La Classe del Lechuga Alfaro

La Classe del Lechuga Alfaro

Dicembre 24, 2019 55 Di calcioargentino.it

Gustavo Julio Alfaro è probabilmente una brava persona buona d’animo. Ma soprattutto possiede una classe e un’eleganza d’altri tempi. Molti giorni sono passati da quando Nico Burdisso lo chiamò per diventare l’allenatore del Boca, ereditando i giorni difficili della sconfitta della superfinal de America. Non era facile, ma lui, con la sua umiltà, professionalità e competenza ha ricomposto i cocci nello spogliatoio dando uno spirito nuovo. Con il cambio della dirigenza sono terminati i suoi giorni da Dt, ma lui è rimasto sempre lucido e riconoscente, Queste sono le sue ultime parole al popolo xeneize.

Gustavo Alfaro: “Caro popolo boquense, vi rivolgo una parola in occasione del termine del mio legame con il Boca Juniors. Non è facile scrivere questa lettera di addio, dopo un anno ‘vertiginoso’, passato rapidamente, lasciandomi sentimenti contrastanti. Da un lato c’è la sensazione di essere rimasto a metà del processo e dall’altro c’è l’immensa gratitudine di aver potuto lavorare in un club unico e speciale. Non era stato facile il 3 gennaio mettersi di fronte a una squadra ferita nell’orgoglio ma disposta a offrire di nuovo il proprio cuore, come lo dimostra la storia stessa del Boca e specificatamente di questa squadra, che prende a cuore ogni sfida”.


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“Immediatamente quando ho iniziato a camminare per le stanze del club, attraversando i diversi luoghi, la passione, la solidarietà, l’orgoglio e il senso di appartenenza propria del tifoso Boca hanno iniziato a manifestarsi in tutte le sue dimensioni. Perché una cosa è saperlo, ma un’altra e molto diversa, è viverlo. Ecco perché voglio ringraziare, in primo luogo, il presidente Daniel Angelici e l’intero consiglio di amministrazione per la loro disponibilità e supporto, e tutte le persone che hanno lavorato con noi durante tutto questo percorso. Dalle guardie di sicurezza che ti davano la buona giornata sempre con un sorriso e una parola di incoraggiamento, agli impiegati in lavanderia; dal personale in cucina (veri crack), ai ragazzi che si sono presi cura dei campi sia in Casa Amarilla che in Ezeiza. E poi lo staff medico, persone con un’abilità incredibile. Ma soprattutto l’umanità di tutti. Hanno reso il lavoro semplice”.

È il 2 gennaio 2019. Alfaro è presentato ufficialmente come successore di Guillermo Schelotto.

“E un ringraziamento molto speciale a Nicolás Burdisso e alla Secreteria Tecnica, per aver avuto fiducia in noi, perché nonostante le difficoltà che sapevamo di trovare, abbiamo deciso di affrontarle insieme. Soprattutto un grazie alla professionalità di Nico, al suo impegno e dedizione, per gli infiniti discorsi sul calcio dove si sono concentrate tutte le nostre passioni e illusioni. Per esserci integrati con il calcio delle giovanili e esserne diventati parte, grazie ai tecnici della ‘Reserve’ e alle categorie inferiori, sempre disponibili a rinunciare ai loro giovani talenti per poterli conoscere e facilitare il nostro lavoro. Nico, hai dimostrato di poter fare un lavoro professionale basato sui valori, cosa che oggi nel calcio non è affatto scontato”.


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“E infine i giocatori. Grazie per l’impegno e dedizione e per la constante volontà di non accontentarsi mai. Come ho detto in molti discorsi è stato bello vivere la mia vita e vedervi preparati con la faccia dipinta nella trincea, pronti a combattere. Un gruppo di UOMINI che meritano il meglio, e non ho dubbi che nelle prossime 7 partite metteranno un’altra stella su quello scudo.

“Provo emozioni molto forti, come fu quella volta, attraversare il tunnel fino al campo la prima notte di Libertadores e vedere la Bombonera che ‘lateva’ in un modo unico; quella passione che contagia, che nasce e si diffonde dalla folla ‘rovesciandosi’ poi sul campo, facendo capire all’avversario che non esiste palla che non sarà combattuta, né sforzo regalato. Una passione che non ha confini o limiti, in ogni parte del paese in cui si viaggi. In ogni latitudine del mondo in cui ci si trova, ci sarà sempre un ‘hincha de Boca’ a cui non importano le ore di attesa che dovrà aspettare, con una foto in mano per un autografo. Esto es Boca. Pasión. Non dimenticherò mai, oltre al dolore, la notte del SuperClasico che abbiamo vinto e l’orgoglio che provai percorrendo quei metri dalla panchina al tunnel, per la dimostrazione del coraggio che diedero i giocatori”.

Atmosfera da brividi per il superclasico nella semifinale di ritorno alla Bombonera.

“Mi porto dietro molte immagini e molte sensazioni, qualcuna di dolore per non essere stato in grado di dare la séptima ai tifosi. Ho guardato la foto della prossima Copa Libertadores e l’ho vista immensa, e il Boca sarà sempre lì, nelle fasi finali, tra le migliori. Quindi, per prima cosa, desidero augurare tutto il successo del mondo alla nuova dirigenza, spero che possano dare ai tifosi ciò che così tanto desiderano. Desidero ardentemente che abbiano successo. Il successo è il prodotto di un processo. Non date retta a chi vuole vendere verità dicendo che hai avuto successo o hai fallito se hai ottenuto o meno un titolo. Vorrei che scommettino sul successo finale, perché il percorso per raggiungerlo non è una linea retta e non esclude piccoli insuccessi parziali. Pertanto, scommettete su un ciclo completo. Porqué Boca es Boca, il suo spirito sarà sempre rigenerante nelle piccole correzioni apportate alle avversità, si troveranno le risposte che porteranno il Boca nel luogo desiderato”.

“Posso solo dire GRAZIE, a nome di tutto il mio staff tecnico”.

“Complimenti per la fine di quest’anno e per quello che sta arrivando. Possano tutti i vostri desideri essere soddisfatti”.

Hasta Siempre,

Gustavo Alfaro


Quello che colpisce da questa ultima lettera d’addio è la sua rinuncia a qualsiasi polemica. Ringrazia tutti, ma ha il coraggio di esprimere il suo pensiero. Sobriamente. E cioè: si giudichi il tutto alla fine del processo di lavoro, e NON solo se si riesce a conquistare o meno la Séptima Libertadores. Quando dice di essere stato a metà del processo si riferisce a questo, ‘potevo fare di più se mi davate ancora del tempo’. Oltre a questa sua riflessione, chiude la sua esperienza al Boca con parole dolci, nonostante i barbari attacchi di qualche giocatore nei suoi confronti.

¡Que clase Lechuga!


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