Gli aneddoti di Maradona

Gli aneddoti di Maradona

Dicembre 23, 2019 Off Di calcioargentino.it

L’intervista del Diez a Tyc Sports


Ascoltare Maradona vuol dire conoscere intimamente i pensieri, le opinioni, gli aneddoti di uno dei più forti giocatori di tutti i tempi, se non il migliore. È l’esperienza di un 59 enne che ne ha vissute parecchie di situazione ‘particolari’.

Partendo dalla sua infanzia difficile e arrivando al Maradona allenatore di oggi, Diego spazia a 360’ nel suo prezioso racconto, senza pregiudizi su nessuno e con un’onestà intellettuale mai udita prima. Señoras y señores el Diez.

Maradona: “Mi reputo una persona normale, ma tutti mi riconoscono per quel “golazo” agli inglesi, proprio quelli che uccisero i nostri ragazzi alle Malvinas. Il nonno glielo raccontò al padre e il padre al figlio, e ora anche i bambini sanno chi sono, ma io sono un ragazzo del tutto normale. Un saluto grande, viva l’Argentina, viva la patria!”.

“Nella mia vita non ho mai smesso di essere felice, l’unico vero problema è che i miei due vecchietti (genitori) se ne sono già andati. Quello che mi hanno tolto nella mia carriera non mi interessa. Darei tutto quello che ho perché i miei vecchi potessero riapparire da quella porta, (si commuove), niente di più. Sono stato cresciuto con amore, non avevo neanche una bicicletta, nè sono stato cresciuto nell’asfalto o in un cortile piastrellato. Ho avuto come un giardino un potrero pieno di fango, mangiavamo e dormivamo in otto in una stanza ed era festa quando papà portava i soldi a casa: era l’unico momento che si poteva mangiare la carne. Quando abbiamo mangiato la milanese sembrava fosse Natale”..

Fame, dunque non è cambiato nulla Diego? “È lo stesso discorso che accade oggi in questo Paese. No, non è cambiato nulla. Sono andato a Villa Fiorito (dove ha vissuto) e ci sono le stesse strade di fango. Dove con mio padre prendevamo il 28, attraversando due chilometri di campagna, ora ci sono case. Sono ville meravigliose. Una volta volevo entrare con la macchina ma mi hanno riconosciuto. Sai come me ne sono andato? Mi hanno girato la macchina ..di peso. Si sono presi la patente..non erano delinquenti, volevano solo avere qualcosa da Diego. Una cosa folle”.

Ai ragazzi dico: no alle droghe. Quando prendevo la “falopa” (tipo di droga), non avevo niente, ero uno zombie. Che nessuno poi si permetta di mettersi una medaglia per avermi tirato fuori dalla droga, solo Dalma (figlia) c’è riuscita raccontandomi quello che Giannina (altra figlia) mi diceva: “Papà, voglio stare con te, voglio vivere anch’io il tempo che hai vissuto con Dalma, ecco perché voglio papà che ti svegli”. Da lì mi sono detto: Ora basta, mai più!”


Maradona ora è seduto su una poltroncina. L’intervista prosegue e Diego appare tranquillo, a suo agio. È bello vederlo così rilassato in una fresca serata d’estate.

Maradona allenatore

“Quando ero Dt della Selección diedi degli orari ai giocatori per giocare alla PlayStation e per usare il telefono. C’erano luoghi appositamente dedicati ma i ragazzi avevano nascosto un’altra Play in un armadio per far nottata. Io lo sapevo e terminato l’orario stabilito mi nascosi dentro l’armadio aspettandoli. Quando lo aprirono per prendere la console trovarono me! Como vas muchachos? dissi.. erano a dir poco sconvolti.”

“Ritornare ad allenare in Argentina, è come tornare a rivivere nel calcio. Le persone nel Gimnasia sono davvero speciali. Non ha niente a che vedere con Boca, River, San Lorenzo, Independiente o Racing. Mi ricorda il periodo nell’ Argentinos Juniors. Non eravamo una squadra importante, ma ci arrangiavamo. Oggi nel Gimnasia abbiamo carenze, ma i ragazzi danno la vita in campo. Vivo a La Plata perché ogni giorno viaggerei un’ora e mezza, sai come sarebbe il mio sedere?.. Il Muñeco (Gallardo) sta facendo un lavoro fantastico, ha vinto tutto, mi piace come gioca il River. E sono anche difficile come gusti.. Non è facile trovare una partita che mi piace, anche in Champions, dove nessuno attacca… Mi piace Guardiola, Mourinho, Pochettino che va in battaglia. Heinze, el “Gringo” ha un futuro incredibile, se sa cogliere l’attimo è destinato a grandi cose. El Gringo mi ha promesso che avremmo mangiato un asado insieme; “certo” ha detto, “vieni sul campo”..ma non mi dice mai dove si trova questo campo! A livello di Selección vorrei che avesse una possibilità perché Scaloni, non ho nulla contro di lui, ma non ha fatto nulla in Nazionale. Ha giocato quattro partite e basta”.

