (e figura del partido), ma introvabile al momento delle polemiche dirà candidamente più tardi in sala stampa: ”Mi sono venuti a cercare? Sarà stato perché la mia squadra ha fatto una gran partita e meritavamo di vincere”. E poi, concludendo col botto “Noi siamo l’Estudiantes, il club più importante di La Plata, giochiamo la Libertadores. Che Copa gioca il Gimnasia?”. Con Alemán, fortunatamente già nello spogliatoio.

San Lorenzo 0-0 Huracán

I vincitori alla fine sono loro, perché sul campo è uno spettacolo davvero indecente. Sugli spalti si assiste ad una festa iniziata due ore prima della partita, che continua imperterrita per tutti i novanta minuti. Manco si giocasse la finale Libertadores. La Gloriosa Butteler non riesce a non tifare neanche quando le cose vanno male. È nella sua natura, DNA, appartenenza, quasi un dovere. Sul campo invece, la pochezza tecnica di un equipo ancora in convalescenza, fa venire voglia di andarsene verso spettacoli migliori. San Lorenzo e Huracán non vogliono farsi troppo del male e si accontentano di un punto. Il Clasico del Barrio si accende qua e là in qualche scaramuccia o per qualche intervento al limite, giusto per mantenere vivo l’interesse. Per il resto arriva la seconda partita consecutiva da imbattuta e senza subire gol. Dato incoraggiante per i Cuervos ancora troppo timidi e timorosi di incorrere nella seconda sconfitta consecutiva, dopo l’esperienza traumatica della scorsa stagione. Ne vincitori né vinti. “Avanti San Lorenzo, vinceremo la prossima” dice un giovane tifoso, di ritorno a casa dal Nuevo Gasometro. Bisognerà aver pazienza però, dato che la prossima in casa sarà tra tre settimane.

Il tecnico San Lorenzo Pedro Troglio è contento a metà: “La squadra ha dato tutto quello che poteva. Penso però che meritavamo di più. Abbiamo avuto le migliori occasioni da gol e non abbiamo subito un tiro in porta. Una squadra non si trasforma da un giorno all’altro. Meritavamo di vincere ed è chiaro che c’è ancora molto da fare”.

Central 0-1 Newells

Il Clasico a Rosario è un evento che inevitabilmente ti segna la vita. La stracittadina, nella città argentina più calda futbolisticamente. Una locura. Marcelo Bielsa ai tempi del Newells soleva dire che per chi perdeva il Clásico non c’era scampo. ‘Ti vengono a cercare dappertutto, anche se ti nascondi sotto il letto vengono a prenderti per il cxlo’ raccontava qualche tempo fa. Clásico importantissimo ma per il Central è partita già decisiva dopo il brutto avvio in Copa de la Liga. Una partita da vincere assolutamente, costi quel che costi. In casa e in dodici contro undici las canallas invece si complicano talmente la vita che riescono nell’impresa di perderlo. Si esalta nelle avversità il Newells, che invece di demoralizzarsi di fronte all’ambiente ostile, resiste agli assalti iniziali, prende campo e segna nel momento più oppurtuno. Si assiste allora a un dramma per 50.000 tifosi sugli spalti e negli undici giocatori, totalmente in bambola e incapaci di generare un’azione decente in attacco. Vecchio e Rubén si dimenano per tutti i novantasei minuti, ma le polveri sono bagnate. Umiliazione completa per gli azul y amarilla: alla fine la Lepra festeggierà a centrocampo l’impresa che verrà tramandata nel grande libro del Clasicos Rosarini. Nonostante tutte le avversità del caso, il Newells vince sorpendentemente al Gigante de Arroyito. Carajo!

Continua inesorabile la maledizione del Clásico del Sur per i colori Granata, che non riescono a gioire dal lontano 2017. Non riesce a ingranare il Lanus che in sette partite ha sconfitto solo il Barracas Central. Pochino per una squadra che si proponeva l’obiettivo di migliorare le prestazioni della stagione appena trascorsa e in cora in Copa Sudamericana. Per Almirón si preannunciano giornate decisive.

Grande entusiasmo in casa Aldosivi dove ritorna al gol -e alla vita- Santi Tanque Silva. Il Bomber, di ritorno dalla recente squalifica, non segnava da oltre due anni. Felicitaciones uruguayo!

Ciau Dt

Due gli avvicendamenti in panchina al termine di questa giornata. Dopo meno di due anni lascia la panchina del Vèlez Mauricio Pellegrino dopo i deludenti risultati. Decisiva l’ennesima sconfitta nel torneocontro l’Argentinos Jrs. Anche l’allenatore del Rosario Central Kily Gonzalez saluta e fa un passo indietro dopo un inizio 2022 avaro di soddisfazioni. Decisiva la shockante sconfitta nel Clásico.

Prossima giornata

Dopo l’ultima sosta delle nazionali si scende in campo con l’8° turno. Imperdibile scontro al vertice nel gruppo A tra River e Defensa y Justicia, mentre il Boca ospita l’Arsenal. Il Racing Club ritroverà el Licha Lopez, idolo dell’Acadé e ora in forza al Verde. Velez-Lanus e Banfield-Argentinos le altre sfide interessanti.


calcioargentino.it

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Un commento su “Racconti di Copa (de la Liga Profesional) – 7

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