La sofferenza di tifare Argentina

La sofferenza di tifare Argentina

Luglio 10, 2021 0 Di calcioargentino

Non si augura neanche al peggior nemico non vincere niente per quasi 30 anni.. Certo, peggio di noi c’è l’Inghilterra… ” (Maradona).

Ore devastanti per i tifosi argentini sparsi per il mondo. E’ in arrivo infatti una nuova finale da affrontare, con gli incubi del passato che inevitabilmente riafforano in superficie. Non è facile infatti la vita del ‘hincha’ della Seleccion argentina dopo le delusioni vissute, soprattutto nei tre anni maledetti, 2014, 2015 e 2016, dove milioni di argentini rischiarono le coronarie dopo le finalissime di Mundial e Copa America varie. Sono troppe tre finali perse consecutivamente, troppe, per riuscire a reggere l’esaurimento nervoso, ormai, in stato più che avanzato.

Formazioni infarcite di campioni di ogni tipo, allenatori professori, potere in Conmebol, niente, non sono bastati quasi 30 anni per non evitare delusioni cocenti delusioni. Ora il destino, il fato o gli dei del futbol, chiamateli come volete, ha programmato un’occasione più unica che rara per tornare a sfatare questa maledizione. Vincere in Brasile contro il Brasile. Mai successo in competizioni ufficiali.

E sarebbe un fine settimana davvero esplosivo considerando anche l’Europeo, con l’ultimo atto tra Italia e Inghilterra. Inutile dire che tutta l’Argentina unita tifa azzurri per il legame indissolubile con la terra italica, e per l’astio per la corona britannica, formalmente ancora in guerra per il discorso Malvinas.

Sarebbero due imprese dal valore assoluto e dal destino simile: albiceleste che deve vincere contro il Brasile al Maracaná, e Italia che deve battere l’Inghilterra a Wembley. Due storie simili dall‘’esito che si spera possa essere vincente. Goduria incommensurabile se dovesse accadere l’incredibile: Italia e Argentina di nuovo vincenti.

Ma se l’ltalia è all’inizio di un ciclo, l’Argentina è al bivio con se stessa: fallire per l’ennesima volta la ghiotta opportunità o chiudere un cerchio iniziato nel lontano 1993.

Non può in definitiva andar male un’altra volta. Non deve, non sarebbe giusto, dal punto di vista dell’etica calcistica e della giustizia divina sportiva. Per questo c’è da sperare che Lionel e compagni possano alzare al cielo questa notte, al netto di questioni tattiche o di formazioni, questa tanto e troppo agognata Copa.


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