Maradona story

“C’era la Coppa del Mondo 1974 ma noi non avevamo la televisione. Ricordo che giocavano el Loco Houseman, Quique Wolff, Heredia, Perfumo. Proprio il caro ‘Mariscal’ mi lasciò un’eredità molto grande perché aveva un concetto del giocatore de fútbol, ormai andato perduto con i ragazzi d’oggi, con il computer, con il cellulare… Che bastardi i giapponesi che hanno inventato il telefono con la fotocamera! Viaggi 24 ore, con i capelli in ‘libertà’, ti prendi una pillola per dormire, scendi e dicono che sei ubriaco. Come posso non essere così se non dormo per 24 ore?”

Maradona show

“Nel 1986 Passarella era titolare contro la Corea. Poi Ruggeri si fece male e Daniel cominciò a dare di stomaco… L’acqua del Messico ti fa andare in bagno ed eravamo tutti nelle stesse condizioni, ma volevamo giocare il Mondiale. Passarella era però restio a giocare con Bilardo perché si considerava ‘menottista’. Io ero più menottista di lui, ma volevo giocare per la mia maglia, per il mio paese, per la mia gente”

“Dicono che fossi tifoso dell’ Independiente … Ero lì per vedere il Bocha Bochini e Chivo Pavoni. Ricordo che ero nel settore popolare e si giocava Independiente-San Pablo. C’è una rissa, el Chivo sferra un pugno a un’avversario ma l’arbitro non lo vede. Quando è uscito ho urlato ‘vamos Chivo!’. Ecco perché ho avuto la nomea di essere tifoso dell’ Independiente. Sono andato a mangiare anche un asado con il Bocha. Ma tutta la mia famiglia tifa Boca “.

“Nell’ultimo clásico Platense la ‘Gata Fernandez’ (Gastón Fernández, capitano Estudiantes) mi si avvicina mi dice: “Ti piace la telecamera, eh?” Io gli rispondo: “Quando tu eri nelle palle del tuo vecchio, io ero già in televisione, boludo!” Dovunque lo vedrò in giro lo combatterò, non è venuto neanche a scusarsi. E poi è amico di Veron, dai, è tutto sbagliato!”.

Benjamin Aguero? Suo padre è il Kun e il nonno (Maradona) è il padrino di Messi. Non avrà mai problemi a pagare un conto al ristorante..

“Sono arrabbiato con Bilardo perché all’epoca diede supporto ai Grondona (Afa). Gli avevo detto che tipo di persone erano ma lui appoggiò lo stesso Humbertito, un garca (imbroglione) impressionante”.

Il miglior giocatore della storia è stato Di Stéfano, era superiore a tutti. superiore a me. Gli amici di Pelé inventarono la storia della leggenda vivente ma non significava che fosse il migliore della storia. D’altra parte io l’ho battuto anche a Rio “.

Su Lionel Messi: “Non ho intenzione di prendermi meriti perche gli ho insegnato a calciare le punizioni. Gli ho detto come doveva mettere il piede ma poi è stato tutto merito suo. Non affronterei mai Messi. Non lo critico. Il ragazzo viene e gioca. Leo mi ama, sono un amico di Leito. L’ho visto piangere sotto la doccia quando abbiamo perso 4-0 (vs Germania, SudAfrica 2010) quando gli altri nello spogliatoio stavano già cercando voli per tornare a casa prima possibile. L’ho visto Leo, piangeva come un bambino di 5 anni”

Manu (Ginóbili) è fuori concorso, non possiamo paragonarlo al resto degli sportivi, è un fenomeno totale. Credo che sia il migliore della storia argentina e se lo merita”

Diego e l’intervistatore

“El Loco (Martin Palermo) stava per firmare per il River, ma io l’ho chiamai al volo. Gli dissi ‘Loco, esci da lì e vieni qui (Boca), c’è un “palo” (milione) in più’. L’ho tirato fuori appena in tempo mentre stava diventando attaccante del River. I dirigenti e il suo agente Mascardi volevano uccidermi”.

Le feste migliori sono quelle degli arabi. Sono terribili, come si vestono, come ti tirano i diamanti in testa, come camminano le contadine.. (..) incredibile. Il regalo più stravagante che mi hanno fatto è stata una casa con lo zoo annesso.. Ho chiesto al propietario: Chi dà da mangiare al leone? E lui mi ha risposto il ‘principe provvederà’. Beh il principe ci dovrà pensare per forza, perché io c’ho una paura che me la faccio addosso (cagazo barbaro), gli ho risposto. La casa era bella ma era a 100 chilometri dalla piscina, a 50 km dal bagno e io mi chiedevo: Ma come fanno a spostarsi? Girano in moto qua dentro??”


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