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Testimonianza di un tifoso Boca, disgustato da uno sport chiamato fútbol .

Se c’e bisogno di mettere un titolo a questo piccolo scritto, forse il più adatto potrebbe essere “Il primo giorno in cui il calcio mi ha fatto sentire un perfetto idiota”
Magari vi suona un po’ forte e mi devo anche contenere, ma sono queste le espressioni che veramente riescono ad esprimere i pensieri ed i sentimenti di qualsiasi tifoso del Boca dopo un avvenimento di rilevanza come quello vissuto in questi ultimi giorni.


Innanzitutto le presentazioni. Sono un tifoso del Boca dal primo giorno in cui sono nato a Buenos Aires 25 anni e alcuni mesi fa. Cioè da quando Diego Maradona tornò al Boca. Perché lo dico? Mi sembra necessario chiarire questa particolarità, dato che la mia opinione sui fatti capitati a Belo Horizonte tra Atlético Mineiro e Boca Juniors, probabilmente non sarà la stessa per un brasiliano che tifa “Galo” o per qualche altro argentino, brasiliano o sudamericano a cui piace il calcio. O forse sì, data l’indignazione generale di questi giorni.

Fatta questa precisazione, vorrei tornare al titolo che ho scelto per questa nota. Sono uno di quegli amanti del calcio che quando è diventata ufficiale la notizia dell’approvazione del VAR dalla FIFA pensava che le ingiustizie nel calcio finalmente potessero finire. Subito dopo però mi sono reso conto che il VAR era solamente uno strumento per manipolare ancora di più le partite, una licenza vera e propria per continuare a rubare.

Diciamocelo francamente. Se il VAR cercasse veramente un calcio più giusto, il suo uso sarebbe totalmente diverso rispetto a questo cancro che abbiamo oggi. E la cosa più brutta è che adesso ce lo dobbiamo tenere. E’ tardi ormai per fare marcia indietro.

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Guardate le linee…

All’inizio, la scusa popolare era che gli arbitri non erano ancora abituati. Accadevano perciò cose “strane” come nella sera del 2017 tra Lanús e River Plate. Purtroppo, situazioni come quella, cominciarono ad essere ogni volta più frequenti, in Europa, in Sudamerica, dappertutto. Oggi, questa scusa appare poco seria e per me non c’è un’altra possibilità che, adesso col VAR, il nostro amato calcio ha cambiato per sempre la sua fisionomia, e adesso non più lo stesso. Certamente, da quando il futbol esiste, esistono gli errori e gli arbitri corrotti, ma adesso, gli arbitri corrotti hanno uno strumento per cercare il modo più disparato possibile nel cambiare l’esito di una partita.

Se il VAR cercasse una giustizia vera, le squadre dovrebbero aver la possibilità di chiedere una revisione, oltre la visione di tutte le giocate polemiche. Ma sappiamo che non succederà. Si rivedono giocate chiare, limpide, per cercare intenzionalmente un fuori gioco, un fallo, o qualsiasi cosa che giustifichi un annullamento di un gol, un calcio di rigore, un cartellino rosso. Inoltre, si “chiudono gli occhi” in tante altre azioni polemiche in cui c’è un torto evidente, in maniera che si possa aiutare la squadra ‘designata’ alla vittoria.

Questo martedì, ed anche il martedì della settimana scorsa, la mia squadra del cuore, il Boca Juniors, è stata vittima di questo nuovo calcio.
Guardavo la partita con mio padre, il quale, dopo il gol annullato, se ne è andato a farsi una passeggiata per il quartiere, rendendosi conto che non aveva nessun senso continuare a guardare una partita già pilotata. Una squadra doveva vincere e non importava come. Io invece, imperterrito, sono rimasto davanti al televisore, ma senza troppa frenesia, senza troppo sentimento, vivendola praticamente come se fosse un’amichevole estiva pretemporada.

Guardandoci in faccia io e mio padre ci siamo sentiti dei perfetti idioti, osservando come la nostra squadra fosse parte integrante di un circo, di uno spettacolo, di una manipolazione già predefinita. Mai, nella nostra vita, avevamo avuto questo sentimento ed è veramente è molto triste vedere come attraverso il VAR, ogni volta il nostro amato calcio muoia sempre più. E la cosa più triste, è che questo sentimento risulta essere ogni volta più frequente tra i fanatici del calcio. Questa volta, siamo stati io e mio padre, ma non siamo stati i primi, e tanto meno saremo gli ultimi.

In questi giorni mi sono rifiutato di vedere il futbol Veramente ho perso quell’interesse che avevo prima. Ritornerà? Non lo so, ma una cosa è sicura: voglio tanto che inizi il campionato argentino. Poter urlare e celebrare quando la mia squadra farà un gol, senza preocuparmi che venga annullato 5 minuti dopo. Tanto, il VAR qui non c’è.

Da uno che tifa Boca.


Venerdì 23 Luglio, Buenos Aires, Argentina.


calcioargentino.it

Un commento su “Il primo giorno in cui il fútbol mi ha fatto sentire un perfetto idiota

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