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Degli striscioni gialli e blu accolgono il ritorno del Boca alla Bombonera dopo più di sei mesi. Su questi striscioni campeggiano enormi scritte di ringraziamento, in diverse lingue del mondo, verso tutti coloro che si sono impegnati durante la pandemia anche solo facendo sentire il loro supporto da casa. C’è anche una grande scritta in italiano, in mezzo, quasi a simboleggiare l’importanza che il nostro paese ha avuto – e ha tuttora – per il Boca.

La prima partita in casa porta in seno altri ritorni fondamentali per la continuazione della Libertadores: in difesa si sono rivisiti Lisandro Lopez e Frank Fabra – che forse ha esagerato con il dulce de leche in quarantena – e Miguel Angel Russo che si è potuto sedere nuovamente sulla sua panchina, sotto quegli striscioni così speciali.

La Bombonera si mostra al suo meglio dopo i lavori di ristrutturazione che hanno sostituito i seggiolini scoloriti con degli altri più fedeli ai colori del Boca. Nonostante la mancanza di pubblico la società ha voluto spingere la squadra con cori registrati (¡Esta Campaña volveremos a estar contigo!) e con tutte le bandiere e gli stendardi dei tifosi a riempire lo stadio. La 12 ha anche srotolato uno dei suoi striscioni più importanti e simbolici: quello che recita “COMO NO SOMOS LOS UNICOS DECIDIMOS SER LOS MEJORES”.

Parlando dell’aspetto tecnico la partita contro il Libertad era più una formalità che una sfida vera dato che al Boca sarebbe bastato un punto per passare agli ottavi di finale. Miguel Angel Russo ha comunque deciso di giocarsela coi migliori a disposizione e di non abiurare le sue convinzioni di gioco. Per tutti i novanta minuti è sembrato che il Boca potesse segnare in qualsiasi momento (a parte quando c’era Soldano davanti alla porta). Gli xeneizes hanno giocato una partita di lucidità e possesso, forse la migliore del post lockdown, e hanno dato parecchio lavoro a Martin Silva, che ha dovuto salvare i suoi in più occasioni. La prima è capitata sul destro di Tevez, che dopo uno scambio nello stretto con Salvio si è trovato a tu per tu con il portiere, bravo a deviare in angolo con una parata stile Neuer. La seconda occasione – invece – vede Tevez protagonista ma come assist man: porta il pallone e con un passaggio no look, simile a quello di Ribery per Chiesa nella serata di San Siro, mette in porta Soldano: ancora una volta ipnotizzato da Silva. Se ci fosse stato Wanchope sarebbe stato un 1-0 scritto.

La chiave che ha svoltato la partita del Boca è stata la posizione che Russo ha cucito su misura a Carlos Tevez. In fase di possesso l’Apache – diventato terzo giocatore all time per presenze alla Bombonera dietro a Clemente Rodriguez e a Riquelme – si abbassa molto, quasi a diventare un enganche per ricevere direttamente da Campuzano e Fernandez e fare da tramite fra il centrocampo e l’attacco. Quando il Boca attacca possiamo anche trovare Tevez decentrato sulla fascia destra dove cerca di triangolare con Salvio (che bello vederli giocare insieme). In fase difensiva il diez spesso prende un po’ di riposo andando ad occupare la zona centrale del campo, riposo reso possibile anche dai ripiegamenti di Soldano che non segnerà ma quanto aiuta la squadra, costringendo così la squadra avversaria a tenere sempre un difensore bloccato per contenerlo in un eventuale contropiede.

Russo è consapevole che il pareggio può bastare ai suoi ma vuole festeggiare il ritorno a casa e il suo ritorno in panchina con una vittoria. Nel secondo tempo opera dei cambi di peso facendo entrare Cardona, Bou, Zarate (finalmente Maurito), Capaldo e Mas. I cambi sortiscono l’effetto sperato anche se il Boca fa ancora fatica a segnare nonostante le due occasioni per i due colombiani: la prima capitata a Cardona e parata da Silva e la seconda per Fabra che colpisce il palo.

La partita finisce a reti inviolate e conferma il Boca come una delle squadre più in forma del post lockdown, esaltata dalla difesa invalicabile, 0 gol subiti dal ritorno in campo, e dalle giocate del suo numero 10 che compie un altro passo verso il suo avvicinamento a Juan Roman Riquelme.

di Niccolò Frangipani


calcioargentino.it

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